Monticchio, la solitudine del disobbediente (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. Il fu coordinatore cittadino di Salvini a Cassino è 'investigato' dal Partito. Che potrebbe decidere di espellerlo. Oggi la prima sentenza. La parabola: da miracolato a disobbediente. La strategia di Palombo

Domenico Malatesta
Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.
Cassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Aula consiliare.
Montecassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Albaneta.

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MONTICCHIO INVESTIGATO DALLA LEGA

Alla fine Claudio Monticchio, consigliere comunale della Lega a Cassino, è finito sotto investigazione, come si dice nel gergo automobilistico della Formula 1.

Quale la colpa. Il suo complesso e dubbioso oltre che sospetto comportamento in questi sei mesi di crisi politica del governo cittadino determinato dalla cacciata (il 26 aprile scorso) di Carmelo Palombo dall’esecutivo per ‘punirlo’ delle sue affermazioni critiche sul sindaco. Un ordine dato dall’ex commander. E poi il contrordine: convincete la Lega a rientrare sennò non ci sono i numeri per governare. E quindi la caccia a Monticchio, il più incerto dell’operazione. Da sempre favorevole al rientro. Fino all’ultimo plateale show. Venerdi durante l’ennesima conferenza di CMD’A per presentare il nuovo assessore, Monticchio di corsa è andato ad occupare l’ultima sedia libera al tavolo presidenziale. (leggi qui L’assessore c’è e la Lega pure: ma viene sconfessata. Monticchio azzerato)

Dal web e dalle telefonate se ne accorgono il coordinatore provinciale Carmelo Palombo e il capogruppo Robertino Marsella che gli intimano di uscire “immediatamente” pena l’espulsione dal partito. Vengono avvertiti gli organi regionali della Lega. Monticchio, invece, felice e contento di essere ritratto a quel tavolo se la ride.

DA MIRACOLATO A DISOBBEDIENTE

Claudio Monticchio ha violato le regole politiche e civili non rispettando i ruoli: ha agito senza informare il Partito (Carmelo Palombo) e il suo capogruppo Robertino Marsella.

Lui si difende debolmente: ma io sono il coordinatore di Noi con Salvini. Dimenticando (per finta) che la denominazione, da tempo, è cambiata in Lega e che tutte le cariche sono state azzerate.

Questa sera il primo giudizio. Intanto i consiglieri comunali non potranno ricoprire anche ruoli di partito. E Monticchio rischia l’anticamera dell’espulsione.

Il ragionamento del consigliere è il seguente: sono in Aula per un miracolo di M.A., il quale ha fatto vincere CMD’A e non ha mantenuto la promessa a Palombo, che, in base agli accordi preelettorali, doveva essere il presidente del consiglio comunale, e il secondo consigliere Robertino Marsella.

Monticchio primo dei non eletti rimaneva fuori. M.A. aveva promesso la presidenza pure a Dino Secondino. E così sollecitato da Forza Italia M.A. chiese il sacrificio a Palombo in cambio di un assessorato e della delega di vice sindaco. Così M.A. accontentò sia Secondino che Monticchio (suo fan ripagato). Scontentando Palombo.

Monticchio ragiona: se mandano a casa CMD’A io non tornerò mai più in questa Aula. Perciò è meglio in maggioranza. Ma la sua disobbedienza politica potrebbe costargli cara.

LA RESISTENZA DEL LEGHISTA PALOMBO

Pur avendo un “infedele” in casa Carmelo Palombo fa il duro e punta la vela della Lega con il vento in poppa. Pensando alle nuove elezioni con un candidato sindaco della Lega. Quindi nessun rientro “in questa bolgia della maggioranza”.

Nessuna sirena mandata da M.A. è riuscita finora a fargli fare marcia indietro. Si va avanti con la lotta dura. “Non vogliamo incarichi”, è il motto di guerra.

I TECNICI DI CMD’A

Mentre la Lega è alle prese con i dissensi interni CMD’A cerca di chiudere il cerchio con un pensiero al Carroccio, solo perchè quei due voti in più rappresentano la permanenza al palazzo comunale fino al 2021. Altrimenti si rischia a beneficio della Lega.

Così puntellata la giunta (apparentemente) con un militare (che ha minacciato gli automobilisti indisciplinati) ora cerca un altro tecnico o commercialista per il bilancio.

Forza Italia non ha le idee chiare sul nominativo ma nemmeno i civici e né CMD’A. Per M.A. va bene la moglie del suo ex consigliere comunale ai tempi della sua lista Forza Cassino ed attuale componente dello staff del sindaco.

Ma c’è il caso di Franco Evangelista che vuole fare il salto, da consigliere ad assessore alla manutenzione al posto della sua Dana, in partenza premio per la Cina. (leggi qui Le donne sulla via della Seta ed il Drago sulla via dell’Aula)

Un rebus per CMD’A, forse pentito di aver lasciato la più comoda poltrona e scrivania dell’Agenzia del Territorio di Frosinone. Poltrona che ora ha perso. E perciò si tiene stretta quella del palazzo comunale.

IL PD ALL’ASSALTO

Vista la bolgia comunale il Pd sta resuscitando dal letargo e annuncia battaglia “per avviare un programma mirato a costruire il futuro politico in città, una valida alternativa all’attuale amministrazione.”

Il trio Fardelli-Russo-Fionda ne è convinto. E il gruppo unico in Aula?