Senatore Ruspandini: assente! Ma è giusto così

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

C'è chi mette in luce le assenze del senatore Ruspandini dalla campagna elettorale di Ceccano. E dell'onorevole Zicchieri dal fronte di Cassino. Non è boicottaggio. Nè paura di perdere. Ma...

Monia Lauroni
Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Se tu fossi stato con me ti avrei chiesto scusa“: Oriana Fallaci, di assenze nei momenti cruciali ne sapeva qualcosa. Ovviamente non conosceva Massimo Ruspandini, la cui assenza fisica dalla campagna elettorale a Veroli spicca oggi come quella di un Allelujah alla fine di un gospel.

Dopo il forfait in zona Cesarini alla presentazione ufficiale delle liste a sostegno di Marco Bussagli sindaco infatti, del senatore di Fratelli d’Italia si è persa ogni traccia nello scacchiere delle presenze di peso che di solito vanno a dare sostegno ai cimenti politici difficili.

A Veroli, Ruspandini non c’era quando è venuta Giulia Buongiorno (c’era il sindaco della sua Ceccano, Roberto Caligiore); non c’era quando a Piazza Mazzoli ci è rotolato Matteo Salvini; non c’è stato quando il giorno dopo lì ci ha fatto capolino anche Marco Bussetti.

Tre ministri tre, tre big leghisti e del centrodestra. Tre assist per dare polpa a logiche di consenso e strategie per ottenerlo.

Altro elemento si cui riflettere: Veroli è il secondo centro della provincia, per importanza e numero di elettori, fra quelli che andranno al test Europeo ed Amministrativo. Ed è il più importante per alcune logiche di Partito, all’ombra degli Ernici.

L’assenza di Ruspandini dal fronte non è né diserzione di fronte al nemico né renitenza alla leva elettorale. È una ponderata scelta di rispetto dei ruoli e degli equilibri. Sia interni al Partito e sia interni all’alleanza.

L’equa divisione

Per capire cosa sta accadendo è necessario allargare lo scenario. Il senatore Massimo Ruspandini è assente da Veroli, tanto quanto l’onorevole Francesco Zicchieri è assente da Cassino. Cosa vuole dire?

Che anche nel Centrodestra è in atto la stessa strategia applicata dal Pd: nessuna conta interna sulle Comunali. (leggi qui De Angelis, guerra (per le Europee) e pace (per le Comunali) ). I numeri sono troppo piccoli per poter attribuire un significato politico nazionale a Cassino ed a Veroli. È sulle Europee che ci si conterà. Proprio per questo nessuno dei big, di centrosinistra e di centrodestra, si intesterà a priori il risultato delle Comunali.

Tanto Ruspandini quanto Zicchieri e De Angelis, saranno presenti nelle tappe clou ma senza politicizzare un’elezione che di politico ha poco o nulla.

Ad ognuno il suo

L’altro elemento che emerge è come il centrodestra si sia diviso le aree di influenza. E nessuno va a sconfinare nel territorio in cui l’altro è egemone. In questa logica, a Cassino è Forza Italia con Mario Abbruzzese che si è assunta l’onere di organizzare e trainare la campagna elettorale. Allo stesso modo, a Veroli è la Lega ad avere questa responsabilità e c’è un senatore del posto Gianfranco Rufa ad avere il compito di coordinare.

Proprio la presenza del senatore Gianfranco Rufa rappresenta il quarto elemento di riflessione. L’eventuale sovraesposizione a Veroli degli altri parlamentari del centrodestra rappresenterebbe uno sconfinamento, una mancanza di garbo a ridosso del gesto ostile.

L’ultimo elemento è il più gustoso: ai Fratelli d’Italia quale area tocca? Con certezza varrà lo stesso principio quando sarà Ceccano ad andare alle urne. Ma tenterà di inserirsi anche sulle dinamiche che riguarderanno Frosinone quando sarà il momento di affrontare il dopo Ottaviani.

Tutto quando sarà il momento. Ora non conta essere presenti. Meglio essere assenti.