Senatori, en plein di cariche tra gaffe e ripensamenti

La provincia di Latina compie un en plein nelle nomine ottenute dai suoi senatori. Tre su tre. Con mansioni di spessore. Ecco quali e perché

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Tolto il diplomatico ripensamento dell’europarlamentare di FdI che prima celebra una sola elezione, e poi si corregge, ieri per Latina si è celebrato un en plein: tre senatori eletti, tutti e tre in posizioni di rilievo. A comporre il ‘bottino pieno‘ sono un sottosegretario (Claudio Durigon, nominato già una settimana fa) e due presidenti di Commissione: Nicola Calandrini (Fratelli d’Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia).

Per capire quanto sia di rilievo il risultato centrato dalla provincia di Latina: a Palazzo Madama le Commissioni permanenti sono appena dieci (poi ci sono le giunte e le speciali); ed i senatori sono oggi 200 dopo il taglio del numero dei parlamentari.

Presidenze pesanti

Claudio Fazzone

Il senatore Nicola Calandrini guiderà la Commissione Bilancio, quella in cui già sedeva come semplice componente nella passata Legislatura. Il senatore Claudio Fazzone è invece al vertice di quella all’Ambiente, Lavori pubblici, Transizione ecologica e Innovazione tecnologica.

Pronti i commenti dei colleghi di Partito, con Nicola Procaccini, europarlamentare pontino di FdI che alle 13.25 emette un comunicato per celebrare «l’elezione del senatore Nicola Calandrini alla presidenza della commissione bilancio del Senato, che rappresenta il giusto riconoscimento alla competenza e all’impegno del senatore nella sua attività in Parlamento e alla qualità del lavoro svolto da Fratelli d’Italia sul territorio».

Poi, alle 16.01 invia un’integrazione, in cui saluta anche l’elezione di Claudio Fazzone: «Un augurio di buon lavoro anche al  senatore Claudio Fazzone, che nella sua qualità di presidente della commissione ambiente, transizione energetica oltre che lavori pubblici, si troverà ad affrontare importanti tematiche che riguardano anche la mia diretta attività istituzionale e politica».

Senatori partiti da lontano

Nicola Calandrini e Chiara Colosimo

Nicola Calandrini è in Fratelli d’Italia dal 2013. Politicamente è nato in Forza Italia e nel successivo Pdl: partiti nell’ambito dei quali è stato eletto consigliere comunale di Latina nel 2002, 2007, 2011. È stato inoltre presidente del Consiglio comunale dal 2005 al 2015. Nel 2016 si candida a sindaco per FdI, ma perde al ballottaggio contro Damiano Coletta, e siederà nei banchi dell’opposizione fino alla sua elezione in Senato per il partito di Giorgia Meloni nel 2019.

Calandrini ha salutato la propria elezione a presidente di commissione ricordando che «stiamo vivendo il momento storico più difficile della storia della Repubblica, tra venti di guerra, inflazione, caro energia. Dobbiamo affrontare questo scenario mettendo in campo ogni misura possibile, di concerto con il Governo, per portare l’Italia fuori dall’emergenza. La Commissione è chiamata a lavorare a breve sui decreti Aiuti e sulla Legge di Bilancio. Chiederò a tutti i commissari sin da subito responsabilità e collaborazione, a prescindere dalle appartenenze politiche».

Fazzone il potentissimo

Palazzo Madama

Se Calandrini è a Palazzo Madama da tre anni, più lunga è invece la militanza di Claudio Fazzone. Segretario provinciale prima, regionale oggi, di Forza Italia, il senatore originario di Fondi è a Palazzo Madama ininterrottamente dal 2006, dopo essere stato Consigliere regionale, e Presidente del Consiglio regionale del Lazio, dal 2000 al 2005.

Rieletto nel 2005 alla Pisana, si dimetterà poi nel 2006, all’atto dell’elezione in Senato. È stato spesso al centro di polemiche politiche, da quando FI, insieme all’opposizione, staccò la spina all’amministrazione comunale guidata da Vincenzo Zaccheo il 15 aprile 2010, a quando staccò la spina all’amministrazione comunale successiva, guidata da Giovanni Di Giorgi nel 2015. Come anche in occasione della relazione sulla commissione di accesso al Comune di Fondi voluta dall’allora Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, oggi Prefetto di Roma.

Se un europarlamentare di FdI, Procaccini, saluta l’elezione alla presidenza di commissione di un senatore FdI (aggiungendo in un secondo momento anche il collega di FI), un altro europarlamentare, di FI, saluta l’elezione del senatore FI. E basta. Sui social, in questo caso. È infatti di Salvatore De Meo un post sulla propria pagina Facebook in cui afferma  a proposito di Fazzone che «la sua determinazione e concretezza saranno un valore aggiunto per il ruolo strategico che dovrà svolgere la sua commissione in vista della transizione verde e digitale e delle tante opere pubbliche di cui l’Italia ha bisogno». 

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