Sentenze vendute, l’ex commissario della Bonifica finisce agli arresti

L'ex commissario per la fusione dei consorzi di Bonifica nella provincia di Frosinone De Lipsis è uno dei destinatari dei provvedimenti di arresti domiciliari disposti nell'inchiesta su un giro di sentenze aggiustate

Dal Tribunale Amministrativo della Sicilia fino al suo appartamento: messo agli arresti domiciliari, passando per i Consorzi di Bonifica in provincia di Frosinone. Il magistrato Raffaele Maria De Lipsis è uno dei destinatari dei provvedimenti firmati dal giudice delle indagini preliminari di Roma Daniela Caramico D’Auria.

Arresti domiciliari e perquisizioni. Disposte nell’ipotesi che ci sia stata una compravendita di sentenze emesse dal Consiglio di Stato e dal Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Per il Codice Penale: corruzione in atti giudiziari.

Raffaele Maria De Lipsis è stato presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia. Una volta appesa la toga era stato chiamato dalla Regione Lazio per guidare il processo di fusione ed unificazione dei Consorzi di Bonifica del Lazio.

L’ipotesi sulla quale la Procura della Repubblica sta lavorando da mesi è che abbia intascato una tangente per pilotare una sentenza. È quella che vedeva come controparte alcuni clienti dell’avvocato Piero Amara: la procura individua il legale come il regista occulto nel giro di verdetti amministrativi aggiustati.

L’ex commissario Raffaele Maria De Lipsis è il terzo magistrato del Consiglio di Giustizia Amministrativa a finire agli arresti a seguito delle dichiarazioni dell’avvocato Amara.

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