Senza congresso né chiarimento: Forza Italia al bivio

In provincia di Frosinone la fase dei tre sub commissari doveva rappresentare una parentesi, invece è diventata la soluzione stabile. Ma il partito ha bisogno di uno scatto, che solo Claudio Fazzone può dare. Mentre adesso l’unica certezza è la “guerra santa” tra Rossella Chiusaroli e Gianluca Quadrini. Troppo poco.

Il congresso non si è più fatto e il chiarimento non c’è mai stato. In Forza Italia si continua ad andare avanti alla giornata. L’unica cosa chiara è la contrapposizione assoluta tra Rossella Chiusaroli e Gianluca Quadrini, rispettivamente attuale liquidatore ed ex commissario della Comunità Montana. Troppo poco per pensare di essere decisivi nel centrodestra provinciale, troppo poco per pensare di cambiare marcia e concorrere ad armi pari con Lega e Fratelli d’Italia per le candidature a sindaco, alle Provinciali. Ma anche alle politiche. Alle Regionali il sistema elettorale è diverso, ma in ogni caso servirà una squadra forte.

Né congresso né guerra fredda

Antonio Tajani e Claudio Fazzone

Non c’è neppure più la guerra fredda tra il coordinatore nazionale  Antonio Tajani e quello regionale Claudio Fazzone. A guidare il Partito pensa Claudio Fazzone. La formula è quella dei tre sub commissari: una formula individuata quando si trattò di ridimensionare Gianluca Quadrini.

Ma ora servirebbe un assetto diverso, magari con un coordinatore e con un’organizzazione. Anche in vista delle elezioni Comunali e di quelle Provinciali. Ma non si procede, probabilmente per il timore di alterare equilibri che evidentemente sono molto fragili.

Non si capisce neppure cosa farà Gianluca Quadrini. Corteggiato politicamente da una parte della Lega, sta pensando di strappare definitivamente. Ma poi non lo fa e continua ad evidenziare il suo ruolo di capogruppo del partito alla Provincia e di vice responsabile nazionale degli enti locali. Ruolo che gli ha assegnato Maurizio Gasparri.

Con Quadrini è schierato l’altro consigliere provinciale Gioacchino Ferdinandi. Ma tra gli “azzurri” si avverte la necessità di un cambio di passo pure sul piano organizzativo. Così è complicato provare ad imporre la propria linea nella coalizione, pur avendo ancora oggi la maggioranza dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri comunali.

Dipende soprattutto da Claudio Fazzone: il senatore e coordinatore regionale è il primo a sapere che la Ciociaria è strategica sia nell’ottica del Basso Lazio (i nuovi collegi elettorali hanno questa dimensione) sia nei meccanismi  regionali. Occorre la fase 2, dopo quella 1 caratterizzata dai sub commissari.

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