Sette posti per sette Fratelli

La raffica di adesione al partito di Giorgia Meloni rischia di restringere gli spazi: Massimo Ruspandini, Paolo Pulciani, Alessandro Foglietta, Antonello Iannarilli, Alessia Savo, Riccardo Roscia, Alessandra Mandarelli. Sicuri che ci saranno candidature per tutti?

Le adesioni stanno fioccando, ma i “pezzi da novanta” cominciano ad essere troppi. Ci saranno spazi per tutti a livello di candidature che contano, nelle liste di Fratelli d’Italia. L’unico che non ambisce a prossime candidature è Alfredo Pallone. Almeno è quello che dice. D’altronde è già membro del consiglio di amministrazione di Enac, carica prestigiosa e autorevole, che punta a confermare.

Il senatore Massimo Ruspandini, ormai fedelissimo del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, sarà riconfermato nel collegio maggioritario di Frosinone, dove però avrà bisogno dei voti di tutto il centrodestra, specialmente se si andrà alle urne in tempi rapidi e con l’attuale sistema elettorale. Ma attenzione anche al coordinatore provinciale Paolo Pulciani, che non si accontenterà di fare a vita il ruolo di chi mantiene gli equilibri e tiene le file del Partito. E siamo già a quota 2 esponenti che saranno in corsa per qualcosa di importante. Per Pulciani, infatti, o proporzionale alla Camera o candidatura alle Regionali.

Nel frattempo però hanno aderito anche Antonello Iannarilli e Alessia Savo, due ex “pesantissimi” di Forza Italia, che non sono entrati in Fratelli d’Italia per fare tappezzeria o affiggere manifesti. Potrebbero saldare un asse di ferro con Alessandro Foglietta, “sacerdote” talebano della componente di Fabio Rampelli. I tre potrebbero mettere in campo una strategia comune: uno tra Iannarilli e Foglietta alle Regionali, l’altro alla Camera o al Senato (proporzionale), Alessia Savo “blindata” in quota rosa nel proporzionale a Montecitorio o Palazzo Madama. Oppure inserire nella strategia anche eventuali candidature a sindaco di Supino e Alatri. O magari qualche presidenza di un ente intermedio importante.

Poi c’è Riccardo Roscia, ex sindaco di Pontecorvo: pure lui abituato a fare la punta, non a stare nelle retrovie.

Davvero però, ci saranno spazi per tutti?

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