Sfiducia a Zingaretti, giovedì si riunisce il centrodestra

Foto © Imagoeconomica, Valerio Portelli

Giovedì il centrodestra si riunisce per cercare la 'collegialità' necessaria per riuscire a far votare la Mozione di Sfiducia con cui far cadere Nicola Zingaretti

L’appuntamento è per giovedì. E questa volta si fa sul serio. Le opposizioni a Nicola Zingaretti in Regione Lazio stanno mettendo a punto la strategia da adottare. Studiano il passaggio sul quale incanalare la loro mozione di sfiducia. Puntano a far cadere il Governatore. Oppure iniziare un lungo periodo di logoramento con il quale tenerlo in ostaggio. (leggi qui Zingaretti Bonifica il Sacco e la Lega ne chiede la testa).

La strategia del centrodestra

Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Giovedì si vedranno tutti i capigruppo del Centrodestra, ci saranno anche i Coordinatori regionali. Stavolta si farà sul serio. Tutti hanno sul collo il fiato dei leader nazionali: da Matteo Salvini a Giorgia Meloni, da Silvio Berlusconi a Giovanni Toti. Ora il Lazio non è più una Regione come le altre: è il fortino del segretario nazionale del Partito Democratico. Più volte Nicola Zingaretti ha detto in tv di non avere intenzione d’andare via e di stare benissimo al timone di una Regione: «Perché mette tutti i giorni a contatto con i problemi veri e le esigenze reali dei cittadini». Per questi è partito l’ordine di buttarlo giù.

Giovedì i coordinatori regionali confermeranno a tutti i consiglieri in carica l’impegno a ricandidarli nel caso in cui dovessero dimettersi. A garantire saranno i leader nazionali.

Questa volta dovrebbe esserci un voto in più: quello di Giuseppe Cangemi. È rientrato in Forza Italia lasciando il Gruppo Misto. Da lì aveva accolto il patto d’Aula proposto da Mauro Buschini quindici mesi fa: appoggiare di volta in volta le proposte del centrosinistra, individuando un percorso comune tra i problemi proposti dall’elettorato di Cangemi e quelli della maggioranza monca.

A garantire il Patto d’Aula è rimasto solo Enrico Cavallari, uscito dalla Lega ed approdato al Misto.

La strategia dei Cinque Stelle

Il Gruppo M5S in Regione Lazio. Foto © Stefano Carofei, Imagoeconomica

Il Movimento 5 Stelle è diviso. Metà del Gruppo sta con i dialoganti di Roberta Lombardi che è in sintonia con Beppe Grillo; l’altra metà sta con i duri e puri di Davide Barillari.

Fino ad oggi il Gruppo ha sempre votato le mozioni di sfiducia a Nicola Zingaretti in maniera compatta. Tanto poi ci pensavano altri con le loro assenze strategiche a far saltare tutto.

Questa volta ci sarà la stessa compattezza. La capogruppo ha sempre messo in chiaro che una cosa è il dialogo ed altro sarebbe un’alleanza che al momento non c’è.

La procedura

Il percorso da esaminare giovedì prevede che la mozione di sfiducia venga protocollata lunedì. Sottoscritta da 12 consiglieri regionali. A quel punto verrà calendarizzata fissando la data nella quale discuterla in Aula. Procedendo in maniera spedita si arriverà a ridosso delle elezioni Regionali in Umbria che saranno un primo test ‘sul campo‘ per il governo giallorosso.

Adriano Palozzi, Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli

«È vero, giovedì ci vedremo per individuare quella collegialità necessaria per un’operazione così importante come la sfiducia al governatore del Lazio» ammette il consigliere Pasquale Ciacciarelli (Cambiamo).

Il suo ex collega di Partito Pino Simeone, capogruppo di Forza Italia nei giorni scorsi non ha nascosto il suo scetticismo. Ciacciarelli ribatte «Se anche non dovessimo riuscire a buttare giù questo governo regionale saremo comunque riusciti a dimostrare con chiarezza chi sta con Zingaretti e chi sta all’opposizione».

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