Si astengono? E io me ne frego

I candidati paracadutati dall'alto, nessun margine di scelta ai quadri dirigenti di Partito sul territorio. Anche sulle Regionali. Se ne fregano di chi si astiene e ci chiedono di scegliere soltanto il meno peggio

Sindaci tenuti lontano, assessori e consiglieri comunali anche. Presidenti o dirigenti di associazioni di categoria neppure contattati, di imprenditori e professionisti nemmeno l’ombra.

Nelle liste per Camera e Senato alla fine ci sono sempre i soliti, che in provincia di Frosinone, come al solito, devono “ingoiare” la calata dei big. Non solo quelli nazionali, anche i regionali o i provinciali… di altre zone.

Però non si lamentano, perché alla fine il vero ed unico obiettivo rimane quello di essere eletti ad ogni costo, conquistando una poltrona che alla fine resta un “win for life”.

I Partiti e chi li guida non appaiono però molto preoccupati, neppure dall’astensione. Il motivo è semplice: alla fine la percentuale di quelli che vanno a votare rimane tale da determinare la loro elezione. L’astensione non colpisce il voto di quelli che ne ritengono “sacro” l’esercizio, di quelli che hanno un’idea politica non scalfibile e di quelli che fanno parte del mondo della politica in qualche modo. L’astensione neppure riguarda le inevitabili “truppe cammellate”.

L’astensione è tutta concentrata nell’area del voto libero, quello realmente di opinione, quello che non vuole starci alla logica del “meno peggio”, quello che se non trova il “meglio” preferisce stare a casa.

Si potrebbe discutere per giorni sul fatto se sia doveroso o meno andare alle urne. Un maestro del calibro di Indro Montanelli tanti anni fa invitava a “turarsi il naso” e scegliere il meno peggio. Ma quel meno peggio oggi sarebbe l’assoluta eccellenza.

In provincia di Frosinone, passata la fase della “ribellione a distanza di sicurezza” (perché poi tutti devono difendere ruoli, poltrone, fasce e strapuntini), non cambierà niente. Va tutto bene, però poi guai a lamentarsi che le cose non vanno.

All’interno dei Partiti la battaglia per ottenere maggiori spazi nelle liste doveva essere combattuta prima, all’interno e meglio. Avendo il coraggio di “strappare” se necessario. Altrimenti sono soltanto ululati alla luna. Poco più di un anno fa, in occasione del referendum costituzionale, la percentuale dei votanti fu altissima. A dimostrazione che per stimolare la partecipazione i grandi temi aiutano.

Qui di grandi temi non se ne vedono. Non c’è un’autostrada del sole da costruire o uno stabilimento Fiat da realizzare. C’è la difesa di una classe dirigente che trova comunque il modo di aggrapparsi ad una scialuppa di salvataggio che la porti poi su una nave sicura.

Continuiamo a sentire che mai è stato così, che non c’è stato un periodo peggiore in politica. Non è vero. William Shakespeare fa dire a Re Lear: “Finché possiamo dire: “quest’e’ il peggio”, vuol dir che il peggio ancora può venire”.

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