Si è colpevoli anche del silenzio (di P. Alviti)

Troppo comodo tacere, rimanere in silenzio, non intervenire. La Parola dice che fu così che la Giustizia di Dio non trionfò. Per questo non dobbiamo mai tacere.

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Per amore di Sion non tacerò,

per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,

finché non sorga come aurora la sua giustizia

Allora le genti vedranno la tua giustizia

*

Non tacere: quant’è difficile a volte nella nostra vita.

Vediamo ingiustizie sopraffazioni, violenze ma tacciamo.

In questi giorni si moltiplicano le celebrazioni per la Memoria della Shoah. Quanti tacquero, quanti non ebbero il coraggio di protestare, di manifestare la solidarietà a quegli innocenti destinati ai forni. Non si commossero neppure davanti ai bambini…

Tacquero, a spese della loro coscienza che urlava contro la loro codardia. Tacquero e tacendo impedirono alla giustizia di Dio di trionfare.

È il dramma più atroce della Shoah che rischia di ripetersi ogni giorno nella nostra vita. Quanti videro arrestare i loro vicini, li guardarono maltrattati, costretti a lasciare le loro abitazioni, vecchi, bambini, malati, tutti, ammucchiati sui treni, fermi nelle stazioni che chiedevano acqua, cibo, senza che nessuno osasse avvicinarsi…

Avevano taciuto ancora prima quando le vergognose leggi razziali avevano improvvisamente dichiarato cittadini di serie B quelli che fino ad un giorno prima erano amici, colleghi, insegnanti, alunni…

Tacquero, incidendo così sulla loro coscienza una macchia indelebile.

E la giustizia di Dio, la giustizia dei deboli, degli indifesi, dei pacifici, dei costruttori di pace non trionfò.  

È questo il compito dei profeti, di coloro che parlano al posto di Dio, che non tacciono, pur sapendo che potranno dispiacere ai potenti di turno, che non accettano di assistere silenziosi alle discriminazioni, che rischiano del proprio pur di non accettare le ingiustizie.

Non tacerò, perché il mio silenzio impedirebbe alla tua giustizia di sorgere…

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