Lucio Valle, il fanfaniano che spiazzò gli andreottiani

Si è spento all'età di 86 anni l'ex sindaco di Frosinone Lucio Valle. In 15 mesi, rivoluzionò la città. La sua elezione fu uno smacco per gli andreottiani: era il leader dei fanfaniani. Il ricordo del suo vice sindaco Ferrara.

Fu l’uomo della rottura, il sindaco della rivoluzione interna alla Democrazia Cristiana, il politico dell’ultimo miglio nella prima Repubblica: il leader dei fanfaniani ciociari in una provincia andreottiana. Lucio Valle se n’è andato durante la notte. Aveva 86 anni, buona parte dei quali dedicata alla politica ed a Frosinone.

Avvocato, nella Dc da sempre, è stato sindaco di Frosinone dal 1990 al 1992. Ha ceduto il passo quando è iniziata la stagione della transizione verso la II Repubblica e la fine della Democrazia Cristiana con le sue tribù e le sue contrapposizioni.

Ferrara: operativo ed innovativo

Lucio Valle negli anni da sindaco

«Luciano è stato un uomo di spiccata intelligenza e vedute anticipatrici, simpatico ed ironico, amministratore appassionato e benvoluto. Rappresentativo ma non necessariamente schiacciato sulle maggioranze»: Marco Ferrara, socialista e di rottura anche lui, fu il vicesindaco di Lucio Valle.

Arrivarono alla guida di Frosinone in un momento non facile per la politica: il 1990 è stato un anno spartiacque, in quel periodo è iniziato il declino dell’autorevolezza dei Partiti; sono stati gettati in tutta l’Italia i semi dell’antipolitica che germoglierà due anni più tardi. Determinando il crollo della I Repubblica e l’avvento della Seconda.

La sua elezione fu un capolavoro di strategia condotto dall’interno. Pochi sanno che le decisioni e gli accordi chiave di quell’elezione vennero presi nella redazione del quotidiano Il Tempo che era proprio sotto la sede del Comitato Cittadino Dc. Nella stanza del direttore Gianluca De Luca si elaboravano le strategie, si pesavano le scelte. Prese con il parere fondamentale del responsabile della pagina Politica Luca Sergio, profondo conoscitore delle correnti e delle loro tendenze.

«Nonostante quel terreno e quel clima poco favorevoli, in soli 15 mesi la sua Giunta riuscì a lasciare il segno» ricorda Marco Ferrara.

Quindici mesi intensi

Il vice sindaco Marco Ferrara

Basta sfogliare le pagine dei qurotidiani di quei giorni: il Consiglio approva il primo Statuto della Città di Frosinone (con la nuova legge 142 appena emanata); si apre il tunnel di Viale Roma (atteso da oltre due decenni); c’è l’adozione del primo Piano di Raccolta differenziata dei Rifiuti (e primo in provincia di Frosinone) redatto dall’Enea.

Già allora c’è il problema del Viadotto Biondi che unisce le due strade di collegamento tra la parte bassa e la parte alta di Frosinone: l’amministrazione di Lucio Valle realizza il duplice consolidamento del Viadotto Biondi dapprima interrotto e poi aperto ad una corsia. Frosinone è ancora divisa in tre Circoscrizioni: in ognuna nasce un Centri Anziani con vere sedi fisse ed organizzate al posto dei quattro tavolini dove si poteva solo giocare a carte.

Sotto la sua amministrazione avviene il completamento e l’utilizzazione del Polivalente di Viale Mazzini con nuova sede della Polizia Locale; arriva il finanziamento della nuova Biblioteca Vaticana (tagliò il nastro il cardinale Agostino Casaroli) nella sede vescovile, con gli annessi giardini. L’inaugurazione viene scandita dall’apposizione della statua dedicata a Padre Pio in una Frosinone invasa da oltre 15.000 fedeli. Dulcis in fundo: in quella stagione c’è stato anche il salvataggio della squadra di calcio del Frosinone.

Il nuovo Piano Regolatore e la Usl

Lucio Valle (in pantaloni bianchi) ad un comizio ad Alatri

Veniva dall’esperienza politica ed amministrativa delle Unità Sanitarie Locali: all’epoca la Sanità non era un’azienda. A governarla c’era un Comitato di Gestione. Lucio Valle è stato per un periodo il presidente della Usl FR4 di Frosinone. Lì ha elaborato e realizzato la pianta organica e le assunzioni di personale. «Furono le più numerose nella storia della nostra Sanità aprendo reparti e acquistando attrezzature prima inesistenti: Nefrologia e Dialisi, Litotritore, la prima TAC, Riabilitazione Cardiologica, la mensa interna per il personale» ricorda Marco Ferrara. Mai, prima e dopo, la Sanità di Frosinone ha avuto una mensa interna. Appena Valle se n’è andato è cominciata la fase dello smantellamento e delle esternalizzazioni.

Ma quell’amministrazione voleva andare oltre. «Avrebbe realizzato anche il nuovo Piano Regolatore della Città che all’epoca era purtroppo fermo al 1968» ricorda il vicesindaco Marco Ferrara. «A redigerlo dovevano essere i professori Paolo Portoghesi e Detragiacche del Politecnico di Torino. Fecero un primo sopralluogo gratuito della Città. Lo avrebbe realizzato se gli eventi del 1992 non avessero interrotto quella esperienza».

A lui si deve la costruzione (1 e 2 lotto) dell’attuale sede del Conservatorio, poi ultimata dal sindaco Sandro Lunghi.

Vedeva oltre

Lucio Valle in anni recenti

È stato coraggioso, operativo ed innovativo. Ma lo era stato anche nei tanti anni precedenti quando ha ricoperto il ruolo di Assessore alla Pubblica Istruzione. Frosinone organizzava viaggi di studio all’estero per le sue scuole ancor prima dell’Erasmus. Amava il bello ed i particolari: fiori, piante, giardini e dettagli di abbellimento per la Città non erano secondari per lui ma facevano parte delle priorità.

Per due anni di seguito, presso l’Auditorium Edera, Frosinone ospitò il Gotha dello Sport mondiale con manifestazioni di livello internazionale come il Premio Scirea e il Festival dello Sport.

«Come giovane vicesindaco, alla mia prima ed unica esperienza amministrativa conservo gelosamente molti insegnamenti, molti consigli, mille aneddoti positivi. Lucio Valle è stato soprattutto un uomo non geloso verso il ruolo degli altri ne’ invidioso: merce rara in politica».

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