Si erano tanto amati

 

Stavano tutti insieme, nello stesso Partito, quel Popolo delle Libertà che Silvio Berlusconi fondò tra un predellino e l’altro senza preoccuparsi troppo dell’amalgama e della condivisione di valori comuni.

Poi si cercò di portare il tutto in Forza Italia, ma era già troppo tardi.


Eppure stavano tutti insieme: Antonello Iannarilli, Alfredo Pallone, Mario Abbruzzese, Peppe Patrizi, Adriano Piacentini, Nicola Ottaviani. A leggere il botta e risposta tra Patrizi (leggi qui) e Piacentini (leggi qui) appare difficile pensare soltanto che stessero nella medesima stanza.

Non che allora le differenze non ci fossero, ma quando si ha la possibilità di esprimere un europarlamentare, un deputato, dei consiglieri regionali, il presidente della Provincia, sindaci, assessori e consiglieri, è tutto più facile.

Le dimissioni di Iannarilli da presidente della Provincia hanno accelerato un processo che però covava sotto la cenere. Il Comune di Frosinone rappresenta una specie di ultimo baluardo e indubbiamente le divisioni del centrosinistra hanno spianato la strada ad Ottaviani.

Ma un anno è lungo da passare e il centrosinistra potrebbe provare a riunificare le truppe.

Se questo dovesse accadere, il centrodestra si scoprirebbe nudo alla meta. Alfredo Pallone e Antonello Iannarilli non sosterranno Nicola Ottaviani, mentre Mario Abbruzzese non ha alternative a cercare di blindare il Comune. Altrimenti potrebbe trovarsi Ottaviani in corsa per la Camera o per la Regione.


Quando stavano tutti insieme era facile chiamare Antonio Tajani e risolvere le cose. 
Oggi a Claudio Fazzone delle vicende ciociare importa poco.

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