Si vota in 24 Comuni e alla Provincia: la rivoluzione

Il 3 e 4 ottobre alle urne tanti centri della Ciociaria, tra un mese la presentazione delle liste. Ad Alatri e Sora le partite che cambieranno gli assetti sotto ogni punto di vista. Centrodestra e Pd giganti fragili. Ma a dicembre si rinnova anche il consiglio provinciale. Può succedere di tutto. Candidati, alleanze, strategie e “tradimenti”: sarà una corrida.

E adesso bisognerà correre. Tra un mese esatto si consegnano le liste dei candidati e questo significa che ad agosto occorrerà definire tutto: alleanze, strategie, programmi. Tutto. Il ministro Luciana Lamorgese nelle ore scorse ha formato il provvedimento: le elezioni per il rinnovo dei sindaci nei Comuni si svolgeranno domenica 3 e lunedì 4 ottobre, con eventuale turno di ballottaggio (per i Comuni con più di 15.000 abitanti) per l’elezione diretta dei sindaci domenica 17 e lunedì 18 ottobre.

I Comuni coinvolti saranno 1.162, tra i quali 18 capoluoghi di provincia (ivi compresi Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli) e 9 comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso, per un totale di 12.015.276 elettori. Tornata importante anche nel Lazio. Basti pensare che alle urne vanno centri come Roma e Latina. In provincia di Frosinone sono 24 i Comuni (su 91) dove si eleggono sindaci e consiglieri. Il 26,37%. Due hanno più di 15.000 abitanti: Alatri (28.609) e Sora (26.247).

Si vota anche ad Acquafondata, Alvito, Arce, Casalattico, Castro dei Volsci, Castrocielo, Colle San Magno, Collepardo, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Roccasecca, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi e Viticuso.

Un test politico

Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Sarà un test politico, inutile concentrarsi sul piano amministrativo. Sarà un test politico ad Alatri, dove il Pd, con Fabio Di Fabio, è obbligato a mantenere un Comune roccaforte. Nessuno davvero può permettersi la sconfitta. Non il consigliere regionale Mauro Buschini, non il segretario provinciale Luca Fantini, non il presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Naturalmente il centrodestra, guidato da Maurizio Cianfrocca, proverà la spallata. Poi ci saranno quelli che tenteranno il “colpaccio”. Come Enrico Pavia. Ma se il problema del Pd è quello delle alleanze e delle liste, il centrodestra è unito soltanto apparentemente.

Basta vedere quello che sta succedendo a Roma. I dubbi su Enrico Michetti sono i dubbi su un’alleanza mai veramente decollata. Stesso discorso in Ciociaria. Il commissario di Fratelli d’Italia e il coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani non comunicano, non si parlano, non si legittimano sul piano politico. Forza Italia non è più quella di un tempo e non è nelle condizioni di fare una mediazione. Sul campo potrà succedere di tutto.

A Sora situazione di partenza ancora più spezzettata. Il copione dei due schieramenti principali è lo stesso, ma il tasso di imprevedibilità è ancora più alto.

Non solo Comuni, pure la Provincia

Negli altri Comuni ci saranno soltanto liste civiche, all’interno delle quali le manovre le logiche trasversali saranno più forti dell’appartenenza a coalizioni e partiti. Saranno elezioni da tripla. Non solo.

Sessanta giorni dopo quel voto, quindi il 3 e 4 dicembre si voterà per eleggere i 12 consiglieri provinciali. Alle urne si recheranno sindaci e consiglieri dei 91 Comuni, con il sistema del voto ponderato.

Anche in questo caso può succedere di tutto. Con il Pd che difficilmente avrà una lista unica (probabile invece la presenza di due “civiche”, una di Pensare Democratico, l’altra di Base Riformista) e con un centrodestra in ordine sparso. E soprattutto in fortissima competizione interna. (Leggi qui Pd, l’idea mai accantonata delle due liste).

Mai il risultato del doppio appuntamento (comunali e provinciali) è così incerto. Ma cambierà il quadro politico e amministrativo della Ciociaria. Questa è una certezza.

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