Sia ode al selfie di Ferragosto (il caffè di Monia)

Sia ode al selfie. Perché se ci sei si deve vedere. E pure bene. magari facendo pure rosicare un po'. Piccola classifica dei nostri morti di fama.

Monia Lauroni
Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Potessimo dare la cifra iconografica dell’estate che, con lo spartiacque di Ferragosto, piano ma inesorabilmente ci sta abbandonando, dovremmo ricorrere a loro, lo specchio filtrato della nostra societá: ai selfie.

Ovviamente lo faremmo con la leggerezza sciolta di chi sa che sta analizzando un fenomeno scemo, innocuo e che non punta assolutamente a rendere lo spessore di chi decide di ritrarsi o farsi ritrarre per i social.

Se poi decidessimo di fare le pulci ai politici del territorio ed alla loro fregola da scatto estivo dovremmo fare una selezione, come ai concorsi per le facoltà a numero chiuso. Sono talmente tanti e talmente tanto in usta da “fotofiga” che dovremmo ridurre il tutto all’osso, enunciando cioè solo i capiscuola di questa Seflie Summer Cup 2019.

E allora facciamolo, ché male non fa, con Quintiliano a darci gas alla tastiera e i destinatari magari pronti a sorridere con noi. 

I posto – Giuseppe Patrizi

Primo assoluto è Giuseppe Patrizi. Lui sta allo scatto social come Maradona sta al sinistro e Bottura alla mangianza. Il Presidente emerito della Provincia di Frosinone è talmente prezzemolo che il prezzemolo se vede lui prende di mistico a va a meditare in Nepal. Non c’è manifestazione, sagra, abboffata, evento istituzionale, luogo o tempo cerimoniale in cui non campeggi lui.

Patrizi a Londra

Le sue foto hanno la saggezza antica di chi sa che ad esserci sempre male non fa: perché la memoria 2.0 è visiva e una faccia è un totem buono per ogni stagione, quella in cui non conti una mazza e quella in cui sei di nuovo sull’onda, forse grazie anche alla tenacia con cui ti sei speso quando dell’onda surfavi la base. Ogni sabato notte mette al sveglia alle 3.00 e posta la foto per il giorno dopo, con un Buona Domenica coram populo più ineluttabile dell’Angelus papale.

È più ubiquo di sant’Antonio e c’è chi giura di averlo visto farsi ritrarre con gli anelli di Saturno alle spalle o con il gate dell’Area 51 a scontornargli il faccione. A Ferragosto si è superato: foto della vigilia con taglio del nastro a Colle San Magno, poi di corsa a Boville Ernica e scatto con bellezza in bikini per le selezioni di Miss Ciociaria, foto con sfondo mare ed infine apoteosi serale con scatto da Buckingam Palace.

II posto – Luigi Vacana

È l’erede designato di Peppe Patrizi. Almeno per i selfie. Inizia a scattare poco dopo mezzogiorno, subito dopo essersi svegliato. Anche perché ha la convinzione che nulla di importante sia mai accaduto all’alba.

Ci sono suoi selfie con il villoso torace appena discoperto e malcelato dalle candide lenzuola domestiche, mentre la fedele parrucchiera tosa la lucida pelata del cranio, con la fascia tricolore da sindaco: si sussurra che sia stato lui ad avvelenare il buon sindaco Mario Piselli da Gallinaro per mandarlo in convalescenza (auguri sindaco, si scherza) e potergli scippare la fascia nei giorni delle processioni estive. E con la fascia azzurra da consigliere provinciale.

Vacana a Colle San Magno

Da quando ha preso in appalto la delega alla Cultura della Provincia i selfie si sono moltiplicati: mentre compie il sopralluogo, durante il montaggio del palco, mentre accoglie gli artisti, mentre batte le mani, sotto al palco, sopra al palco. Il tutto moltiplicato per tutte le piazze che frequenta: almeno una al mattino ed almeno una la sera. Nelle ultime 24 ore si è ritirato a Pico, Gallinaro e Colle San Magno ed ha concluso la giornata invitando ad approfittare delle temperature più fresche per “provare a fare l’amore“. Grazie mò me lo segno.

III posto – Ombretta Ceccarelli

Ombretta Ceccarelli ha infilato sui social tante di quelle messe in piega e di quegli outfit sgargianti che Nick Luciani dei Cugini di Campagna le spiccia casa.

Ombretta Ceccarelli a Porto Badino

La professoressa Ceccarelli, ferrea consigliera frusinate del Pdl che fu, oggi in bilico tra i lealisti di Forza Italia ed i riformisti di Toti, ha dalla sua l’innata simpatia delle pasionarie intelligenti. Nell’autocommentarsi su Facebook emula Giulio Cesare nei suoi Commentarii: parla di sé in terza persona e attacca il pippone su dov’è o su cosa fa sempre con un aggettivo. Oggi è felice, domani è raggiante, dopodomani è solare, giù giù fino alla fine del tempo, quado anche il tempo chè è grandezza curva si piegherà alla sua tenacia iconografica. 

A Ferragosto si è selfata a Porto Badino, paglietta gialla, toppino da vamp, calzone all’isolana: mai un outfit banale; a pranzo spaghetti allo scoglio, giro sulla spiaggia, posa sulla scalinata, poi con il campanile alle spalle. Tranne la tenuta da notte, tutto il resto è stato selficamente documentato.

IV posto – Gianluca Quadrini

L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alle liquidazione) ha fatto temere i server di Zuckerberg: in un’area del suo computer sono pronte le foto del suo faccione con il simbolo di Forza Italia e la scritta Votantonio, più una serie di slogan. Allarme rientrato: il barometro delle elezioni punta sul Non Voto.

Si è consolato spendendo il suo faccione senza parsimonia ma con saggezza e nel periodo estivo non va in ferie, semmai affina la procedura: i suoi sono selfie saggiamente bilanciati. O sono di taglio istituzionale-operativo, dove il cipiglio di condottiero rende corrusca la sua espressione; oppure sono familiar vacanziero, dove appare spessissimo con l’espressione rilassata… come quella di un bovaro dell’Anatolia a cui i lupi vogliano fottere le pecore. Ma sa che non ci riusciranno.

Gianluca Quadrini e signora

A Ferragosto si è alzato all’alba ed ha portato al sua paciosa rotondità sulla costiera amalfitana, in compagnia dell’inseparabile signora e per una volta affrancato dalla rigida sorveglianza delle figlie. Il set della gita ad Amalfi e Positano è pubblicato su Facebook e ritrae ogni tappa: tranne quella gastronomica. Deve avere fatto schifo a tavola perché se fosse rimasto ligio alla dieta prussiana alla quale l’hanno sottoposto, avrebbe selfato anche i miseri piattini di cui in questo periodo si alimenta.

V posto – Mario Abbruzzese

È in politica attiva da tanto di quel tempo che le regole della comunicazione le ha studiate quando ad Arcore si decideva cosa avrebbero comprato gli italiani sugli scaffali dei supermercati. La conseguenza è lo scatto impeccabile nei suoi look, non guarda quasi mai dritto verso l’obiettivo ma l’occhio è fisso in un punto indefinito dell’orizzonte ed affida al sorriso piacione ogni suo messaggio. Che sia nella canicola estiva della cassinate Piazza Labriola o sulle spiagge sciantose di Serapo o Sperlonga.

Abbruzzese a Ferragosto

Unico fra tutti i citati non si affida ai messaggi subliminali, lui spara i suoi slogan anche quando a circondarlo sono solo granchi felloni, venditori di cocco e cougarone abbronzate con i pendagli di finto turchese a spartire le pere. Ferragosto lo ha trascorso con discrezione: un po’ nel nuovo stile totano dove non è ancora chiaro dove si andrà a parare. Così, tanto per stare sull’onda, meglio pubblicare un selfie d’annata ed aggiungere un solare augurio di buon Ferragosto.

VI posto – Valentina Calcagni

L’ultimo soldato renziano nella giungla filippina di Frosinone ha ridotto di molto il numero dei selfie. In parallelo con la sua nuova attività di relations manager per un importante gruppo. Ma è sempre pronta a balzare fuori dalla vegetazione e piazzare la foto giusta con la frase più tagliente con cui difendere Matteuccio suo.

Valentina e Filippo Calcagni

Posa ieratica, postura di tre quarti tendente a mettere in risalto il profilo, mise griffatissima, accessorio ricercato. Il 70% delle foto la ritrae o con Matteo Renzi o con i generali di Matteo Renzi. In alternativa: con i colonnelli di Matteo Renzi. Oppure con le truppe di Matteo Renzi. A tavola, quando mangia, mette una cornice con la foto di Matteo Renzi. Nelle ultime settimane, scenari più marittimi per la gioia degli appassionati di estetica.

A Ferragosto, mare con l’inseparabile fratello Filippo del quale non perde occasione per decantare le sue doti nella chirurgia estetica, tentando di far credere che buona parte del suo chassis sia opera dei fraterni ritocchi.

VII posto – Francesca Cerquozzi

La consigliera verolana in quota Pd e musa buschiniana di Pensare Democratico è una purista, come Garrincha ed Eusebio che sapevano fare solo le finte a rientrare: lei predilige il selfie puro.

Francesca Cerquozzi

Il ricco calendario di eventi estivo della cittadina ernica perla della Ciociaria ha una sezione praticamente dedicata a lei: selfie sorridente con amici, selfie sorridente con i politici, selfie sorridente con i colleghi di partito, selfie sorridente con il ficus dell’ufficio Anagrafe, selfie sorridente con il virus della pellagra. Una volta pare si sia fatta un selfie assieme ad un selfie. Se prendi un caffè con lei e non hai uno smart phone pare ti picchi dopo sei minuti netti con l’astuccio dell’eye liner. 

Citazione finale altrimenti si offende: oltre al biondo c’è di più, non solo sorriso ma anche cervello.

Non classificato – Mauro Buschini

Mauro Buschini

La presidenza del Consiglio regionale del Lazio gli ha fatto bene: finalmente ha smesso con quei noiosissimi selfie fatti alle iniziative di Partito con la bandiera del Pd sullo sfondo. Li ha sostituiti con altrettanto noiosissimi selfie fatti alle iniziative di piazza con le bandiere del Pd sullo sfondo. Sempre istituzionale, terrorizzato dall’idea che Zingaretti possa rimproverarlo per un sorriso sconveniente è attentissimo e misurato. Al punto che a ferragosto non ha nemmeno postato un’immagine che lo riprenda in azione.

Tant’è comunque, i social servono anche a questo: a ridere di se stessi, ad umanizzare il politico, a dare la cifra delle sue debolezze, dei suoi vezzi, dei suoi momenti popular e della possibilità che no, lui una maschera non la abbia. O che ne abbia una per ogni scenario, per ogni mare, per ogni piazza, per ogni grullo che mette like.