Silenzio, parla Isabella: ma solo sulla storia del Protocollo

Rompe il silenzio. Ma è lei a decidere cosa dire. Domande su altri temi? Neanche a provarci. Sulla causa contro la regione per essere reintegrata? Niet. Isabella Mastrobuono ha fiutato puzza di bruciato dietro alla storia della lite avvenuta tra il suo direttore amministrativo Mario Piccoli Mazzini ed uno dei direttori di dipartimento (leggi qui il precedente). Giurano alcuni che il ‘direttore non identificato’ sia il dottor Fernando Ferrauti: ma il diretto interessato non conferma.

Cosa c’è di strano in quel Protocollo Informatico? E’ un’operazione che rischia di finire sotto la lente d’ingrandimento del commissario straordinario Luigi Macchitella. Così come ci sono finite alcune delle assunzioni fatte per le Rems: i sindacati sostengono che a causa di un errore amministrativo siano state prese più persone di quante erano necessarie. Lo stesso Responsabile del servizio in un primo momento non aveva voluto saperne ed aveva rispedito nella palazzina della Direzione Generale tre degli infermieri che gli avevano mandato: “Grazie, ma questi sono in più e non sono previsti”. Dal quartier generale di via Fabi a Frosinone glieli avevano rimandati, accompagnati da una lettera con cui gli si intimava di prendere in carico quel personale. Cosa che poi è avvenuta ma solo dopo avere protocollato una lettera di risposta: “Io questi me li prendo ma solo perché me lo state ordinando, se ci sono responsabilità sappiate che saranno le vostre e non mie”.

Ora scoppia il caso del protocollo informatico. Deve essere una rogna non da poco se per la prima volta nella storia della Asl di Frosinone viene convocato il Comitato di Direzione: il tavolo di confronto tra azienda e tutti i direttori che operano al suo interno. E lo hanno chiesto proprio i direttori, per sostenere che quel Protocollo così com’è fa acqua.

Il sospetto aumenta nel momento in cui Isabella Mastrobuono rompe la clausura e dice: “Per quanto attiene l’acquisizione del protocollo informatico, l’azienda USL di Frosinone ha proceduto alla richiesta di autorizzazione alla Regione Lazio con nota di prot.3903 del 10/03/2015“. Insomma, il Protocollo Informatico è stato autorizzato dalla Regione. Andiamo avanti: “L’acquisizione è avvenuta tramite mercato elettronico della pubblica amministrazione MEPA“. Quindi, niente pastette con amici o amici degli amici: l’acquisto è avvenuto attraverso la struttura centralizzata.

Ma cosa è stato chiesto di avere? “Un sistema di protocollo informatico per la certificazione documentale corrispondente alle funzionalità minime di protocollo e archiviazione ai sensi dell’art 7 del DPR 428/98 “regolamento per la tenuta del protocollo amministrativo con procedura informatica“. E cosa ve ne fate di un sistema che garantisce le ‘funzionalità minime?’ “La regione Lazio con determinazione n. G03321 del 25/03/2015 ha autorizzato l’Azienda USL di Frosinone. Ed oggi l’azienda USL di Frosinone sta procedendo con la relativa implementazione del sistema acquisito“.

Si, ma anche se eravate stati autorizzati, se l’avete preso sul mercatino giusto, se siete passati attraverso il filtro del Mepa, resta il fatto che secondo alcuni direttori quel Protocollo è inutilizzabile perché non rispetta le norme sulla privacy e – dicono – chiunque può sapere tutto di tutti. “L’informatizzazione che si sta portando avanti nell’azienda sanitaria di Frosinone è quella dettata dal codice dell’amministrazione digitale del 2005 e successive modificazione e integrazioni ed è oggi obbligo visto che si parla di digitalizzare tutto il Paese. Purtroppo la asl di Frosinone parte in ritardo rispetto ad altre realtà regionali ed extraregionali e non vi è dubbio che l’introduzione del protocollo informatico cambia il modo di lavorare delle persone, introduce una forte innovazione delle procedure ma anche dubbi e timori che debbono essere fugati. Forse ci vuole solo un po’ più di tempo”.

E’ per l’assegnazione di un appalto che l’hanno fatta fuori dalla Asl di Frosinone, come sostiene il consigliere regionale Davide Barillari del Movimento 5 Stelle? “A presto“.

Fine della conversazione. Per adesso.

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