Silenzio, parla Piacentini: e punta il dito contro traditori, ingrati ed incapaci

Ai tempi della Dc era l’enfant prodige pronto per il grande salto, poi la Balena Bianca si spiaggiò. Nel Ccd di Casini era l’uomo forte su Frosinone. Allo Scalo le preferenze erano tutte le sue. Corse per la carica di sindaco ma il vento della storia politica cambiò improvvisamente verso. Conosce la politica, i suoi riti, i suoi segreti, come pochi altri. Grazie a quell’esperienza di lungo corso Adriano Piacentini riesce a tenere le fila del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Frosinone mantenendo l’autonomia di pensiero. E’ l’uomo che spesso ha detto no a brutto muso anche a Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani. mantenendo sempre la stima e la lealtà nei loro confronti e nei confronti del progetto politico che li unisce.

 

Alessioporcu.it – Che effetto le fa vedere Alfredo Pallone ormai a braccetto con Francesco De Angelis e con il Pd?
Adriano Piacentini – Le idee degli altri vanno sempre rispettate. Però è veramente difficile capire queste situazioni. Diventano di una semplicità unica solo se si esaminano con un ottica di raggiungimenti di spazi e di poltrone. Un tempo, raggiungere uno di questi spazi o una di queste poltrone era molto più facile grazie alla protezione di un forte movimento qual è stato Forza Italia; oggi ci si rivolge altrove ma sempre con gli stessi intendimenti: ritrovare spazi di “comando”. Ad unire è l’obiettivo di mettere in difficoltà l’attuale amministrazione comunale. Se lo fa la sinistra, posso comprenderlo; ma se lo fa una forza di centrodestra non è assolutamente comprensibile. Le riunioni “culinarie” di questi giorni servono per arrivare alla costituzione di coalizioni che vorranno contrastare quella che sarà guidata dall’attuale sindacoNicola Ottaviani che, tra mille difficoltà, molto bene sta portando a termine la chiusura di questa consiliatura. Del resto, tutti noi abbiamo sempre riconosciuto la grande intelligenza politica dell’onorevole Pallone che non è stato mai un conservatore ma che ha sempre saputo muoversi nei momenti di particolare crisi dei “valori della politica” , vedansi l’era post 1994 e quella più attuale post 2011.

 

In un quadro politico del genere, si fa fatica a capire chi sta con chi e ad intessere le alleanze
Proprio per questo motivo il gruppo consiliare di Forza Italia si è rivolto al consigliere regionale Mario Abbruzzese ed ha sollevato la questione. Innanzitutto la rappresentanza del Comune capoluogo nel consiglio di amministrazione del Consorzio Asi, dove c’è Luca Sellari, già presidente di Frosinone nel Cuore. È ormai evidente che Sellari ha un rapporto politico privilegiato con il Pd, con Francesco De Angelis, con Francesco Scalia, con Antonio Pompeo. Dovrebbe dimettersi dal ruolo ottenuto su indicazione del Comune di Frosinone e “in quota” Forza Italia. Ma siccome questo non accadrà, che perlomeno Ottaviani e Abbruzzese dicano che Sellari non rappresenta né il Comune né Forza Italia. Sarebbe un atto di chiarezza”.

 

In politica la coerenza non è più una dote?
Guardiamo il nostro territorio: a partire dal 1994, tutti coloro che si sono succeduti con incarichi regionali e nazionali, di qualunque estrazione politica, cosa hanno dato? Hanno solo e soltanto tutelato le proprie posizioni di ruolo, spesso attraverso accordi bipartizan, La loro unica preoccupazione è stata di riottenere la prossima candidatura. Non hanno rivolto un minimo di attenzione al nostro sofferente territorio. E’ sotto gli occhi di tutti la crisi economica, ambientale, istituzionale che da anni ci caratterizza. Per non parlare del forte indice negativo dell’occupazione; famiglie che non vivono più in quanto le capacità di reddito sono sempre le stesse, si svenano per far raggiungere ai figli un discreto livello scolastico e poi i ragazzi restano fino a 40 anni a carico del proprio nucleo. E’ questo ciò che hanno costruito per il territorio?

 

Mario Abbruzzese è il migliore leader possibile per Forza Italia?
Conosco Mario dai tempi della nostra rimpianta Democrazia Crisitana, quando veramente i valori della politica e le regole erano sacre e nessuno poteva permettersi di non rispettarle. Mario è persona stimata ed affabile. Oggi è un punto di forza autorevole dell’attuale movimento a cui va riconosciuto un grande senso di linearità nella sua azione politica. Nel contempo, però, anche a lui alcuni rilievi vanno mossi quando ci concentriamo sulle ultime vicende provinciali con scelte che hanno prodotto il contrario di quella che era stata la vera motivazione: le ultime scelte non hanno dato alcun riscontro positivo al nostro territorio provinciale ma hanno soltanto consentito ad alcuni esponenti “politici” di secondo livello di raggiungere ruoli e spazi pur non avendone le capacità.

 

Perché ha sbarrato la strada ad un eventuale ritorno di Frosinone nel Cuore in maggioranza?
Vale quanto innanzi detto, basta con le rivendicazioni personali; purtroppo il sindaco Nicola Ottaviani con Mario Abbruzzese hanno commesso un grande errore quando ad ottobre 2015 hanno raggiunto un compromesso, inventandosi il metodo della rotazione degli incarichi in giunta per riuscire ad accontentare tutti. L’idea ha prodotto un effetto contrario a quello auspicato: doveva unire ed invece ha creato più divisioni, doveva soddisfare ed invece ha creato ancora più appetiti. Anche qui valgano gli incontri ancorchè di natura conviviale che da qualche tempo si succedono nel nostro capoluogo. Deve essere sempre rispettata l’idea altrui ma questo non significa soccombere attraverso l’arma del ricatto politico. Se così fosse ogni rapporto va chiuso; a prescindere dalla politica, non è umanamente corretto sostenere “….o mi dai questo ruolo oppure vado a sinistra….” ….per quanto mi riguarda “….a sinistra ti accompagno io prima del tempo…..”

 

Francesco Trina potrebbe tornare vicesindaco e assessore se rompesse con Daniele Zaccheddu?
Il sindaco ha giustamente preteso che il principio della rotazione, ancorchè non completamente condivisibile, fosse rispettato fino alla fine della consiliatura. E questo è stato; si continuerà nel rispetto di tali impegni ivi ricompreso il rientro di Francesco Trina con le deleghe fino ad oggi esercitate, a prescindere dalla presenza o meno del consigliere. Il problema è capire se c’è intendimento a lavorare nel rispetto delle regole del gioco che tutti hanno condiviso. Questo gruppo non può dimenticare che già ad ottobre 2015 ha creato diverse frizioni politiche e non può continuare ad esercitare il proprio ruolo senza rispettare le altre componenti di maggioranza.

 

A proposito di Daniele Zaccheddu: era un suo fedelissimo. Cosa è cambiato?
Purtroppo rievoco il principio di cui alla prima domanda. Nessun problema, del resto quando ci sono aspettative diverse dal ruolo consiliare si esce dalla logica dell’amministrazione della cosa pubblica. Diventa, quindi, improponibile soddisfare tutte le proprie “desiderata”, ancorchè ritenute legittime. In quel momento temporale e storico, dall’alto del proprio ruolo istituzionale, altro esponente politico era nella condizione di soddisfare, ancorchè soltanto in via temporanea, qualche ambizione in più.

 

C’è più ingratitudine nella politica o nel mondo della finanza?
purtroppo in politica non sempre la correttezza ti ripaga per l‘impegno che hai profuso.

 

C’è più politica oggi nel consiglio comunale di Frosinone o venti anni fa?
Già da qualche anno, in consiglio comunale non c’è proprio più nessuna politica.

 

Il centrosinistra all’opposizione critica il progetto Stadio, non condivide il progetto del ponte Bailey, ha una visione dello sviluppo urbanistico opposta alla vostra: non trovare l’intesa nemmeno sulle grandi opere è una sconfitta della politica?
Assurdo il loro comportamento pur nella consapevolezza di come si sono evoluti fatti e circostanze ma soprattutto per quello che era stato posto in essere (soprattutto per lo stadio) dalla loro coalizione di sinistra . Sono delle pagine buie della politica di sinistra cittadina. Stendiamo un velo pietoso su quello che è accaduto e stato prodotto dal 2005 al 2011 con danni irreparabili ed esborsi economici da paura.

 

Elezioni 2017: a sostegno del candidato sindaco devono esserci i simboli di Partito o solo liste civiche?
Stante la grande crisi di identità che sta vivendo la politica è giusto recuperare il ruolo dei cittadini. ma comunque è importante il modo in cui ci si deve approcciare nell’esercizio della cosa pubblica, nel pieno rispetto dei propri ruoli e di quelli degli altri che fanno politica da più anni.

 

Nicola Ottaviani chi deve temere di più come avversario tra Cristofari, Vicano, Marzi, Marini, Martini e Venturi?
Grande e sempre responsabile rispetto per tutti, ma l’avvocato Nicola Ottaviani verrà riconfermato sindaco di Frosinone anche per la prossima consiliatura.

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