Sileri da Fiuggi: «E ora via le mascherine»

Il sottosegretario a Fiuggi per il convegno sulla ripartenza. Il viatico di Draghi. Verso il "Via le mascherine all'aperto”. Zingaretti ed i numeri di Bankitalia. Carfagna "Unificare l'Italia come abbattere il muro di Berlino”. Brunetta, l'antipatico ottimista

«Via le mascherine all’aperto». Presto, molto presto. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri porta oggi a Fiuggi gli aggiornamenti dell’ultimo minuto. In mattinata il Comitato Tecnico Scientifico riceve la richiesta ufficiale dal premier Mario Draghi: ha chiesto una data precisa. Per quanto compete a Sileri la scelta è già presa: «Si può fare appena la metà della popolazione è stata vaccinata e praticamente ci siamo».

Sileri è il protagonista della seconda giornata di lavori organizzati a Fiuggi con il forum Ritorno al Futuro, il mondo che verrà”. La città delle Terme, a modo suo la mascherina se l’è già tolta, ospitando – tra mille cautele – il primo grande evento post pandemia. Non un evento spot ma un calendario di appuntamenti che toccherà l’intera estate: il progetto punta a restituire alla città il suo ruolo di salotto nazionale della Letteratura, del dibattito politico, del confronto sindacale. (leggi qui Fiuggi torna salotto della politica, parola… D’Amico).

Giorni o forse solo ore

Foto: Filippo Rondinara

Il sottosegretario è la ciliegina su una torta che già nella prima giornata ha portato molto gusto e molta sostanza. Mario Draghi ha spianato la strada che porta all’addio alle mascherine: nella mattinata di oggi ha inviato una richiesta formale al Cts chiedendo che dica «esplicitamente se possiamo toglierci la mascherina all’aperto oppure no. Oltre alla Spagna molti Paesi hanno tolto la mascherina all’aperto». Le indiscrezioni dicono già da lunedì. È complicato.

Già nei giorni scorsi c’erano state le prime anticipazioni: inizio o metà luglio. La conferma arriva ora da Pierpaolo Sileri: «Tempo fa ho detto che avremmo potuto mettere nel taschino la mascherina all’aperto quando saremmo arrivati a metà della popolazione vaccinata, ora ci siamo» ha detto al suo arrivo alle terme Bonifacio VIII.

Concetto poi ribadito dal palco durante l’intervista. “Lasciamolo decidere al Comitato tecnico scientifico – ha sottolineato il vice ministro Sileri – ma io personalmente non andrei oltre i primi di luglio. E non è una data ma è un calcolo in base a quanta popolazione abbiamo raggiunto con la vaccinazione. Già un mese e mezzo fa dissi che raggiunto il 50% della popolazione con la prima dose di vaccino, almeno a tre settimane da quella soglia potremmo togliere la mascherina all’aperto purché non ci siano assembramenti». 

È questione di giorni. I più ottimisti sperano che sia questione di ore.

La gioia di Zingaretti

Nicola Zingaretti (Foto: Giornalisti Indipendenti / Ciociaria Oggi)

Nella prima giornata di dibattiti, a Fiuggi si sono alternati sul palco i ministri Mara Carfagna e Renato Brunetta, il sottosegretario Ilaria Fontana, il governatore Nicola Zingaretti, il direttore di Civiltà Cattolica Antonio Spadaro. A sollecitarli sono state le domande di Andrea Pancani e Maria Elena Capitanio.

Gongola Nicola Zingaretti: mentre gli sistemano il microfono sulla giacca, le agenzie di stampa battono la notizia che il Lazio ha affrontato in maniera brillate la pandemia: lo testimoniano le cifre diffuse da Bankitalia. Lui si limita ad una citazione carica di soddisfazione e poi proietta quelle cifre sui Fiuggi. Lo fa dicendo «Siamo pronti a ripartire. E dobbiamo farlo sfruttando tutte le risorse che abbiamo a disposizione. Fiuggi è un brand riconosciuto a livello mondiale. Certamente, Fiuggi sarà protagonista nella ripartenza del Paese ma ora si tratta di costruire un modello che parta dai territori, ma strettamente legato a politiche regionali ed europee». (Leggi qui Il Lazio reagisce meglio al Covid: parola di Bankitalia).

Giù il muro di Berlino

Il ministro Mara Carfagna (Foto: Filippo Rondinara)

Già ma in cosa consiste quel modello? Un segnale lo invia il Ministero per il Sud Mara Carfagna. Dal palco di Fiuggi dice che i segnali di ripartenza ci sono: chiari, concordanti, univoci. E allora non bisogna sbagliare. Ora bisogna investire bene i fondi del recovery. E l’Italia deve smettere di essere divisa tra Nord e Sud ma diventare una soltanto.

Cita un esempio frte che però rende in maniera emblematica la situazione: Il piano «sarà il motore della crescita economica. Per sfruttare questa prospettiva il Governo ha scommesso, destinando 82 miliardi di euro. Il nostro obiettivo deve essere l’unificazione del Paese, così come avvenne in Germania con l’abbattimento del muro di Berlino. Il Paese così in 5 anni crescerà di 15 punti percentuali con il Sud che raggiungerà i 23 punti percentuali».

Renato l’antipatico ottimista

Renato Brunetta(Foto: Giornalisti Indipendenti / Ciociaria Oggi)

Lo showman della serata è il ministro Renato Brunetta. Un metro di misura? Il esilenzio in sala quando ha parlato per una quarantina di minuti. Rompendo gli schemi, ribaltando le convinzioni. Draghi? Il migliore. L’Italia? Con Draghi sta recuperando la credibilità internazionale.

Duetta con Pancani. Rifiuta la sua domanda. Parla di quello che vuole lui. E vuole portare il dibattito sui binari dell’ottimismo: «Stiamo uscendo dalla crisi economica. In questo momento abbiamo un tasso di crescita del Pil doppio rispetto al resto del Europa. Non ci capitava da 20 anni. È questa è la prova che l’Italia sta diventando credibile». Non esita a dire che «È il momento del sogno per il nostro Paese. Ci stiamo arrivando grazie agli sforzi della nostra gente. Oggi c’è una sorta di liberazione. La cosa bella è che questa crescita è accompagnata da una voglia di cambiamento, di riforme e dobbiamo seguire questa ventata di ottimismo».

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