La Regione silura Neurochirurgia: niente Dea di II livello a Frosinone

La Regione Lazio ha congelato il progetto che ridisegnava la Sanità in provincia di Frosinone: per ora niente Neurochirurgia, niente Dea di II di livello (i reparti di emergenza per i casi più gravi).

Non solo. La commissione incaricata di esaminare l’Atto Aziendale (il piano che riorganizza la Sanità sul territorio) ha osservato anche il Dipartimento Ospedaliero «perché è confuso nella definizione della aree di azione». Ha osservato anche il progetto che rivedeva le funzioni dei Distretti. In pratica: sono stati buttati giù i tre capisaldi che avevano indotto i sindaci a dire si al progetto del commissario onorario Luigi Macchitella. Che è stato convocato a Roma per fornire chiarimenti.

La comunicazione verrà fatta nei prossimi giorni al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, presidente della conferenza dei sindaci in materia di Sanità.

Alla Asl la notizia del siluramento dell’Atto Aziendale è arrivata pochi minuti dopo che il sindaco aveva parlato al telefono con il commissario onorario. Aveva tentato di convincerlo a rivedere il piano con cui è prevista la sostituzione di circa quaranta primari, con altri meno bravi. (leggi qui il precedente) Come responsabile della Conferenza ha espresso la sua preoccupazione per la qualità dell’assistenza ai cittadini. Come avvocato ha suggerito una serie di possibile vie d’uscita.

Il problema è lo stesso incontrato anche da altre Aziende Sanitarie nel Lazio. Tutto inizia un anno fa: decine di reparti senza primario, viene convocata la Commissione di Valutazione. Realizza una graduatoria interna, ai migliori viene assegnata la funzione di primario. Il tutto in attesa che la Regione bandisca il concorso. Il problema è che quell’incarico provvisorio può essere tenuto solo un anno. La Regione però, nel frattempo, ha sbloccato nella Asl di Frosinone solo sei concorsi. Restano altri 34 incarichi da assegnare. Chi andrà a fare il primario? L’interpretazione che la Asl di Frosinone sta dando alla norma è che si deve scorrere la graduatoria. Fuori il migliore e avanti il secondo.

In mattinata, una possibile via d’uscita l’hanno proposta sia Nicola Ottaviani che il dottor Giovanni Cirillo, ex dirigente sanitario responsabile del laboratorio analisi dell’ospedale di Cassino, in pensione, membro in scadenza dello staff Macchitella.

La soluzione è la stessa adottata dal dottor Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma4. A Civitavecchia ha riunito nuovamente la Commissione di Valutazione. E gli ha detto: elaboratemi le nuove graduatorie. Se il migliore è ancora il vecchio primario provvisorio rimane lui nell’incarico, altrimenti viene sostituito. E la norma che vieta di far svolgere per più di un anno il mandato provvisorio al primario? A Civitavecchia hanno risposto: noi dobbiamo assicurare la migliore assistenza al paziente, non un’assistenza in linea con la burocrazia. Punto. La stessa interpretazione che a suo tempo diedero la professoressa Isabella Mastrobuono ed il dottor Renato Sponzilli quando dirigeva la Asl di Latina.

A Frosinone sono convinti che sia una forzatura. E nessuno vuole rischiare di finire nel mirino della Guardia di Finanza dal momento che è costantemente presente tra le operazioni condotte in azienda. «Bisogna salvaguardare la Asl dal punto di vista amministrativo ed economico». Insomma: alla via cosi, fuori il primo in classifica ed avanti con il secondo. Tra i più amareggiati pare che ci sia il dottor Norberto Venturi che si è già consultato per avere dei pareri sulla strada da percorrere.

All’ufficio legale Asl intanto c’è movimento. Sta per arrivare la carta bollata presentata ieri dal sindacato Ugl: contesta gli atti firmati nei giorni scorsi dal commissario onorario. Nell’esposto depositato da Rosa Roccatani si fa rilevare che il Tar ha annullato: 1) la bocciatura della Dg Isabella Mastrobuono, 2) il commissariamento della Asl di Frosinone 3) la nomina di Luigi Macchitella a commissario . Poi nei giorni successivi la Regione ha ri-commissariato la Asl e ri-nominato Macchitella (con incarico onorario poiché la norma non consente incarichi nella Pubblica Amministrazione a chi ha superato i 70 anni). Va bene: ma gli atti firmati nel periodo tra la bocciatura ed il re-incarico?

Luigi Macchitella li ha convalidati tutti con una delibera unica, assunta dopo la ri-nomina. Invece Ugl ritiene che quegli atti non potessero essere firmati. Roba per avvocati  e per magistrati. Eventualmente.

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