Simone manda in soffitta l’accordo tra Pd e Forza Italia

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Le assemblee dei sindaci non lasciano, raddoppiano. E il 2 settembre, prima della seduta sul piano tariffario del servizio idrico, si terrà la riunione per l’approvazione del bilancio della Provincia, che ha avuto già il via libera del Consiglio dell’ente di piazza Gramsci.

Il vertice del Pd

Il 25 agosto prossimo, intanto, si terrà la riunione dei sindaci del Partito Democratico, allargata ai senatori Francesco Scalia e Maria Spilabotte, al deputato Nazzareno Pilozzi, all’assessore regionale Mauro Buschini, al consigliere regionale Marino Fardelli, al presidente del Consorzio Asi Francesco De Angelis. Ci sarà naturalmente il presidente della Provincia Antonio Pompeo. L’obiettivo dei Democrat è chiaro: trovare una linea unitaria, sulla base della quale votare la proposta della Segreteria Tecnico Operativa dell’Ambito Territoriale Ottimale. Quella respinta il 29 luglio scorso, quando i voti favorevoli furono appena 14, quelli contrari 31, gli astenuti 8 e gli assenti 33.

L’alleanza con Forza Italia

Dal punto di vista politico la doppia seduta dell’assemblea dei sindaci servirà pure a capire rapporti di forza ed equilibri, parametrati soprattutto sull’intesa tra Partito Democratico e Forza Italia. Il presidente provinciale del Pd Domenico Alfieri ha posto il problema in maniera sostanziale, sottolineando che fratture a livello di assemblea dei sindaci non potranno non riverberarsi sulle intese alla Provincia. Sulla stessa posizione il senatore Francesco Scalia. Dal canto loro gli “azzurri” hanno voluto sottolineare «il contributo decisivo» per la vittoria di Antonio Pompeo. La sensazione è che l’accordo sia ormai appeso ad un filo sottilissimo.

La posizione di Costanzo

Il segretario provinciale del Partito Democratico Simone Costanzo va dritto al punto e spiega: «Condivido completamente le posizioni espresse da Domenico Alfieri e Francesco Scalia. Allo stesso tempo, però, sono rispettoso delle prerogative del presidente della Provincia Antonio Pompeo e quindi è giusto che sia lui a stabilire tempi e strategie, naturalmente di concerto con il partito». Aggiunge Costanzo: «La mia posizione è chiara da sempre, ma è normale che sul tema sia Pompeo a decidere. Da un po’ sostengo che Forza Italia, probabilmente presa da una euforia elettorale forse ingiustificata, ha smarrito la via della responsabilità istituzionale. Preferendo seguire una linea politica demagogica e populista, nella speranza di ottenere qualche voto in più. Il fatto però è che i problemi del territorio sono più importanti e la logica di un ente di secondo livello è proprio quella di avere un approccio operativo ed istituzionale. Mettendo da parte le caratterizzazioni politiche e partitiche».

Forza Italia, però, rivendica il fatto di essere stata decisiva nell’elezione di Antonio Pompeo alla Provincia. Due anni fa, però, l’intesa fu siglata dai Democratici per Pompeo con Nuovo Centrodestra prima e con Pd dopo. La riunificazione del gruppo dei Democrat è avvenuta in un momento successivo.

Simone Costanzo argomenta: «Quella di Forza Italia è una considerazione che riguarda loro. Io mi limito ad osservare che la situazione politica è cambiata rispetto a due anni fa. Ed è ancora in movimento. Penso che bisogna prenderne atto ed agire di conseguenza. Un’altra cosa: quando si andrà al rinnovo del presidente della Provincia (ndr: appuntamento previsto tra due anni), non credo che Forza Italia e il centrodestra avranno i numeri per potere eleggere il presidente. Anzi, sono convinto che non li abbiano neppure adesso. Vinceremo ancora noi, perché malgrado qualche sconfitta (penso a Cassino) manteniamo un certo vantaggio. E poi, diversamente dal 2014, la prossima volta la lista del Partito Democratico sarà unitaria».

Un percorso lungo In ogni caso, prima delle elezioni provinciali, sono diversi gli appuntamenti elettorali in programma: il referendum, le elezioni amministrative del 2017 e del 2018, le regionali e le politiche. Infine, le elezioni comunali di Frosinone, che rappresentano per tutti “la madre di tutte le battaglie”. Il capoluogo avrà un ruolo sempre più predominante nello scacchiere delle elezioni provinciali. Non soltanto perché il meccanismo del voto ponderato attribuisce già un “peso” notevole. Ma anche perché saranno i sindaci a sfidarsi per la presidenza della Provincia.

In realtà le strategie sono già cominciate.

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