Sindaci tenuti ai margini, anche per colpa loro

I sindaci che risolvono i problemi alla politica, si mettono a disposizione, ma poi rischiano di fare ombra. E per questo vengono messi da parte. Anzi: si mettono da parte da soli.

Doveva essere candidato alla presidenza della Regione Lazio e a chi faceva notare che c’era il profilo di ineleggibilità, da Forza Italia si faceva capire che, insomma, si poteva provare a superarlo. Qualcuno azzardava la candidatura alla Camera o al Senato: alla fine invece Nicola Ottaviani resterà a fare il sindaco di Frosinone per altri quattro anni e mezzo.

 

Carlo Maria D’Alessandro manterrà la fascia tricolore di Cassino e Roberto De Donatis quella di Sora. Identico discorso per Antonio Pompeo (Ferentino), Domenico Alfieri (Paliano), Vincenzo Quadrini (Isola Liri), Giuseppe Morini (Alatri), Fausto Bassetta (Anagni), Roberto Caligiore (Ceccano). I sindaci resteranno a fare i sindaci e non verranno tenuti in considerazione dai loro partiti per altre competizioni elettorali. Neppure quelli che governano paesi inferiori a 15.000 abitanti, per i quali non ci sono incompatibilità o ineleggibilità.

 

La fascia tricolore non “tira” evidentemente. Gli stessi sindaci, negli ultimi tre anni, sono stati protagonisti di iniziative importanti e forti: la risoluzione della convenzione con Acea Ato 5, salvo poi costituirsi in pochissimi in giudizio per resistere al ricorso del gestore. «La competenza era dell’Autorità d’Ambito» si difendono alcuni: pretesti e giustificazioni; lo dicessero a Nicola Ottaviani che invece puntualmente, a differenza loro, al tar contro Acea c’è.

 

Il giudizio politico negativo contro Isabella Mastrobuono, manager della Asl, poi non confermata alla guida dell’Azienda Sanitaria. Elemento che ha portato al commissariamento e alla nomina di Luigi Macchitella. Gli stessi sindaci hanno determinato maggioranze e minoranze alla Saf, all’Asi, al Cosilam. Seguendo però alla lettera gli input dei Partiti, con pochissime eccezioni.

 

Quando però si tratta di definire le candidature importanti, gli spazi si aprono sempre per gli altri. La spiegazione è pronta: sono stati eletti direttamente dai cittadini per amministrare il Comune. Verissimo, perbacco. Ma altrove i sindaci vengono considerati importanti perché capaci di intercettare i voti di questo o di quel territorio. Anche con le liste civiche che hanno costruito proprio alle comunali.

 

Da un lato i leader dei Partiti non gradiscono “ombre” quando la posta in palio diventa importante, dall’altro però i sindaci lasciano nel cassetto quell’autonomia amministrativa che chiedono quando ci sono le elezioni comunali.

 

Così si estromettono da soli.

 

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