I sindaci votano No: avanti con la guerra contro Acea

L’assemblea dei sindaci ha detto no. Ha respinto le tesi di Acea. Ha bocciato le valutazioni tecniche fatte dai consulenti. E ha detto si allo scontro frontale con il gestore dell’acqua: continua l’iter per strappare il contratto con il colosso romano.

 

La votazione è arrivata intorno alle 19 al termine di un’assemblea solo a tratti sonnacchiosa, spesso accesa e talvolta aspra: 42 sindaci hanno deciso di continuare sulla rotta di collisione con Acea, solo 14 sono stati favorevoli a dichiarare chiuso il contenzioso, un astenuto.

 

L’appello inizia alle 15.32. Rispondono ‘presente’ 57 sindaci in rappresentanza di 378mila abitanti: circa il 78% della popolazione servita da Acea Ato5.

 

I lavori partono con la lettura delle contestazioni fatte dai sindaci ad Acea nel febbraio scorso: quattro pagine in cui si imputano ritardi, disservizi, opere non realizzate. Poi vengono lette le controdeduzioni del gestore: una trentina di pagine più allegati, con le quali dire che il disastro non è colpa sua ma delle scelte fatte dai sindaci in anni precedenti, bloccando le tariffe e l’intero piano di investimenti e di sviluppo che era collegato. Infine arrivano i pareri tecnici, ai quali si aggiunge la consulenza legale dell’avvocato Farnetani di Firenze.

 

Sulla base di quei pareri tecnici è stata messa a punto la proposta di delibera da votare. Il testo propone di «prendere atto che non sussistono i presupposti per disporre la risoluzione contrattuale avviata con delibera numero 2 del 18 febbraio 2016». E «di considerare concluso il procedimento di risoluzione avviato con delibera di conferenza dei sindaci». (leggi qui)

 

Durante la discussione si fa largo la tesi di Nicola Ottaviani (leggi qui): secondo il sindaco di Frosinone la relazione Farnetani dice il contrario di ciò che è scritto nelle conclusioni e lo spiega in punto di diritto e di fatti. Sulla posizione di Ottaviani converge il sindaco di Alatri Giuseppe Morini, sempre più estraneo alle dinamiche del Partito Democratico. Ma è solo l’esempio più eclatante: tanti altri sindaci non hanno seguito la linea del Partito.

 

Il centrosinistra accusa Nicola Ottaviani di fare campagna elettorale. Cercano di smascherarlo i sindaci di Ceprano Marco Galli e di Veroli Simone Cretaro: gli fanno notare dal microfono che votando no non si manda casa Acea. E per farlo occorrerebbe invece una proposta di deliberazione. Attaccano Ottaviani e lo sfidano: «Fai tu una proposta, assumiti tu la responsabilità di dire che l’iter deve andare avanti». Né Ottaviani né altri presentano proposte alternative.

 

Si arriva al voto. E’ una bocciatura su tutta la linea per la Segreteria Tecnica e per il centrosinistra: 42 sindaci contrari, solo 14 favorevoli, un astenuto. Ma non è una votazione che accelera l’iter di risoluzione: lascia tutto in un limbo che ora dovrà essere definito. Secondo alcune interpretazioni, addirittura, l’iter di risoluzione potrebbe decadere per decorrenza dei termini.

 

«Se si voleva continuare davvero la battaglia contro Acea – sostengono alcuni – bisognava approvare una apposita delibera: oggi sono state solo respinte le controdeduzioni di Acea». Ne è convinto Antonio Pompeo: «Avrei preferito che si arrivasse ad una scelta, una decisione chiara, ad una deliberazione ben precisa nella quale si dicesse o bianco o nero. Invece ci si è limitati a respingere le controdeduzioni di Acea, respingere la proposta di deliberazione della Segreteria Tecnica. In questo modo si lascia tutto in uno stato indefinito».

 

Diversa la posizione di Nicola Ottaviani: «La posizione è chiara, con questa votazione abbiamo detto alla Segreteria Tecnica di riproporre, senza alcun indugio, la bozza di risoluzione del contratto con Acea. Finalmente, dopo 13 anni, ci riappropriamo della nostra libertà di decidere. Le inadempienze del gestore sono gravi e noi sindaci ci regoliamo di conseguenza».

 

Il coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli dice: «Il centrodestra unito dimostra di essere maggioranza in Provincia. I sindaci finalmente hanno preso in mano la situazione votando il no allo stop della risoluzione contrattuale e proponendo finalmente la messa in mora di Acea».

 

Più duro il suo predecessore Adriano Roma: «Il presidente della Provincia Antonio Pompeo dovrebbe rassegnare le dimissioni, così a gennaio invece di votare solo per il rinnovo dei consiglieri andremmo ad eleggere anche il nuovo presidente». Più conciliante il presidente d’aula Danilo Magliocchetti secondo il quale «Non è stato assolutamente uno scontro, la votazione di oggi dimostra che l’iter intrapreso era corretto, che il servizio offerto da Acea ai cittadini non è assolutamente conforme al costo sostenuto e che i sindaci si stanno riappropriando sempre più del loro ruolo svincolato dal logiche di Partito o politiche».

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