Sindaco e Amministrazione vanno a farsi benedire… dal Papa

L'udienza dell'amministrazione comunale di Sora con Papa Francesco. E le polemiche nella seduta in cui quell'incontro è stato annunciato. Altobelli non ha partecipato alla seduta. Accusa la maggioranza di prendere in giro l'opposizione sul caso Acea e gli allacci che non vengono effettuati

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Sono andati a farsi benedire… dal Papa. Il sindaco di Sora e la sua Amministrazione sono andati in udienza nella Città del Vaticano. La visita era stata annunciata dal presidente d’aula Francesco Facchini durante il Consiglio riunito lunedì scorso, con un solo punto all’ordine del giorno: la sostituzione in Commissione del nuovo assessore Marco Mollicone.

Un consiglio nel quale c’è stata la dura presa di posizione dell’esponente di minoranza Federico Altobelli. Non ha partecipato al Consiglio ed ha scritto al garante dell’assise: sotto accusa l’atteggiamento della maggioranza. Che il 23 maggio aveva convinto l’opposizione a ritirare la mozione sul problema dei mancati allacci idrici alle case di Sora; c’era riuscita con la promessa che alla seduta successiva si sarebbe adottata una soluzione condivisa. E invece non è stato così.

EMOZIONATI A FARSI BENEDIRE

Ad organizzare l’udienza in Vaticano ci ha pensato il presidente Francesco Facchini. Gli amministratori sono partiti tutti insieme da Sora con un pulmino. C’erano il sindaco Luca Di Stefano, la Giunta ed i consiglieri comunali. Con loro anche l’esponente di minoranza Luciano Conte, lo staff, la segretaria comunale Patricia Palmieri, il comandante della Polizia locale Dino Padovani e monsignor Alfredo Di Stefano.

Inizialmente soltanto il primo cittadino si è avvicinato a Papa Francesco per il saluto di rito con la stretta di mano. Dopo un cordiale scambio di battute sulla giovane età del sindaco anche gli altri amministratori hanno potuto salutare il Pontefice. Il presidente Facchini ha consegnato nelle mani del Santo Padre una busta con un’offerta per la “Carità del Papa” e un cesto con prodotti tipici locali. Che sono stati molto apprezzati: ciambella sorana, ciambelline al vino, liquori e olio.

Il sindaco Di Stefano ha espresso la sua commozione: “Essere alla presenza del Papa è sempre un’emozione unica”. L’Amministrazione ha ringraziato il vescovo Gerardo Antonazzoche si è interessato presso la Casa Pontificia per organizzare la visita”. E monsignor Alfredo Di Stefanoper aver accompagnato a Roma la delegazione sorana”.

L’ANNUNCIO IN CONSIGLIO

Francesco Facchini tra il sindaco Luca Di Stefano ed il vice Maria Paola Gemmiti

Siamo grati al vescovo che ha accolto il nostro desiderio di incontrare il Santo Padre, all’inizio del nostro servizio alla città” aveva anticipato lunedì mattina Francesco Facchini in aula, annunciando la visita a Roma.

L’alto magistero del Papa che recentemente, anche sul tema della pace ha richiamato tutti, credenti e non credenti, al rispetto della dignità dell’uomo e della sua libertà, ci sollecita a un maggiore impegno per il bene comune. L’incontro con il Papa e con tutti coloro che saranno in piazza San Pietro – aveva detto ancora Facchini in aula – ritemprerà e darà vigore al nostro impegno civico. Senz’altro sarà un’esperienza importante per noi e anche un piccolo evento storico per la nostra città”.

LA COMMISSIONE

La seduta lampo di lunedì mattina era stata in realtà convocata, come si legge nell’oggetto della delibera di Consiglio, per “modifica Componente della Prima Commissione Consiliare ordinaria permanente”. Ossia quella Commissione che si occupa di Bilancio, Programmazione, Patrimonio, Economato, Personale, Finanza, Tributi, Risorse finanziarie, Lavoro ed attività produttive, Verifica della Gestione. È composta da cinque consiglieri di cui tre della maggioranza, e due dell’opposizione.

Naike Maltese, Luca Di Stefano e Marco Mollicone

Fra i tre in quota all’Amministrazione c’era anche il consigliere Marco Mollicone che il 24 maggio è stato però nominato assessore dal sindaco al posto della sua collega di gruppo Naike Maltese. (Leggi qui Fine della camomilla: Mollicone bussa alla giunta).

Il che ha imposto un conseguente rimpasto delle deleghe. Tutto nella prassi amministrativa dunque. E allora dove sta la stranezza che ha fatto indispettire una parte dell’opposizione? (Leggi qui Se Baratta torna in sella al grido di “largo ai giovani”).

La risposta va cercata nella conferenza dei capigruppo, propedeutica al Consiglio comunale del 30 maggio. All’ordine del giorno non era prevista la surroga fra Mollicone e Maltese. Essendo infatti l’ex assessore ai Servizi sociali anche la prima dei non eletti di Adesso Tocca a Noi in Assise ha preso lo scranno che Mollicone ha dovuto lasciare per entrare nell’Esecutivo.

Ma non era previsto un avvicendamento simultaneo. Proprio in occasione di quella conferenza, Marco Mollicone ha chiesto di inserire la surroga all’ordine dei lavori, di fatto accelerando i tempi della sua nomina assessorile. E rendendola contestuale: lui ha lasciato l’Aula ed è andato in Giunta, nello stesso momento lei ha lasciato la Giunta e si è accomodata in Aula.

RETROSCENA ALLACCI

Qual è l’accusa mossa da Federico Altobelli? La sostituzione di Mollicone in Commissione andava fatta il 30 maggio, come ultimo punto all’ordine del giorno; in pratica, dopo la surroga.

Foto: © Karolina Grabowska / Pixabay

Ma soprattutto: al Consiglio del 23 maggio l’opposizione aveva presentato una mozione con cui chiedeva un intervento urgente per risolvere la questione degli allacci idrici che non vengono fatti da Acea a numerose famiglie. Perché? Il depuratore è arrivato al massimo della sua capacità, sostiene Acea. Che non effettua nuovi allacci sostenendo che ci siano problemi di natura ambientale lungo la conduttura. Il Comune non è dello stesso avviso

La minoranza ha sollevato la necessità di risolvere nell’immediato. In che modo?Con un’ordinanza del sindaco. Il quale però era ed è propenso a seguire un’altra strada perché ritiene che l’ordinanza sarebbe soltanto un palliativo e non una soluzione definitiva. Anche perché gli allacci al depuratore non sarebbero saturi, come si legge in alcune dichiarazioni riportate nel verbale della seduta consiliare del 23 maggio.

Inoltre, i problemi riscontrati da Acea coinvolgerebbero alche altri enti. Perché il piano dei lavori viene deciso dall’assemblea dei sindaci coordinati dal Presidente della Provincia. In sostanza a dover risolvere non è solo il Comune di Sora.

La seduta era stata sospesa e, dopo un confronto, si era giunti a un compromesso. E cioè: la minoranza ritira l’ordine del giorno e alla seduta successiva tutto il Consiglio all’unanimità delega il primo cittadino a procedere per vie legali. Ma, già alla seduta del 30 maggio, ciò non è avvenuto e della questione non vi era traccia nemmeno all’ordine del giorno del 13 giugno.  

LA PROTESTA DI ALTOBELLI

Federico Altobelli

Da qui la protesta del consigliere di minoranza Federico Altobelli: cinque giorni prima del Consiglio, tastiera alla mano, ha annunciato al presidente Facchini l’assenza e ne ha spiegato la giustificazione.

Gentile Presidente, come già evidenziato in sede di conferenza dei capigruppo, ritengo che sia inopportuna la convocazione del Consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno. Soprattutto, con l’esclusione della discussione sulla mozione relativa agli allacci dell’Acea. Dico inopportuna perché, a mio sommesso parere, in questo modo non si attribuisce la giusta priorità ad una problematica molto più sentita dai cittadini rispetto alla semplice sostituzione di un membro di una commissione”.

Inopportuna, inoltre, perché si viene meno a un preciso ed esplicito impegno preso con la cittadinanza nel Consiglio del 23 maggio, fatto che ritengo molto grave. Inopportuna, infine, in ragione del non trascurabile costo dell’adunanza per le casse comunali che suggerirebbe di concentrare il più possibile le questioni da trattare per non gravare troppo sulle tasche dei cittadini”.

Per tali motivi Le comunico che, come forma di legittima protesta, non presenzierò alla seduta del Consiglio del 13 giugno p.v. Con osservanza.  Il Consigliere comunale, avvocato Federico Altobelli”.

Il Consiglio l’hanno tenuto. E poi sono andati a farsi benedire. Dal papa.

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