Sirene per il Pd: Costa e Franzini pronti all’alleanza

L'ala più politica dell'ex maggioranza Villa lancia segnali al Pd. Pronti ad una convergenza. Tra i nomi in ballo c'è quello dell'ex presidente d'Aula Pasquale Di Gabriele

Il Pd nel mirino. Se si sfascia sono pronti a cannibalizzarlo. A puntare al banchetto di voti sono due azionisti della vecchia maggioranza dell’ex sindaco Paola Villa, franata a dicembre. Con il tovagliolo già al collo seguono le vicende Dem la civica Formia Città in comune ed il movimento Demos. Sono rimasti fedeli sino all’ultimo alla prof., una lealtà che non gli impedisce ora una “riflessione critica successiva”. È il presupposto per elaborare una loro proposta elettorale da mettere in campo alle prossime Comunali di autunno.

Costa, Franzini ed il No al Paola bis

Non saranno ancora al suo fianco, non la sosterranno per un bis. La decisione definitiva l’hanno presa dopo il comunicato della settimana scorsa: quello che ha formalizzato il patto tra la civica Un’altra città (l’ultima superstite del cartello Villa) ed il Movimento cinque Stelle. Un patto che ha spianato la strada alla ricandidatura della professoressa. (Leggi qui E Paola Villa tuonò: “Il candidato sono me”). 

Allora dove vogliono andare Formia città in comune e Demos? Puntano ad un campo largo del centrosinistra. Aspettano di vedere se si sfascerà il Partito Democratico dopo il voto che in settimana lo porterà a decidere la linea da seguire: o con il polo civico che candida sindaco l’infettivologo Amato La Mura (che ha il peccato originale di avere l’appoggio della Lega) o verso una candidatura di area (che ha il limite di non avere i voti per sostenerla: il Pd a Formia non è autosufficiente e tre anni fa ha eletto un solo Consigliere). Se il Pd dovesse frantumarsi loro sono pronti ad aggregare la parte che sta con il segretario Luca Magliozzi. (Leggi qui Il Pd corre verso la spaccatura. Il centrodestra l’ha già fatto).

Il nocciolo politico della Villa

A lanciare il segnale verso i Dem sono gli esponenti più ‘politici’ della scorsa amministrazione Villa, né di destra, né di sinistra, né grillina.

Kristian Franzini è stato dal 2012 l’artefice del suo progetto politico Villa meritando un posto di rilievo come assessore allo Sviluppo Economico nell’ultima Giunta municipale. Franzini di Formia città in comune è riuscito a salvare il salvabile: sono rimasti con lui il presidente uscente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele e l’ex presidente della commissione Servizi sociali Rossana Berna. Sono andati via Marco Bianchini e Fabio Papa, entrambi migrati nella coalizione che sostiene Gianluca Taddeo di Forza Italia.

Giovanni Costa di Demos è stato il primo, nell’estate 2020, ad aprire il recinto della professoressa Villa avviando la fuoriuscita dei suoi sostenitori, culminata con la crisi di dicembre. Quando vi è tornato, è stato tutto inutile: ormai la situazione era compromessa al punto di rendere impossibile qualunque manovra di salvataggio. Costa nel passato ha fatto parte del Pd diventando consigliere e poi assessore alle Attività Produttive nella IV ed ultima giunta di Sandro Bartolomeo.

L’autocritica di Costa e Franzini

Magliozzi e Bartolomeo

Sono concreti i segnali in favore di Luca Magliozzi e della vasta area Pd che è pronta a seguirlo (la scorsa riunione della Direzione cittadina ha visto un informale 7 a 7 tra favorevoli all’una ed all’atra tesi).

Costa e Franzini non recitano il mea culpa ma fanno autocritica dell’ultima esperienza di governo. Sostengono che sono mancati “lo sguardo oltre le piccole cose, la programmazione e la progettazione che fanno della politica la più nobile e la più difficile delle arti. Una spinta che si è assopita anche nell’ultima esperienza di governo della eterogenea maggioranza amministrata dal 2013 al 2018 da Sandro Bartolomeo”. 

Puntano ad un “centrosinistra, rinnovato, ringiovanito, partecipativo. In cui, oltre ai Partiti, debbano collocarsi tutte quelle realtà associative e quei cittadini che negli ultimi anni hanno dovuto mettere da parte la propria appartenenza di pensiero”.

Un pensiero antitetico e alternativo a quello dell’ex sindaco Sandro Bartolomeo. Per lui le elezioni si vincono con i numeri ed il centrosinistra formiano non li ha più da quando ha perduto la sua leadership amministrativa e politica. Per Bartolomeo il Partito di oggi non è forte abbastanza per dettare una linea vincente nelle urne; se non si coalizza rischia l’estinzione com’è avvenuto nel voto amministrativo di Fondi e Terracina in autunno.

Franzini e Costa sono convinti che insieme “a tante altre forze politiche ed associative”, a Formia si possa rafforzare quel “campo democratico-progressista, da tempo ostaggio di dinamiche che ne hanno stravolto l’identità”. 

I papabili candidati

Un campo largo, va bene. Ma attorno a chi? I nomi che circolano sono quelli dell’avvocato Mattia Aprea, dell’odontoiatra Francesco Occipite Di Prisco. Soprattutto quello di un altro legale, l’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele.

Quella che intendiamo realizzare – spiega proprio Pasquale Di Gabrielenon è una coalizione da conditio sine qua non. Di certo siamo contari ad un civismo urlato che non ci ha portato molto lontani. Vogliamo creare una coalizione senza pregiudizi e primogeniture. Io candidato? Ho 45 anni, c’è tempo. Devo andare in tribunale la mattina”.

E se fosse una bugia?

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