Smeriglio, l’architetto dei Progressisti: «Le Primarie devono attendere»

L'uomo che ha disegnato il Campo Largo e Piazza Grande, torna da Bruxelles. Per dire al Pd che prima occorre la coalizione e poi l'uomo capace di tenerla unita. Le varianti dopo lo scisma del M5S. La necessità di studiare il nuovo orizzonte. E costruire un fronte in sintonia con i cittadini

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

L’architetto torna da Bruxelles e scende in campo. Con righelli e matite dalle diverse sfumature: gli arnesi con i quali ha già costruito due successi politici. Uno è stato la Piazza Grande di Nicola Zingaretti, la lenta e progressiva scalata del Governatore alla Segreteria del principale Partito del centrosinistra europeo. Prima ancora aveva disegnato quell’architettura politica capace di tenere insieme, nelle mani di Zingaretti, tante e diverse sensibilità politiche in un equilibrio armonico e preciso. Dietro entrambi quei progetti c’è Massimiliano Smeriglio, già vice di Zingaretti e poi parlamentare Europeo.

Ora torna da Bruxelles. Con l’intenzione di disegnare un nuovo progetto politico: quello capace di tenere unito tutto il Campo Progressista in una nuova alleanza per il dopo Zingaretti.

Un progetto ambizioso

Nicola Zingaretti e Massimiliano Smeriglio (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

In mente ha «un progetto ed uno schema politico ambiziosi almeno quanto i dieci anni di giunta Zingaretti, a cui tutti noi abbiamo contribuito».

Il primo architrave: fermare subito la conta muscolare che si profila tra il vice presidente uscente della Regione Lazio Daniele Leodori e l’ex presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra. Perché Massimiliano Smeriglio ha capito benissimo che non sarebbe una conta tra loro due bensì tra la potentissima componente centrista Area Dem del ministro Dario Franceschini e del Segretario regionale Pd Bruno Astorre. E l’area della sinistra di governo che ha come ideologo Goffredo Bettini e nella quale spesso si confronta Nicola Zingaretti.

Per questo Massimiliano Smeriglio dice che «serve una pausa di riflessione in attesa di capire con quale coalizione il centrosinistra si presenterà alle elezioni». Che è lo stesso concetto della dottrina di Francesco De Angelis, il dominus degli emergenti di Pensare Democratico. Il quale, nella scorsa Direzione regionale ha esordito dicendo “Prima la coalizione e poi l’uomo che è in grado di tenere unita la coalizione”. (Leggi qui: La dottrina della prudenza per il candidato Pd nel Lazio)

Lo scenario dopo lo scisma

Nicola Zingaretti con Roberta Lombardi e Valentina Corrado (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Il primo Partito in Italia dopo le score elezioni Politiche ha subito uno scisma. E questo rischia di cambiare del tutto l’orizzonte. Perché resta da capire dove voglia posizionarsi Luigi Di Maio e quali forze intenda attrarre nella sua orbita. C’è chi teorizza una nuova grande forza centrista, fatta dai Cinque Stelle di governo. Una scissione che avrà conseguenze nel Lazio: la Regione dove il M5S è in giunta con il Pd di Nicola Zingaretti. E dove il Gruppo è rimasto compatto: sulle posizioni di Roberta Lombardi, che sta con Giuseppe Conte e non con Luigi Di Maio. (leggi qui Frusone con Di Maio, Segneri e Fontana con Conte. Nulla cambia in Regione. E leggi qui: Lombardi e la partenza di Di Maio: ciaone).

Per Massimiliano Smeriglio «Nel Lazio c’è bisogno di un progetto in grado di coniugare continuità e innovazione. Per continuare a vincere, come abbiamo fatto nel 2008 nel 2013 e nel 2018». Cosa avvenne in quegli anni: «Non siamo partiti dalle legittime ambizioni dei singoli. Invece siamo partiti da una idea di provincia prima e di Regione poi».

Certo, le frasi di Giuseppe Conte mettono in discussione quello che fino ad oggi è stato il Campo Largo, una delle architetture sulle quali più s’è avvertita la mano dell’architetto Massimiliano Smeriglio e di Goffredo Bettini. «Diciamo che il Campo largo avrà bisogno di un tagliando. Il dibattito nel Movimento 5 Stelle va rispettato. È evidente che l’esito di quella discussione inciderà sulla qualità dell’alleanza». C’è il rischio che tutto finisca in pezzi? «I rischi di un indebolimento e frantumazione vanno visti per tempo e contrastati».

Smeriglio e la rotta dei Progressisti

Bruno Astorre

Il che significa accantonare l’idea delle Primarie? Il Segretario Regionale Bruno Astorre è pronto ad indirle se – a norma di Statuto – emergessero più proposte. Per lui rappresentano una festa di democrazia e non sono affatto un momento drammatico.

Per Massimiliano Smeriglio è necessario seguire la rotta proposta da Francesco De Angelis: prima l’alleanza e poi l’uomo capace di tenerla unita. «Dobbiamo dare corpo e anima alla nostra proposta. Non solo un volto. Oggi i confini della coalizione appaiono del tutto incerti, per questo nominare le cose può aiutare a rendere la foto un po’ più nitida. Salario minimo, reddito di cittadinanza, transizione ecologica e digitale, innovazione, centralità del comparto cultura, scuola università e ricerca pubbliche. Decentramento risorse e poteri alle municipalità».

C’è un rischio. Che le primarie di Coalizione diventino primarie del solo Pd. Una prospettiva che a Smeriglio non piace, perché così «sarebbe un congresso mascherato. Non una buona idea».

Per questo chiede al Pd uno sforzo politico, perché «Una conta meccanica sui nomi non risolve questo problema. Non credo possano esistere candidati in grado di prescindere dal programma e dai contraenti del patto di coalizione. Per decidere chi guiderà abbiamo ancora del tempo. Oggi è il tempo di revisionare la macchina. Un tempo che utilizzerei per evitare scontri inutili sulle persone. Tra l’altro tutti amici che stimo».

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