La strada del Psi e l’alibi perfetto per Cristofari

 

Il Partito Socialista va avanti con il proprio candidato sindaco di Frosinone Vincenzo Iacovissi. Nessuna alleanza con il Partito Democratico al primo turno, nessun sostegno a Fabrizio Cristofari. Che peraltro ha escluso in via preventiva possibili intese nel caso di un eventuale ballottaggio.

Eppure il Psi ha sostenuto il Governo Renzi e ora sostiene quello Gentiloni, con il proprio leader Riccardo Nencini viceministro dell’economia. Eppure i Socialisti fanno parte della maggioranza che appoggia il Governatore Nicola Zingaretti alla Regione Lazio e guidano, per esempio, l’Ater di Frosinone con Antonio Ciotoli.

Frosinone è il capoluogo, ma questo evidentemente non è un fattore preponderante. Nel 2012, dopo aver fatto parte della maggioranza di Michele Marini, all’ultimo momento il Psi andò da Domenico Marzi. In buona compagnia, visto che anche diversi esponenti del Pd fecero la stessa cosa. Ora accade lo stesso. La conclusione è una sola: in provincia di Frosinone il centrosinistra non esiste più. Il requiem Gian Franco Schietroma lo aveva intonato già un anno e mezzo fa. (leggi qui il precedente). Quindi, alla Provincia se invece di Luigi Vacana (Sinistra Italiana) fosse stato eletto Gianni Bernardini (Psi), la lista A Difesa del Territorio non avrebbe fatto alcun accordo con Antonio Pompeo.

Fabrizio Cristofari non potrà contare allora sul sostegno del leader socialista Schietroma (che lo voleva candidato sindaco quando poi la spuntò Marini). E nemmeno dell’ex sindaco Michele Marini (Pd). E del segretario del circolo cittadino del Pd Norberto Venturi.

Andrà avanti lo stesso? Lui ha detto sì (leggi qui e pure qui). Ma certo è che alcune scelte di compagni di partiti ed ex alleati gli hanno dato un alibi politico perfetto per fare un passo indietro.

Lasciando il Pd in un mare di guai.

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