Sognando la scalata Negli schieramenti è l’ora dei colpi bassi (di C. Trento)

Il risiko. Mauro Vicano si candiderà comunque a sindaco di Frosinone. Con una coalizione civica, indipendentemente dal Pd. Pizzutelli ha chiesto la convocazione del direttivo cittadino per avere subito risposte chiare. Nel centrodestra pallino nelle mani di Nicola Ottaviani, che intanto si affretta con... calma

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Angelo Pizzutelli, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Frosinone, ha chiesto al segretario (Andrea Palladino) e al presidente (Stefania Martini) la convocazione del direttivo del circolo frusinate del Partito. Un solo punto all’ordine del giorno: risposte chiare e definitive sulle tante voci circolanti a proposito di strategie ed accordi circa le candidature a sindaco quando ci saranno le elezioni amministrative.

Fra tre anni se si arriverà a scadenza, prima se Nicola Ottaviani dovesse decidere di effettuare il blitz della “sfiducia pilotata” a dicembre, prima del termine dei due anni, sei mesi e un giorno del secondo mandato. Per poi presentarsi per la terza volta.

Angelo Pizzutelli

Naturalmente, come sempre accade in questi casi, la responsabilità viene individuata nelle ricostruzioni giornalistiche. Ciociaria Oggi, però, conferma fin nelle singole virgole lo scenario descritto nell’edizione di ieri. Con qualche particolare in più. Intanto Mauro Vicano si candiderà comunque a sindaco, indipendentemente dalle decisioni e dalle scelte del Partito Democratico, al quale pure è vicino. Lo schema di Vicano è quello di una coalizione civica e sta lavorando a un assetto parametrato su 5 o 6 liste. Confidando altresì nel fatto che, se non dovesse essere Ottaviani il prossimo candidato sindaco, diversi “pezzi” attualmente collocati nel centrodestra si staccherebbero.

Già manager della Asl ed ex presidente della Saf, Mauro Vicano si proporrà per la poltrona di primo cittadino senza sottoporsi alle primarie oppure ai riti e alle decisioni degli organismi dirigenti dei Democrat. Il ragionamento è così sintetizzabile: se vogliono seguirmi, sarò onorato. Altrimenti, amici più di prima.

Evidente che questo tipo di impostazione non piace ad Angelo Pizzutelli, il quale infatti chiede chiarezza al circolo del Partito.

Mauro Vicano

Ma la domanda è: fino a che punto può agire il circolo se Mauro Vicano è intenzionato ad andare avanti lo stesso? Complicato anche pensare ad una unità di intenti da parte del gruppo consiliare. Considerando che le distanze tra Angelo Pizzutelli da una parte ed i consiglieri (sempre del Pd) Alessandra Sardellitti e Norberto Venturi dall’altra sono siderali.

Per quanto concerne invece il dottor Fabrizio Cristofari (candidato sindaco dal Pd nella scorsa tornata e battuto da Nicola Ottaviani) in questa fase è molto cauto. Ma non è certo un segreto che ha un rapporto di amicizia molto forte con Vicano. In ogni caso, però, neppure Angelo Pizzutelli effettuerà passi indietro. Se alla fine non avrà le risposte che chiede, si guarderà intorno. Anzi, lo sta già facendo. Ad un “rassemblement” civico guardano in molti: da Danilo Magliocchetti (Cambiamo) a Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune). Ma è pure evidente che i riflettori sono accesi soprattutto su chi ha già una forza civica consistente in consiglio comunale: il Polo Civico (5 consiglieri) e la Lista per Frosinone (3). Inoltre le forze politiche di Gianfranco Pizzutelli e Antonio Scaccia sono unite da un patto federativo.

Luca Fantini

Può darsi che la questione Frosinone venga portata all’attenzione della segreteria provinciale del Pd. Però va rilevato che l’attuale fase vede i Dem alle prese con priorità diverse. L’accordo di governo con il Movimento Cinque Stelle apre spazi diversi al Partito Democratico. Inoltre ad ottobre si dovrà organizzare il congresso provinciale. Con uno schema molto definito. Da una parte c’è Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. È la componente maggioritaria del Partito in Ciociaria, schierata peraltro con il segretario Nicola Zingaretti. Poi c’è l’area renziana, quella che fino a un anno e mezzo fa faceva riferimento all’ex senatore Francesco Scalia. E che adesso è guidata dal presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. Un’area che punta soprattutto sugli amministratori.

Sul versante del congresso, per la segreteria il nome nuovo è quello di Luca Fantini, già esponente di primo piano dei Giovani Democratici e fedelissimo di Nicola Zingaretti. L’operazione che si intende portare avanti è quella del cosiddetto “modello Buschini”. Quando cioè, parliamo di una ventina di anni fa, si decise di imprimere una forte svolta generazionale al Partito. Vedremo quali saranno le evoluzioni, ma è chiaro che ci sarà un confronto tra Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. In tale quadro è difficile che il Pd possa affrontare ora il “caso Frosinone”.

Nicola Ottaviani

Nel centrodestra, invece, il “pallino” è nelle mani del sindaco Nicola Ottaviani. Il quale nei prossimi dei mesi verificherà la tenuta della maggioranza (politica e numerica) su alcune priorità amministrative: la riqualificazione dello Scalo, il completamento della Monti Lepini, il rifacimento dei Piloni, l’urbanistica. Ma pure su tematiche come la realizzazione di una moschea a viale America Latina. Se otterrà risposte positive, nulla quaestio. In caso contrario la “sfiducia pilotata” tornerà di attualità. E, conoscendo Ottaviani, verrebbe attuata in poche ore. Magari con un blitz notturno. Del tipo “cotta e mangiata”.

Altrimenti, il termine è la scadenza naturale del mandato, cioè il 2022. Riccardo Mastrangeli, Adriano Piacentini e Massimiliano Tagliaferri sono già pronti a fare blocco. Accettando lo schema delle primarie (sul quale Nicola Ottaviani non transige) e indicando come candidato sindaco uno di loro tre. Poi c’è Carlo Gagliardi della Lega, il Partito nel quale milita anche Nicola Ottaviani. Tra i due c’è un grande “gelo” ormai da mesi. Ad una candidatura a sindaco pensano altresì Danilo Magliocchetti e Fabio Tagliaferri.

Attenzione però: sono pronti a dire la loro pure Gianfranco Pizzutelli e Antonio Scaccia.

Indipendentemente dalla forti ed evidenti distanze politiche, tutti punteranno su liste e coalizioni civiche. I partiti saranno costretti ad adeguarsi e ad inseguire. Come in parte successe nel 2017.

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