E’ la somma che fa il totale. La carica dei piccoli

In provincia di Frosinone bisognerà fare i conti con i partiti minori, peraltro guidati da vecchie volpi della politica: da Gian Franco Schietroma (Psi) a Mario Abbruzzese (Cambiamo), passando da Luciano Gatti e Antonello Antonellis (Azione). Ma ci sono pure Valentina Calcagni e Germano Caperna (Italia Viva). Non conta il sistema elettorale, contano le alleanze.

Ci sono anche gli altri. Partiti. Intesi non come participio passato del verbo partire, ma come soggetti politici che vogliono dire la loro in provincia di Frosinone. Ormai la comunicazione nazionale tende a focalizzare il dibattito su Pd e Lega, Cinque Stelle e Fratelli d’Italia. Al massimo Forza Italia. Ma ci sono pure tante altre in Ciociaria.

Piccoli ma incisivi

Germano Caperna con Matteo Renzi

Per esempio il Partito Socialista Italiano di Gian Franco Schietroma e Vincenzo Iacovissi. Un partito che soprattutto a Frosinone può dire la sua, come ha fatto negli anni dei successi di Domenico Marzi e Michele Marini. E come intende fare ulteriormente.

C’è pure Italia Viva di Matteo Renzi: Valentina Calcagni e Germano Caperna hanno avuto il freno a mano tirato, ma sono pronti a rimettersi in pista per cercare di ottenere risultati nei Comuni. E in centri come Frosinone le alleanze potranno fare la differenza. Certo è che sia i Socialisti che Italia Viva dovranno dare un’accelerazione importante e visibile.

C’è anche Azione di Carlo Calenda, con due referenti di indubbio valore: Luciano Gatti (per decenni tra i leader più influenti del Pc-Pds-Ds) e Antonello Antonellis, anche lui proveniente da quel mondo e con delle competenze enormi in materia di politica economica. Non faranno da spettatori e se Calenda dovesse vincere a Roma, allora molto cambierebbe.

Da sinistra a destra

Giovanni Toti e Mario Abbruzzese. Foto: Imagoeconomica

Gaetano Ambrosiano è il referente provinciale di Articolo 1 e neppure lui starà a guardare. Poi bisognerà fare i conti con la Sinistra e con tutte quelle formazioni che hanno comunque una rappresentanza: da +Europa ai Verdi. Senza dimenticare le associazioni, il mondo del volontariato, quel che resta delle Sardine. E senza dimenticare soprattutto realtà consolidate come Demos.

Nel centrodestra bisognerà vedere cosa farà Cambiamo. Cioè Mario Abbruzzese. L’ex presidente del consiglio regionale è uno dei più ascoltati consigliori di Pasquale Ciacciarelli, da poche ore presidente della commissione regionale sul pluralismo dell’informazione. Esponente di spicco della Lega. Ma Mario Abbruzzese è il referente di Cambiamo di Giovanni Toti, perlomeno formalmente. Ai tavoli del centrodestra siede in quella veste.

Insomma, alla fine (come sempre) saranno le formazioni più piccole a rappresentare il valore aggiunto delle coalizioni. Qualunque sia il sistema elettorale. Perché come amava ripetere il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, è la somma che fa il totale.

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