Zingaretti avanti, Lombardi tiene, il centrodestra paga la rottura: il sondaggio

Il sondaggio del Corriere della Sera conferma il vantaggio di Nicola Zingaretti alle elezioni Regionali del Lazio. Solo Roberta Lombardi (M5S) è in scia. Il centrodestra paga la spaccatura. Noti e sconosciuti. Partiti distanti

Nicola Zingaretti è in vantaggio su tutti gli altri candidati alla guida della regione Lazio: è al 33%. Il Movimento 5 Stelle rimane in corsa: l’onorevole Roberta Lombardi è distaccata di 4 punti e si attesta per ora al 29%. Il centrodestra paga la spaccatura: come accadde per le scorse Comunali di Roma, l’incapacità di avere un candidato unitario da subito non rende competitivo lo schieramento diviso tra Stefano Parisi e Sergio Pirozzi.

L’analisi è stata elaborata dal professor Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera oggi in edicola.

Prende in esame una serie di particolarità della Regione Lazio: È un po’ uno specchio del Paese: la fortissima alternanza tra i candidati di uno schieramento e poi dell’altro, la sua rapida trasformazione da Regione divisa su due poli politici ad una realtà tripolare con la comparsa del M5S.

 

LE INTENZIONI DI VOTO

Quali sono, in questo momento, le intenzioni degli elettori? Scrive Nando Pagnoncelli:

… ad oggi Nicola Zingaretti di risulta in vantaggio di 4 punti su Roberta Lombardi (da 33% a 29%), a seguire Stefano Parisi che prevale su Sergio Pirozzi (22% contro 12%) e gli altri candidati che, tutti insieme, raggiungono il 4%.

Sul Corriere viene spiegato che il sondaggio è stato condotto prima della notizia dell’apertura dell’indagine su Pirozzi.

La partita per le Regionali è ancora aperta. Per due motivi: il 4% è una forbice che è recuperabile in una realtà come quella attuale, dove il voto non è radicalizzato ma è fortemente instabile. E poi perché un elettore su tre (il 33%) ha detto a Pagnoncelli di essere indeciso o che non intende andare a votare.

 

NOTI E SCONOSCIUTI

Nicola Zingaretti è risultato il candidato più conosciuto tra gli elettori nel Lazio. Sul Corriere della Sera si fa rilevare che

… mentre Nicola Zingaretti é conosciuto dalla quasi totalità dei laziali (98%), il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi è noto all’82%, il candidato del centrodestra Stefano Parisi al 71% e Roberta Lombardi (M5S) al 63% degli elettori.

 

Ma quanto sono graditi quei candidati? E per contro, quanto sono sgraditi: quanti sono quelli che dicono “non lo voterei, per nulla al mondo?”. Il professor Pagnoncelli analizza:

Il candidato più gradito risulta Nicola Zingaretti ( 43%) che prevale su Sergio Pirozzi (35%), Roberta Lombardi (26%) e Stefano Parisi (23%); tuttavia per tutti i candidati permangono le valutazioni negative: la differenza tra coloro che gradiscono la candidatura di coloro che non la gradiscono mostra un saldo negativo che va dal -3% per Zingaretti e Pirozzi, al -5% di Lombardi, al -20% per Parisi.

 

LE LISTE ED IL VOTO DISGIUNTO

L’analisi si sofferma anche sulla spaccatura che ha caratterizzato il Centrodestra anche in questa tornata elettorale. La divisione tra Sergio Pirozzi ed il resto dello schieramento politico dal quale il sindaco di Amatrice proviene pesa molto. «Se le forze politiche avessero trovato un accordo per un unico candidato, il centrodestra probabilmente sarebbe stato più competitivo, come si può notare sommando le preferenze per Pirozzi e Parisi. Ma non c’è controprova».

 

La prima domenica di marzo gli elettori potranno votare anche uno dei Partiti a sostegno del candidato Governatore del Lazio. Su questo punto però l’analisi pubblicata dal Corriere della Sera invita alla prudenza. Per due motivi:

la presenza delle liste civiche del candidato presidente (che raccolgono esponenti provenienti dai Partiti tradizionali, sottraendogli così una parte del consenso N.d.A.) e la tradizionale astensione di lista da parte di una quota non indifferente di elettori, che si limita a votare solo per il candidato alle Regionali.

 

Il dato sul quale riflettere è quello del 2013. Andò a votare il 72% degli aventi diritto al voto nel Lazio: solo il 59% di loro però diede il voto anche ad una delle liste a sostegno del candidato.

 

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