Il tramonto del Movimento Cinque Stelle. “Sono come gli altri”

I clamorosi risultati del sondaggio choc realizzato e commentato da Antonio Noto certificano l’eclissi del Movimento: “Ha fatto promesse che non ha mantenuto”. Eppure i pentastellati pensano che solo Grillo può risollevarli.

Un sondaggio choc al quale è stato messo il silenziatore. Ma il risultato non cambia: il Movimento Cinque Stelle sempre più in caduta libera. Ma nessuno immaginava i risultati emersi dalla rilevazione di Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi.

Lo studio è stato pubblicato e commentato dallo stesso Noto sul quotidiano Il Giorno. E poi ripreso. Da quello studio viene fuori che il 67% degli italiani oggi esprime disappunto riguardo al Movimento che doveva  rivoluzionare il Parlamento. Per quel 67% «il M5s ha fatto promesse che non ha mantenuto»,  come ha scritto l’esperto di rilevazioni commentando il sondaggio pubblicato su Il Giorno.

Luigi Di Maio. Foto © Imagoeconomica / Alessia Mastropietro

Ha spiegato Antonio Noto: «Non solo. Il 58% ritiene che ormai non c’è differenza con gli altri Partiti, a questo si aggiunge un ulteriore 25% che addirittura pensa che sia peggio degli altri». Non è finita qui. Ha affermato Noto: «Per il 61% degli elettori il M5s non è riuscito a cambiare il “Palazzo”. Anche sulla assenza di Grillo i cittadini esprimono disappunto: il 68% dice che un vero leader deve gestire direttamente un soggetto politico». Anche se per gli stessi pentastellati soltanto Beppe Grillo può risollevare il Movimento. Infatti scrive Noto: «Per questo i simpatizzanti del M5S nella diatriba con Di Battista si schierano con il “padre nobile”».

A logorare i grillini, neanche a dirlo, la doppiaesperienza di governo, per molti fallimentare. Prosegue Antonio Noto: «D’altronde guardando le percentuali del consenso lo scenario è di un soggetto politico in crisi. Se ci riferiamo ai dati oggettivi, cioè il voto nelle urne, dalle elezioni politiche del 2018 a quelle europee del 2019 il M5S è diminuito in percentuale di quasi la metà, passando dal 33 al 17%. Se invece si prende in considerazione il numero del votanti il trend diventa ancora più punitivo: in un anno ha perso 6 milioni di elettori». 

Luigi Di Maio e Vito Crimi Foto © Imagoeconomica / Alvaro Padilla

Il sondaggio di Noto sottolinea un altro aspetto non secondario del distacco tra base e organismo politico. Alla domanda «perché non vota più M5S», il 40% degli intervistati ha detto che il motivo è che il Movimento ha abbracciato posizioni di destra, per il 35% perché rincorre posizioni di sinistra. In ogni caso il sentimento degli ex elettori è che sia stata tradita l’anima del Movimento 5 Stelle.

C’è un altro aspetto, non rilevato direttamente dal sondaggio, ma che è presente:  il mancato radicamento territoriale del Movimento. Tutto si gioca sul consenso del leader e sul voto di opinione. Quando ci sono stati, allora si è sfondato il 30%, quando sono scesi si è andati ampiamente sotto il 20%. Senza mai incidere davvero alle regionali e alle comunali, tranne qualche eccezione. E i parlamentari locali non incidono. Mai e a nessun livello.

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