Sondaggio Pd: a Lazio1 se ne salvano due, invece Lazio 2 è perduto

La seconda proiezione Ixé per le Politiche, commissionata dal Pd: confermato il disastro nell'Uninominale. Speranze dal proporzionale.

«Su Lazio 1 ne salviamo due, invece Lazio 2 è perduto»: la frase echeggia tra le mura del Nazareno insieme ad un elenco infinito di collegi nei quali il Pd non prevede la vittoria.

Anche il nuovo sondaggio interno conferma quello elaborato a dicembre (Tragedia Pd: per Ixè su 21 Collegi nel Lazio vince solo in 2 di Roma). Il Partito Democratico può contare solo su fortini isolati, sacche di resistenza, piccole enclave che continuano a combattere accerchiate dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle.

Le nuove cifre consegnate al Nazareno dicono che su 232 seggi disponibili in tutta l’Italia si può contare soltanto su 28 seggi Uninominali (quelli in cui il candidato di ogni Partito si scontra in modo diretto con tutti gli altri e chi prende anche un solo voto in più è eletto). Ce ne sono altri 14 che sono in bilico.

 

IL LAZIO

Il collegio Lazio 2 (cioè quello con le province di Frosinone, latina, Rieti e Viterbo) è tutto al centrodestra. Buona parte del Lazio 1 (Roma e provincia) è tra la coalizione messa su da Berlusconi ed il M5s: la proiezione assegna al Pd Roma Centro cioè il collegio dove si candiderà Paolo Gentiloni e Trionfale. In bilico ci sono Ardeatino, Tuscolana e Torre Angela.

A lavorare sulle candidature da schierare nei seggi uninominali della Camera è Luca Lotti l’uomo di riferimento del senatore Francesco Scalia. Sta disegnando una linea di galleggiamento che colloca il Pd con gli alleati tra il 26 e il 27%.

Le speranze vengono dai seggi che verranno assegnati invece con il metodo Proporzionale (il secondo elenco di candidati, quelli che entrano senza le preferenze ma in proporzione al numero dei voti presi dal Partito). Ce ne sono 386 a disposizione in tutta l’Italia.

 

LE LISTE CORTE

In provincia di Frosinone e di Latina molti potenziali candidati di centrosinistra e di centrodestra si sono lanciati nella campagna elettorale ad occhi chiusi. Nel senso che non hanno letto gli allegati alla riforma dei Collegi approvata circa tre settimane fa. Sembrava una banale formalità. Invece contiene un paio di modifiche che hanno ghigliottinato le aspirazioni ed i calcoli di molti.

La prima modifica: “Il numero dei candidati nei listini non potrà essere superiore a 4”. invece la prima stesura parlava di sei o sette. Insomma, tre settimane fa le liste sono state dimezzate.

La seconda modifica: i collegi hanno subito piccole modifiche. Il nuovo collegio per la lista Proporzionale alla Camera non comprende più solo l’intera provincia di Frosinone. Ma anche quella di Latina. Il collegio al Senato non prevede più solo le province di Frosinone e Latina ma anche mezza provincia di Roma, cioè l’area dei Castelli dove Bruno Astorre e Paola Taverna hanno il loro feudo che è talmente vasto da poter seppellire con tranquillità i voti di Frosinone o di Latina.

Qualcuno lo ha scoperto soltanto tra venerdì e sabato. Nelle ore scorse ci sono state scene drammatiche con aspiranti candidati che hanno finalmente compreso di non avere abbastanza ossigeno per arrivare in vetta alla montagna.

Chi invece aveva già studiato il testo è stato Francesco De Angelis: ha già allacciato alleanze su Formia e Terracina per raggranellare la quota di eleggibilità.

 

IL RESTO DELL’ITALIA

Nel resto d’Italia la proiezione Ixé per il Partito Democratico sugli Uninominali prevede poco o nulla al Nord.

In Toscana si prevedono al Pd 10 deputati su 14 disponibili. In Emilia Romagna la proiezione parla di 11 deputati al Pd su 17. Con molti dubbi: come a Bologna dove Vasco Errani potrebbe candidarsi per sfidare il neo Pd Pier Ferdinando Casini. in Trentino Alto Adige è stato raggiunto l’accordo con Südtiroler Volkspartei e questo garantirebbe 4 collegi più due in bilico. Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige sono le uniche tre regioni in cui si vince.

In Umbria si prevede il pareggio. Poi il nulla. In Lombardia ci sono speranze solo su 4 dei 35 collegi. In Sardegna se va bene se ne prende uno, stessa situazione in Campania, in Basilicata, in Liguria ed un altro in Veneto. Nessuno in Molise, in Abruzzo, nelle Marche, in Puglia, in Calabria, Sicilia così come in Friuli.

 

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