«Sono Paola e non vi siete sbarazzati di me»

La conferenza stampa di Paola Villa. Si ricandida a sindaco di Formia. Nuovi alleati e vecchi amici andati via. Accuse ed autocritica. Il matrimonio con i Cinque Stelle. E la convinzione di essere stata tradita

Le urla sono arrivate in maniera nitida fino alla strada. Forti, continue, come in una requisitoria d’altri tempi. Chi passava in via della Conca a Formia di ritorno dal sottostante mercato settimanale di Largo Paone si è fermato davanti al civico 57  per capire cosa stesse accadendo. Dal quartier generale elettorale a tuonare come una divinità dall’Olimpo era l’ex sindaco Paola Villa che ufficializzava la sua candidatura bis.

Ufficialmente: glielo hanno chiesto. È stata la civica Un’altra città a proporle di tornare in campo: con ciò che rimane della coalizione che aveva vinto le elezioni tre anni fa e poi è affondata tra le polemiche lo scorso Natale. La realtà dei fatti è un’altra: si sarebbe candidata comunque. Perché ritiene di essere stata tradita, di avere una missione da portare a termine. Lo aveva detto a caldo poco dopo la disfatta.

In questa sua nuova esperienza, la professoressa né di destra né di sinistra né grillina perde buona parte dei suoi sostenitori della prima ora. Ma incamera l’appoggio ufficiale del Movimento Cinque Stelle.

Il matrimonio a 5 Stelle

Christian Lombardi

Perché ritorna? Lo ha spiegato il fedelissimo coordinatore di Un’altra città l’avvocato Christian Lombardi. Ha invocato «la continuità nella discontinuità» perché il percorso avviato nel 2018, «nonostante qualche errore commesso è stato interrotto in maniera brusca, va ripreso con una nuova linfa».

Ed i Cinque Stelle? Dove sta la convergenza? È netta. E non è di ora. Sono cambiate le regole ed ora il meetup grillino può allearsi con chiunque: possibilità che era preclusa tre anni fa. Christian Lombardi ha rivelato che i contatti sono stati allacciati con Paola Villa dallo scorso febbraio quando è stato costituito un tavolo che individuasse una sintesi sui principali argomenti dell’agenda amministrativa. C’è convergenza totale su legalità, sicurezza, sanità, ambiente e rilancio del territorio. «I valori di affidabilità, trasparenza e coerenza sono una vera scriminante politica – ha concluso Lombardi  – rispetto agli altri candidati e schieramenti in campo”.

L’interruzione traumatica della scorsa consiliatura brucia ancora. «Bisogna lavorare puntando su una squadra affidabile – ha osservato subito il portavoce grillino Antonio RomanoQuello che è successo il 28 dicembre scorso in Consiglio comunale è stata la conseguenza finale di una squadra inaffidabile e poco preparata».

Le assenze pesanti

Pasquale Di Gabriele

Volti nuovi ma anche assenze pesanti tra i vecchi compagni di viaggio. Nel quartier generale di Paola Villa non c’è stata traccia di quella che fino a dicembre è stata la principale forza civica dell’ex sindaco: Formia città in comune. Neppure l’ombra di colui che è stato il fondatore del progetto civico della professoressa, Kristian Franzini. E tantomeno s’è vista l’anima più diplomatica del Villa 1: l’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele.

Paola Villa non si nasconde dietro una foglia. Non ci sono perché «avranno avuto le loro buone ragioni. Non costringiamo nessuno a rimanere perché siamo convinti che ci siano in città altre figure libere che non si riconoscono negli altri schieramenti in campo».

L’ex assessore Christian Franzini ha deciso di far parte del campo largo e progressista che è quasi costato la testa al Segretario del Pd Luca Magliozzi. Per realizzarlo ha rotto con l’ex sindaco Sandro Bartolomeo e con i vertici regionali e provinciali Dem. Molto probabilmente Magliozzi sarà il candidato sindaco. Non si sa ancora se ci sarà Pasquale Di Di Gabriele: per lui sarebbe pronto un posto nella lista civica che sosterrà l’infettivologo Amato La Mura: appoggiato dai Dem di Sandro Bartolomeo, dagli ex Udc passati nella Lega, dagli Udc rimasti nello scudo crociato, dalla civica Ripartiamo con voi del dottor Maurizio Costa,fondamentale per la prima elezione di paola Villa a sindaco, protagonista della crisi innescata a settembre 2020, determinante per il fallimento di dicembre. 

La requisitoria

Paola Villa

Nessuno è stato risparmiato dalla requisitoria di Paola Villa. Nemmeno se stessa: ha riconosciuto di avere commesso degli errori.

Due i punti chiave. Il primo è stato l’attacco a chi ha contribuito a silurare la sua prima consiliatura, facendola affondare con due anni d’anticipo. Il secondo punto chiave è stato l’autocritica con cui Paola Villa si è assunta la responsabilità politica di diversi errori commessi in 30 mesi governo cittadino

Confortata da qualche applauso dei suoi irriducibili ex consiglieri ed assessori (“Manu” Sansivero, Daniele Nardella, Orlando Giovannone, Biagio Attardi e l’ex capo di gabinetto Mario Taglialatela) è passata all’attacco. Sostenendo come la sua capitolazione fosse stata decisa «molto tempo prima del 28 dicembre 2020 presso la clinica della famiglia Costa perché avevo capito che la sanità privata non doveva essere assecondata da quella pubblica». 

Ce n’è per tutti. Anche per il compianto senatore Michele Forte, accusato da una vivace professoressa Villa di aver firmato «quando era sindaco, la cittadinanza ad Ernesto Bardellino quando il dirigente del Commissariato di Polizia raccomandava il contrario».  È stato un crescendo populista culminato in un «Se pensavate di esservi liberati di me, avete fatto male i conti».

Ha rivendicato di aver difeso la stabilità della sua Giunta quando «si è trattato di votare una delibera che riguardava Acqualatina». Il 28 dicembre ha cambiato idea: «Ho capito che la dignità personale è molto più importante di una poltrona. Qualcuno dell’ex opposizione mi aveva chiesto l’inverosimile, lì ho deciso che la politica si può fare anche fuori dall’istituzione”.

L’autocritica

Antonio Romano

Paola Villa, tuttavia, i suoi errori li ha ammessi. Abbassando improvvisamente la voce ha detto: «Non sono stata in grado di far ruotare i dirigenti. È il più grave errore commesso di cui chiedo  scusa. A tal riguardo aveva ragione quando scriveva nel 2008 l’allora responsabile degli uffici ispettivi del Mef, Vito Tatò: “Purtroppo esiste ancora una commistione tra i vertici dell’apparato burocratico dell’ente ed articolazioni della politca”. Non sono riuscita a contrastarla».

Ci sono anche le critiche respinte al mittente. L’ex sindaco ha alzato di nuovo il tono della voce quando ha dovuto difendersi dalle «becere strumentalizzazioni» avanzate dai candidati a sindaco Gianluca Taddeo (citato solo una volta) e Amato La Mura circa le gravi responsabilità e ritardi commessi dalla sua amministrazione. Si riferiscono all’utilizzo di un maxi finanziamento di 10 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione di una scuola media e per la realizzazione di una palestra a servizio di un plesso scolastico attiguo.

Non potendo chiamare in causa le precedenti amministrazione comunali, l’ex sindaco ha dato la colpa ad alcuni dirigenti e funzionari. «Io facevo il sindaco e non il burocrate. Qualcuno di loro poteva segnalarmi che la procedura fosse mancante del necessario parere della Soprintendenza per la demolizione e ricostruzione di un plesso scolastico. Un atto di sabotaggio nei miei riguardi? Forse ai danni della città che rischia di perdere uno dei più importanti e vincolati finanziamenti concessi negli ultimi anni».

Sarà un tema caldo della campagna elettorale perché Paola Villa all’epoca aveva pieni poteri in quanto investita dell’incarico di commissario straordinario per l’edilizia scolastica.

Non si copiano i compiti

La prof ammette di essere alquanto spigolosa. È uno degli elementi che ha condizionato i suoi tre anni di mandato. «Se dicessi di avere un carattere carino direi una bugia».

Ammette di essere poco incline alla comunicazione: «È vero, non sono riuscita a spiegare alla città come affrontare e risolvere i suoi problemi»).

Il finale è ‘figlio’ della sua ortodossia: «Se scoprissi uno studente a copiare un compito di matematica e non lo rimproverassi, sarei una pessima professoressa».  Alla prossima.

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