Come sopravvivere al venditore di materassi

Laura Collinoli

Giornalista Il Regionale

Come sopravvivere ai venditori di materassi e convincersi che lo stronzio sia al caso tuo.

E’ incredibile come i momenti di pausa lavorativa (certi eufemismi fanno bene all’umore) possano riservare inaspettate sorprese nell’utilizzo del tempo a disposizione.

La dimostrazione dell’efficacia ed efficienza di un materasso in lattice rigorosamente naturale è qualcosa che ognuno di noi dovrebbe provare nella vita. Io l’ho provato.

Oltre allo studio sociologico e antropologico che l’accompagnano, e non è poco, la chicca finale è chiaramente rappresentata da una prova reale, concreta ed efficace della comodità dello stesso.

Scenario: una palestra di Frosinone nella parte bassa della città. Basta una sdraiatina davanti a cinquanta persone che osservano la posizione della tua colonna vertebrale e il benessere già dovrebbe sentirsi dalla punta del piede fino all’ultimo capello.

Soprattutto grazie alle duecento e passa non so bene cosa che compongono lo stesso materasso manco fosse un mosaico ravennate.

Una cosa è certa. I venditori di materassi sono dei terroristi! Minano le tue certezze, attaccano in maniera subdola le tue abitudini e se per caso hai dei figli mettono in discussione in un secondo non solo l’attitudine ad essere genitori, ma anche l’affetto per le creature! Perché noi non stiamo dando loro un posto sicuro, protetto e salutare dove trascorrere un terzo della loro vita!!!

Arriva così, dritto allo stomaco. E te lo dicono di continuo. Ché uno lo sa pure, per carità. Se dormi otto ore al giorno ovvio che sia un terzo della vita. Ma il terrorista psicologico te lo ripete di continuo mettendoci accanto la parola ‘figlio’! E tu vai in tilt.

Perché in realtà tu pensi di avere a casa un materasso buono. Anzi, ne sei convinto. Tutto sommato la mattina ti svegli riposato, soddisfatto, pronto a cominciare la giornata. Ma non è così! Non lo è affatto!

Intanto nel materasso che abbiamo a casa non ci sono quelle duecento e passa cose che lo compongono e che quindi non attutiscono in maniera differenziata la pressione della testa, del piede, del gomito, del ginocchio e persino della mano.

E poi tutti, ma proprio tutti, i materassi che uno può avere a casa non hanno un modo efficace, determinato e risolutivo per combattere il ‘signor acaro’! Eccolo lì. Il mostro. È un attimo e sullo schermo appare un enorme, gigante, disgustosissimo acaro che tu immagini subito attaccato al tuo collo, tra i capelli, in bocca e in tantissimi altri posti che sorvoliamo per decenza. Il terrorista te lo mostra con un ghigno ammiccante ed alza le spalle in segno di rassegnazione.

Tu sei lì e non vuoi crederci, ma incredibilmente ti fidi del terrorista. E ti fidi perché prima della dimostrazione lui non solo si è presentato. Non solo ha detto il suo nome e da dove viene, ma ti ha fatto vedere le foto del suo matrimonio! (Tutto vero, giuro) Quello scatto ti entra in testa e il terrorista ti diventa familiare. E quindi gli credi!

Gli credi anche quando sbaglia la citazione in greco, perché tu vedi solo quel mostruoso acaro che attacca la tua giugulare. Sicché non capisci più niente.

Ti senti persino sollevato quando ti dice che nella federa del cuscino lui ci mette una banda magnetica allo stronzio. E anche se non sai cosa sia, sembrandoti semplicemente una paronomasia (che poi è un impiccio di parole che davvero viene dal greco), tu ti convinci che lo stronzio sia quello che ci vuole per te.

Così alla fine, quando ti spara il prezzo di 3.660 euro, che solo per te (alla fine sei stato idealmente al suo matrimonio) diventano 2.790, tu pensi che l’espressione “buonanotte e sogni… d’oro” abbia finalmente trovato la sua ragione di esistere.

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