Mosticone pronto a incendiare Forza Italia

Verso la rottura all'interno di Forza Italia. Il capogruppo di Sora Alessandro Mosticone manda l'ultimatum al Partito. Vuole la garanzia di un posto in consiglio provinciale per la città. E urla a Ciacciarelli: "Non mi mettete in condizione di dover scegliere tra Partito e Territorio"

Ernesto Baronio
Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

Giurano che non fosse andato a Sora per incontrare il sindaco. Ma Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia, un saluto a Roberto De Donatis è passato a farlo. Un po’ per cortesia istituzionale ed un po’ per politica. Perché il sindaco socialista ha imparato presto l’arte di tenere aperti i giochi su più tavoli: ha firmato per la candidatura del presidente di centrosinistra della provincia Antonio Pompeo, ma ha detto di essere pronto a sostenere in blocco un candidato di Forza Italia nel secondo turno di voto, quello di gennaio quando si eleggeranno i consiglieri.

La scintilla si è accesa mentre Pasquale Ciacciarelli era ancora nella stanza del sindaco. Gli strilli si sono sentiti provenire dal corridoio e poi dalle scale. La voce che l’altro giorni inveiva era quella del capogruppo azzurro Alessandro Mosticone: il consigliere sul quale De Donatis è pronto a fare la convergenza. Ma a patto che Forza Italia ne blindi la candidatura.

Cosa si intende a Sora per “blindatura“? Pasquale Ciacciarelli è andato a capire proprio questo. Roberto De Donatis gli ha messo sul tavolo quelle che sono le voci sempre più insistenti. E cioè che in caso di sconfitta al primo turno di mercoledì prossimo, quello nel quale si sceglierà il presidente della Provincia tra Pompeo ed il candidato unitario del centrodestra Tommaso Ciccone, nel turno di gennaio verranno blindati in due. Ed i nomi sono quelli di Ciccone, del sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi. (leggi qui Il patto segreto in Forza Italia: «blindati Ciccone e Ferdinandi»).

La risposta di Pasquale Ciacciarelli è stata altrettanto chiara: ha elencato i numeri e sostenuto che la partita di mercoledì è apertissima, perché – dice – c’è una forbice molto stretta tra i due candidati. Al punto che saranno decisive eventuali crisi influenzali, smottamenti e temporali che dovessero impedire a qualcuno dei grandi elettori di raggiungere i seggi di Piazza Gramsci a Frosinone.

E quindi, i posti in maggioranza sarebbero una decina.

E poi… le blindature non esistono. Nel conteggio fatto da Ciacciarelli, la situazione frastagliata a Cassino ed a Frosinone, unita al fatto che il centrodestra si presenterà a gennaio diviso in più liste per ‘pesarsi’, rappresenta un’opportunità in più per Sora.

La blindatura, Mosticone se la deve costruire da solo” avrebbe detto Pasquale Ciacciarelli. Dal momento che il consenso lo ha, gli sarà sufficiente raccogliere una dozzina di voti ponderati a Sora ed un altro po’ nei Comuni intorno e verrà eletto con certezza“.

Sta di fatto che proprio a questo punto si è sentita la voce di Alessandro Mosticone arrivare dai corridoi. Strepitando contro Pasquale Ciacciarelli e Forza Italia. E urlando “A Frosinone vi siete fatti fregare il parlamentare, a Cassino vi siete pigliati il consigliere regionale: e a Sora mai niente? Mò vi faccio vedere io!

Poi, con la voci che si fa più lontana: “Non mettetemi in condizione di dover scegliere tra Partito e territorio”

Quando è stata aperta la porta, Mosticone già non c’era più. Chi lo ha accompagnato fuori per evitare lo scontro politico con l’ex coordinatore provinciale, dice che questa volta Mosticone è pronto a dare fuoco alla santa Barbara. Se non gli garantiranno subito la blindatura. O per lui o comunque per un candidato sorano. Prima di mercoledì.