Parte l’assedio a De Donatis: cena segreta per salvarlo

Via alle manovre con cui far cadere l'amministrazione comunale di Sora. Ad Ernesto Tersigni manca un nome per chiudere il cerchio e determinare la crisi. Ed è il nome di un consigliere d'opposizione. La manovra difensiva di Quadrini: ieri sera a cena con il sindaco. Coletta lascia il Gruppo. E fa tremare la maggioranza

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La manovra d’autunno è partita. Le truppe hanno iniziato a prendere posizione attorno al sindaco di Sora Roberto De Donatis. E si preparano a tentare di farlo cadere entro Natale: con una mozione di sfiducia o con le dimissioni in massa. Nessuno lo vuole confermare: ad ammassare le truppe è l’ex sindaco Ernesto Tersigni che ha già raccolto quasi tutte le adesioni necessarie per mandare a casa l’amministrazione. Manca quella di un consigliere. È di opposizione. Dice che è pronto/a a firmare ma ogni volta ha disertato l’appuntamento: con quell’assenza è lui/lei a tenere ancora a galla la maggioranza.

Il sindaco Roberto De Donatis

A difesa dell’amministrazione De Donatis potrebbe schierarsi invece Forza Italia. Il sindaco ed il vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini si stanno vedendo sempre più spesso: tre volte negli ultimi otto giorni, l’ultima è stata lunedì sera a cena. Ad Arpino da Peppe diventato ormai uno dei quartieri generali di Quadrini, lo stesso locale dove ha portato l’altro giorno tutti i coordinatori provinciali di Forza Italia del Lazio ed ha raggiunto una sintesi sulla linea da tenere al prossimo Congresso Anci. (leggi qui Quadrini, l’improbabile coordinatore che sta ricostruendo Forza Italia).

Cosa si sono detti Roberto De Donatis e Gianluca Quadrini? Nelle prossime ore sarà possibile capirlo. L’indizio certo è che al momento di andare via il sindaco ed il vice coordinatore si sono salutati in maniera calorosa, con tanto di abbraccio fraterno. Nessuno dei due avevano il volto scuro.

La svolta di Natalino

Maria Paola D’Orazio e Natalino Coletta

Movimenti di truppe per l’assedio, movimenti di truppe per la fuga. Rientra fra queste manovre la decisione formalizzata nelle ore scorse da Natalino Coletta: ha lasciato il gruppo Patto democratico ed ha costituito il nuovo gruppo autonomo Rinnovamento democratico.

Al di là del fatto se Coletta si senta democraticamente più pattista o più rinnovatore, la sostanza dei fatti è il segnale politico che ha mandato, nello stesso tempo, a Roberto De Donatis e ad Ernesto Tersigni. E cioè: è rimasto in maggioranza ma ne ha preso le distanze.

In questo modo ha creato un problema non da poco al sindaco. Perché ogni assessore della Giunta De Donatis deve essere espressione di un Gruppo politico presente in Aula. In questo modo Natalino Coletta ha lasciato senza consigliere di riferimento l’assessore Maria Gabriella Paolacci

Ed è il secondo caso: da mesi è nella stessa situazione l’assessore Sandro Gemmiti, rimasto ‘orfano’ in giunta da quando il dottor Augusto Vinciguerra ha salutato la maggioranza ed è passato all’opposizione. Eppure era stato lui a determinare la vittoria di De Donatis, appoggiandolo al ballottaggio; poi arrivato il momento delle elezioni Provinciali nessuno dell’amministrazione ha votato Vinciguerra per mandarlo a Frosinone in piazza Gramsci. E lui ha lasciato la coalizione. Non per il seggio saltato. Ma per la mancanza di una strategia politica che ha lasciato Sora senza consigliere provinciale.

I numeri in bilico

L’ex sindaco di Sora Ernesto Tersigni

Un ulteriore segnale di quanto sia in bilico l’amministrazione De Donatis. Manca un’adesione e si va tutti a casa prima di Natale. Ernesto Tersigni in queste ore sta valutando se tentare una sortita già nelle prossime settimane.

La mossa potrebbe essere quella di mettere tutto nero su bianco. Firmando una richiesta di consiglio comunale con cui sfiduciare il sindaco. E lasciando una casella in bianco: quella accanto al nome del consigliere/a di opposizione. Che a quel punto si ritroverebbe in maggioranza. E bruciato/a politicamente.

Resta da vedere se a spezzare l’assedio saranno sufficienti le manovre di Quadrini.