Covid-19, fine della tregua: le liti riprendono sui social

In attesa dell'avvio della Fase 2 a Sora torna lo scontro politico. Si cominciano ad affilare i coltelli. A distanza: su Facebook. In attesa di poter tornare al confronto diretto. Gli avversari tentano di recuperare il balzo in avanti compiuto dal sindaco durante la tregua istituzionale imposta dal coronavirus

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Profumo di Fase 2 a Sora: la tregua istituzionale innescata dalla pandemia di Coronavirus è agli sgoccioli e lascia il terreno al ritorno degli scontri. Ancora confinati alle bacheche social in attesa che si possa tornare al confronto diretto. Seppure in mascherina. Il campionario è ricco e vario. Dopotutto i protagonisti del dibattito sono rimasti confinati in casa oltre un mese: iniziano a non farcela più.

Si va dal sindaco Roberto De Donatis che per Pasquetta auspicava l’intervento dell’Esercito, mentre la sua consigliera di maggioranza Floriana De Donatis parlava di violazione delle libertà costituzionali. E lui la bacchettava a stretto giro nella consueta diretta Facebook, costringendola ad addrizzare il tiro.

Roberto De Donatis durante una delle sue dirette

Il delegato ai Lavori Pubblici Massimiliano Bruni (Fratelli d’Italia) attacca duramente Natalino Coletta (capogruppo consiliare di Patto Democratico e aspirante assessore ormai da quasi un anno) reo di aver commentato il post di un ex assessore contro Giorgia Meloni a proposito della polemica sul Mes il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità, ormai al centro della polemica politica nazionale da giorni. In assenza di elementi per lo scontro dialettico ci si attacca a tutto.

Se la ride Alessandro Mosticone, il consigliere comunale che ormai da qualche giorno si sta cimentando nella preparazione di abbondanti porzioni di Profiterol. Dall’opposizione batte un colpo Serena Petricca che chiede conto all’Amministrazione dei contributi regionali per i canoni di affitto e del rinvio dei pagamenti dei tributi locali.  

La tregua è finita

Luca Di Stefano, candidato sindaco in pectore per la Lega © AG. IchnusaPapers

Dopo ormai oltre un mese di emergenza, durante il quale a dominare politicamente è sempre stata la figura istituzionale del sindaco Roberto De Donatis, da qualche giorno sono tornati a farsi vivi anche gli altri. Forse consci del fatto che stavano perdendo terreno.

Perché se è vero che l’emergenza in corso è grave e la fase è delicata, è pur vero che si pensa già al dopo, alla lenta ripresa della nuova normalità. Senza perdere di vista il voto comunale della primavera 2021, che viene percepito essere sempre più vicino. L’approvazione del Bilancio slittata a fine giugno costringerà ad amministrare in dodicesimi (ogni mese si può utilizzare un dodicesimo del Bilancio utilizzato nell’anno precedente), rendendo sempre più complicata una programmazione di tipo politico. Insomma, il rischio è che ciò che è fatto è fatto. E gli unici frutti che si potranno raccogliere rischiano di essere quelli della gestione emergenza da Covid-19. Che appunto vede al centro il sindaco.

È forse questo il motivo che inconsciamente sta riportando altri a volersi riprendere la scena politica.

Il debutto di Natalino

Natalino Coletta legge i social

Il primo a fare rumore sui social, nei giorni scorsi, è stato proprio Natalino Coletta che ha deciso di inaugurare il suo profilo Facebook fresco di apertura. Il debutto lo ha affidato ad un attacco al suo collega di maggioranza Massimiliano Bruni. Il capogruppo di Patto Democratico ha commentato un post di “Domenico da Sora”, già assessore comunale proprio a Sora.

Vedere La Russa in Parlamento con la mascherina tricolore è di uno squallore immenso. Per raccattare due voti sono disposti a tutto”.

Caro Domenico questi sovranisti sono proprio senza vergogna” la replica di Coletta con cinque punti esclamativi. Che danno la dimensione di quanto gli pesi amministrare Sora in collaborazione con i sovranisti ormai da quattro anni. E infatti questo non è certo il primo scontro. Ce n’era stato almeno un altro, palese, in uno degli ultimi Consigli comunali dal vivo, quando lo stesso Coletta, mentre relazionava una bozza di deliberazione proposta dalla consigliera regionale Sara Battisti aveva redarguito proprio Bruni perché si era “distratto”.   

Propaganda di Partito

È stato proprio Massimiliano Bruni a ribattere all’eloquente commento di Coletta contro la sua parte politica.

Noi ci dovremmo vergognare? E allora cosa pensate della propaganda del vostro Partito?”  

Questa la replica, con tanto di manifesto allegato, a cui non segue alcuna risposta di Coletta. Forse ha compreso che la questione potrebbe diventare troppo difficile da gestire. E lo scontro va avanti fra Bruni e Domenico da Sora.

Scontro al vertice

Floriana De Donatis © AG IchnusaPapers

La vera bomba, tuttavia, è certamente quella esplosa nelle ore scorse, a distanza, fra il primo cittadino e la sua fedelissima consigliera di maggioranza Floriana De Donatis. Senza mai nominarsi a vicenda. Ma ciò non depotenzia lo scontro in atto, che resta evidente.

Nei giorni scorsi, durante una delle sue dirette Facebook, il sindaco aveva addirittura auspicato che il Governo inviasse l’Esercito contro chi non ottempera alle disposizioni di rimanere a casa. (leggi qui Covid-19, troppi trasgressori. De Donatis invoca l’Esercito: “E a chi tocca s’arroscia”). La presidente della commissione Bilancio sul proprio profilo Facebook, alle dieci del mattino scrive: “Adesso basta! È una malattia con cui si deve convivere come con altre, con le dovute precauzioni, le cure da trovare. Hanno violato la Costituzione, privandoci della libertà senza avere commesso reati. Non possono pretendere autocertificazione perché non ce lo può imporre un decreto che dopo i 60 giorni occorrenti per diventare legge non può passare perché in contrasto con la Costituzione!”

E ancora: “Vogliono intimidirci perché non hanno armi per obbligarci. A novembre, dicembre e gennaio abbiamo convissuto con la malattia senza batter ciglio! Adesso basta. Rivoglio il mio lavoro e le mie relazioni sociali!”.

Affermazioni a cui segue una foto che riporta alcuni dati Istat secondo cui in Italia i morti del primo trimestre 2020 sarebbero 200.000 in meno rispetto al 2019. Una notizia poi rivelatasi falsa, quella dei morti, ma che certo non era il cuore del suo ragionamento. Al punto tale che alle 13.10 torna alla carica con un altro post:

A novembre, dicembre e gennaio abbiamo convissuto con la malattia senza batter ciglio! Adesso basta! Rivoglio il mio lavoro e le mie relazioni sociali!” e condivide il link dell’articolo di AlessioPorcu.it (leggi qui «Il Covid-19 era in Ciociaria già a dicembre»: i medici di famiglia ne sono certi).

La replica nella live

Roberto De Donatis durante la Messa in onore di San Rocco patrono

Dura la reazione del sindaco. Non sono ammessi cedimenti dentro la catena di comando. Si deve dare l’esempio. Se cedono i nervi agli amministratori allora cosa dovrebbero fare i cittadini? La risposta arriva durante la sua diretta Facebook iniziata qualche minuto prima delle 14.

“C’è chi asserisce che i dati relativi ai decessi a livello nazionale di quest’anno siano inferiori a quelli degli anni passati e grida al complotto” ribatte stizzito il primo cittadino, nel tentativo di salvare oltre un mese di moral suasion per convincere i cittadini a uscire solo in caso di vera necessità.

Poi snocciola i dati Istat, cita i giornali e porta come esempio gli altri Paesi europei che si sono adeguato alle misure di contenimento del contagio. E spiega: “Tutti i grandi Paesi hanno seguito la linea italiana che ha pagato il prezzo più alto, almeno all’inizio dell’epidemia. Immaginiamo cosa sarebbe stato in questo Paese se non si fossero adottate queste misure così stringenti”.

Lo dice pure Astorre

Bruno Astorre – Foto © Imagoeconomica

Dopo la diretta, qualche minuto prima delle 19 di ieri,  arriva una lieve marcia indietro della consigliera De Donatis. O meglio, la conferma delle sue convinzioni con la postilla che il suo non voleva essere un attacco al sindaco e al lavoro portato avanti.

Sono pienamente convinta di quanto dichiarato nel mio post come cittadina che, comunque, non voglio si interpreti come una volontà sovversiva da parte mia rispetto a quanto portato avanti dal sindaco e dalle autorità preposte”.

La giornata che sembra finita, almeno su questo fronte, in realtà non lo è affatto. Poco prima delle 23 spunta un altro post della consigliera comunale di maggioranza.  Condivide il link di un altro articolo di Alessioporcu.it che riguarda l’intervento del senatore e segretario regionale del Pd Bruno Astorre (leggi qui “O si riapre sul serio o moriremo di fame”. L’allarme di Astorre). E scrive: “Mi fa piacere che anche qualche autorevole esponente del Pd cominci a parlare di riapertura che è poi ciò che ho inteso postare io stamattina. Non mi pare di avere detto un’idiozia!”.

Un altro chiaro messaggio. E’ il segnale che la polemica non è finita.

Infatti ieri il sindaco è tornato sull’argomento parlando ancora di numeri e di regole da rispettare per il contenimento del contagio. E nei giorni scorsi non le aveva mandate a dire nemmeno a Umberto Geremia, marito della consigliera Floriana De Donatis che, in occasione di una delle sue dirette Facebook contro l’Amministrazione aveva approntato una vignetta satirica. In un eloquente fotomontaggio ritraeva Roberto De Donatis vestito da sceriffo davanti al Municipio.

L’affitto di Serena

L’assessore Veronica Di Ruscio

A completare la giornata politica è stata la consigliera di minoranza Serena Petricca. In una nota ha ricordato all’Amministrazione l’esistenza dei contributi per i canoni di affitto messi a disposizione dalla Regione Lazio. Costringendo l’assessore ai Servizi sociali Veronica Di Ruscio a fare un post. Petricca ha anche chiesto nuovamente conto al sindaco lo stato dell’arte circa il rinvio dei pagamenti dei tributi comunali annunciati. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva spiegato che ci stavano lavorando gli uffici ma ancora nessuna notizia è giunta in tal senso.

Ad addolcire il tutto le maxi porzioni di tiramisù che il consigliere comunale Alessandro Mosticone da qualche giorno si sta cimentando a fare per poi postarne le foto su Facebook e regalarle ai concittadini. Sicuramente lui ha trovato un modo più “tranquillo” per vivere la quarantena. Magari a discapito della linea.

Si scaldano i motori, girati al minimo in queste settimane. La pressione nelle caldaie continuerà a salire fino al termine delle misure di contenimento che scadono il 4 maggio. Nell’attesa, la politica sorana sembra essere uscita dalla quarantena del silenzio pronta per la Fase Due.

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