Il patto riciccia ma Mosticone non firma. De Donatis non ha più i numeri

La maggioranza impone al sindaco un documento alternativo al suo 'Patto di fine mandato'. Lo rimpiazza con un 'Cronoprogramma'. Ma nemmeno questo ottiene le firme. Mosticone non lo sottoscrive. E De Donatis non ha i numeri per governare.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Lo hanno proposto i consiglieri e gli assessori della maggioranza del Comune di Sora, lo hanno chiamato crono-programma, è un documento operativo che scandisce interventi e tempi da rispettare. Non è più il documento politico che aveva annunciato e preteso il sindaco Roberto De Donatis dopo la nascita del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Salvo poi vedersi costretto a ritirarlo. Ma il capogruppo consiliare di Reset quella nuova tabella di marcia non l’ha sottoscritta. E non la sottoscriverà. (leggi qui De profundis per De Donatis: la piattaforma civica non c’è più e poi leggi qui Maggioranza in bilico: De Donatis ritira il patto di fine mandato

Mancano ancora altre firme” fa sapere qualcuno dal Palazzo municipale. Ma, sta di fatto che, se le cose restano come stanno, concretamente il primo cittadino non ha più i numeri necessari per governare.

Il crono programma

Il sindaco Roberto De Donatis con la sua maggioranza © AG IchnusaPapers

Un cambio di strategia quello che si è registrato giovedì 16 gennaio, nell’Amministrazione De Donatis. Appena qualche giorno fa il sindaco aveva deciso di ritirare il documento politico-programmatico annunciato durante una conferenza stampa notturna al termine del Consiglio comunale che aveva visto la nascita del gruppo consiliare di FdI. leggi ui De profundis per De Donatis: la piattaforma civica non c’è più).

Dopo aver inviato un messaggio WhatsApp alla maggioranza e un messaggio separato per quelli che in quel gruppo non ci sono o che non usano WhatsApp, era emerso che probabilmente non ci sarebbero stati i numeri: Fratelli d’Italia aveva posto l’ormai famigerato veto del riassetto dell’Ufficio comunale Lavori pubblici, senza il quale, secondo loro, non è possibile attuare quel programma. (Leggi qui Ultimatum su WhatsApp: “Prima firmate il patto e poi facciamo i conti” e poi leggi qui Il sindaco: “No firme, no rimpasto”. I gruppi: “No rimpasto, niente firme”).

Un’altra incognita era rappresentata dal consigliere di maggioranza Alessandro Mosticone, che già aveva disertato il Consiglio comunale del 23 dicembre 2019 (oltre a lui era assente la consigliera Floriana De Donatis) facendo così mancare la maggioranza qualificata necessaria a dare immediata esecutività alle delibere inerenti il passaggio alla gestione in house della farmacia. Proprio lui. Mosticone. Che ieri quel documento non lo ha firmato. Ed ai più vicini ha detto che non lo firmerà.

Cosa c’è dentro

Floriana De Donatis con il sindaco

Si tratta di un elenco operativo di cose da fare” spiegano fonti ben informate dalla residenza municipale di Sora. “La politica non c’entra. Questo documento è stato proposto dalla maggioranza non dal sindaco”.

E ancora: “E’ un documento operativo, che scandisce interventi e tempi. E’ stato voluto per essere sicuri del risultato e per spronare gli uffici”.

La proposta è infatti arrivata da alcuni consiglieri comunali e  assessori e il cambio di strategia probabilmente è stato adottato per aggirare l’ostacolo. Ma l’aritmetica non è un’opinione e anche se non si parla più di accordo di fine mandato ma si parla di crono-programma la sostanza è la stessa.

I numeri non ci sono

Alessandro Mosticone

Se le cose non cambiano ufficialmente, di fatto, il sindaco De Donatis non ha più i numeri. E il perché è presto detto.

La consigliera Floriana De Donatis questo crono-programma lo ha firmato. Del resto aveva detto chiaramente che lei non era d’accordo con la gestione in house della Farmacia comunale ma che per il resto si poteva andare avanti.

Non sarebbe così per Alessandro Mosticone.

E a proposito di aritmetica vale la pena ricordare che già da un pezzo l’Amministrazione comunale di Sora si tiene in piedi per un solo voto in più in Consiglio comunale: nove per la maggioranza e otto per l’opposizione. Ora, se è vero che Mosticone non ha firmato il crono programma, seppur formalmente non accade nulla, politicamente il dato è rilevante.

Manco a dire che il sindaco potrà reggersi sulla stampella di Maria Paola D’Orazio: durante il Consiglio comunale del 23 dicembre, infatti, la consigliera del Partito democratico che siede nei banchi dell’opposizione, pur essendosi spesa presso l’Anci per la vicenda della Farmacia comunale “per senso di responsabilità e per il bene della città”, al momento del voto aveva puntato il dito contro la maggioranza di De Donatis definendola sostanzialmente irresponsabile e aveva espresso un voto di astensione. Votando poi contro il punto che riguardava il Bilancio. E comunque il suo era un appoggio esterno, valutato e deciso caso per caso. Di fatto i numeri non ci sono più.

Il clima

Il Consiglio Comunale di Sora © AG IchnusaPapers

A ciò si aggiunga il clima teso e l’aria pesante che tira nel palazzo. L’altro pomeriggio durante la riunione di maggioranza, propedeutica alla conferenza dei capigruppo riunita ieri in vista del prossimo Consiglio comunale, Floriana De Donatis, in qualità di presidente della Commissione Bilancio, sondando il terreno per decidere quando convocarla in vista dell’Assise, interpellata Simona Castagna non avrebbe ricevuto alcuna risposta. Insomma, gli strascichi sulla vicenda della gestione diretta della Farmacia, a proposito della quale Floriana  De Donatis aveva puntato il dito proprio contro Fratelli d’Italia (di cui Castagna è capogruppo) si fanno ancora sentire.

Forse proprio per questo gli argomenti farmacia e patto di fine consiliatura in quella riunione di maggioranza non sono stati minimamente sfiorati.

Era una riunione finalizzata al prossimo Consiglio” aveva spiegato qualcuno. O forse è meglio non disturbare il cane che dorme. E a proposito delle firme sotto il crono programma oltre a ribadire che non è un documento politico dal Palazzo si spiega pure che è una cosa da nulla, che ancora è in via di definizione e che ancora, ad oggi, mancano anche le firme di altri assessori e consiglieri. Oltre a quella di Mosticone che probabilmente non arriverà mai. E che fa la differenza numerica.