Troppi assenti alla polenta del sindaco De Donatis

Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

di Ernesto BARONIO
Conte del Lungoliri

 

 

Sua Eccellenza il sindaco di Sora Roberto De Donatis ha gradito molto. Altri della sua maggioranza hanno gradito molto meno. Anzi, non hanno gradito proprio. Perché alla tavola imbandita nel Castello di Alvito non si sono accomodati. Qualcuno assicura che non siano stati invitati, mentre altri sostengono invece non si siano presentati. Qualcuno avrebbe declinato per impegni reali, altri per non dimostrare troppa vicinanza dopo avere raccontato che sono in rottura.

Quale sia la verità tra le due, in ogni caso gli assenti si sono persi un menù ruspante. Antipasto della casa, polenta con spuntature di maiale, polenta con funghi porcini, seguita da polenta con broccoletti e salsiccia. Mancava la polenta con sugo agli uccelletti, di cui il sindaco è ghiotto. Il tutto, accompagnato da un buon cabernet di Atina doc.

Fin qui, nulla di cui occuparsi. La questione diventa degna di nota nel momento in cui si scorre la lista dei presenti e degli assenti. E si scopre come, alcune persone, abbiano giudicato il tableau.

Con sua eccellenza De Donatis sedevano il presidente del Consiglio comunale Antonio Lecce, il Consigliere delegato al Decoro Urbano Lino Caschera, l’assessora alle Politiche Sociali Veronica Di Ruscio, il vice sindaco Fausto Baratta, il consigliere delgato alla Polizia Municipale Francesco De Gasperis meglio noto come Franco Pennellessa, il consigliere delegato al supporto ai Lavori Pubblici Massimiliano Bruni, la consigliera delegata alle politiche giovanili Simona Castagna.

Assenti gli assessori Stefano Lucarelli, Sandro Gemmiti e Maria Gabriella Paolacci. Egualmente non presenti i consiglieri Natalino Coletta, Floriana De Donatis, Antonio Farina, Alessandro Mosticone, Serena Petricca e Augusto Vinciguerra.

In pratica, non erano a tavola né il gruppo di Forza Italia, né l’area del dottor Vinciguerra.

Sul Lungoliri circola voce che Roberto De Donatis non li abbia invitati. E che durante la cena abbia sottoscritto con i presenti il “patto della polenta“: una graduale pulizia etnica della maggioranza, depurandola da possibili elementi di disturbo.

Ma allo stesso modo circola anche voce che il sindaco abbia invitato tutti. Proprio per scoprire se ci fosse qualche doppiogiochista al suo interno. La convocazione della maggioranza, con finalità gastronomica, sarebbe avvenuta attraverso il gruppo Whatsapp usato abitualmente.

E infatti, alcuni hanno avvisato che purtroppo non avrebbero potuto partecipare. Altri non si sono fatti sentire. Alcuni di loro giurano di non essere stati invitati. E che il sindaco si stia preparando a silurarli.

Tra un borccoletto, una salsiccia e tanta polenta, Roberto De Donatis si prepara a fare tana. Perché ora che il Conte ha scritto, la libagione è di pubblico dominio: se c’è qualcuno che non è stato invitato potrà chiederne conto. E se non lo chiederà, allora sarà chiaro che non s’è presentato di sua sponte. Per far credere a Cassino, ad Arpino e lì dove Vuolsi così colà dove si puote che loro sono in attrito con il signor sindaco.

Al quale, per ora, l’unico attrito pare sia stata quella benedetta polenta all’uccelletto che suo malgrado non ha potuto gustare.

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