Sora, la verifica va in rete: ecco vincitori e vinti

Chi ha vinto e chi ha perso nella 'verifica di maggioranza' andata in rete lunedì sera a Sora? Una serie di paletti fissati sul percorso per le elezioni. Ed una scadenza a breve che decreterà

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La verifica di maggioranza andata in rete lunedì sera ha fissato una serie di punti fondamentali lungo la strada che porta alle prossime elezioni comunali a Sora. (Leggi qui Vertice da psico dramma «La maggioranza non esiste più»).

Il primo. Il sindaco Roberto De Donatis ha detto apertamente che «la maggioranza non esiste più». Con chiarezza va detto che non è un fallimento. Quella maggioranza ha governato la città per cinque anni e l’ha fatto senza avere un colore politico: Sora e Latina sono le uniche realtà di quella stagione di civismo ad esserci riuscite; hanno fallito amministrazioni altrettanto importanti: Formia ha un commissario, Ceccano ha rivotato, Anagni è passata da un sindaco civico ad uno politico.

Con altrettanta chiarezza però va detto che la frase del sindaco dice pure un’altra cosa. Che una stagione politica e amministrativa si è conclusa. Ha esaurito la funzione che gli elettori gli avevano assegnato. Se lo abbia fatto bene o male ,spetterà agli elettori dirlo. Ma quella stagione è finita.

Piattaforma bis

Roberto De Donatis

Il secondo. C’è spazio per un’altra Piattaforma Civica, simile ma diversa da quella che ha consentito a Roberto De Donatis di vincere cinque anni fa. Se anche questa sarà vincente o andrà a fondo tocca sempre agli elettori dirlo.

Ma non si può negare che lo stato di confusione politica e di divisione che regna in questo momento tra i Partiti sia identico a quello che nel 2016 consentì a Roberto De Donatis di varare una coalizione trasversale, eterogenea, politicamente inconcepibile, ma legata ad un progetto amministrativo: capace di durare cinque anni e che ora si è esaurito.

Terzo punto. Non c’è spazio per una coalizione di centrodestra. Non ora, non in queste condizioni, non su questi presupposti. A prescindere da quello che dice Roberto De Donatis: ha tentato di proporsi come federatore del centrodestra. Lui ora dice di non avere usato quella parola. Cambia nulla se l’abbia detta o non. Perché di fatto si è proposto come candidato sindaco a capo di uno schieramento al quale ha chiesto a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di partecipare nell’ambito di una nuova piattaforma. Con dei civici ma non più civica.

Il fatto che lo dica solo adesso, quando Forza Italia e Fratelli d’Italia gli hanno detto no, rende la precisazione fatta on line lunedì come una retromarcia. L’avesse fatto un minuto dopo avere letto quelle parole sarebbe stato più credibile. Per fare un paragone basta vedere la tempestività con cui Sandro Donarelli ha detto di non essere disposto a candidarsi come sindaco. La credibilità è fatta anche di tempestività. Aspettare ha il difetto di far ritenere la retromarcia una toppa a colori.

I due tavoli della Lega

Lino Caschera

Quarto punto. La Lega gioca su due tavoli. Durante la riunione / verifica di maggioranza il consigliere leghista Lino Caschera, che a nome della Lega già a dicembre ha risposto Si all’appello per un De Donatis bis, ha dovuto ammettere che il Gruppo consiliare della Lega non lo ha costituito.

In pratica: in Consiglio non è della Lega ma fuori dall’Aula può appoggiare la candidatura bis a nome della Lega. Diventa più chiara la velocità con cui l’ex capogruppo leghista Luca Di Stefano ha preso le distanze dal nuovo corso.

La vittoria di carta sulla verifica

Se il vincitore amministrativo di questa verifica è Roberto De Donatis per essere arrivato alla fine del mandato, c’è anche un vincitore politico ed è Fratelli d’Italia con il Consigliere Massimiliano Bruni. Ma per entrambi rischia di essere una vittoria di carta velina.

Massimiliano Bruni

Di Roberto De Donatis si è detto, di Massimiliano Bruni va detto che ha ottenuto nei fatti la verifica politica che pretendeva, portato il sindaco a dire che la maggioranza non c’è più, messo a nudo la partita di Lino Caschera e della Lega, portato addiritttura allo scoperto il Dem Natalino Coletta che di fatto è al governo sostenuto da voti leghisti. Ma cosa se ne fanno Bruni e FdI di una vittoria così?

Hanno vinto, portano a casa il pesciolino rosso, ma poi? Ora è tempo di aggregare e la vera vittoria è quella di costruire un’alleanza capace di governare altri cinque anni. Tanto vale per De Donatis, tanto per Bruni.

Il punto finale di quella riunione è uno: bisogna vedere come voterà la maggioranza. Approvare il Bilancio significa sostenere il sindaco. Poi andare sui palchi a dire che si sta contro sarà complesso. Lì si vedrà chi è il vincitore e chi è il vinto.