Francesca si candida a Pontecorvo? A Sora si preoccupano

La discussione politica si sposta lungo l'asse Pontecorvo - Sora. L'ipotesi che l'onorevole Gerardi possa candidarsi a sindaco di Pontecorvo destabilizza gli equilibri a Sora. Di Stefano chiede chiarezza e Porretta va via dal gruppo del Direttivo.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

L’accordo Lega – Fratelli d’Italia per riunificare il centrodestra a Sora durante le prossime elezioni comunali, potrebbe passare per Pontecorvo. Dove la notizia di una possibile candidatura dell’onorevole Francesca Gerardi coordinatrice provinciale del Carroccio, cambia l’orizzonte politico sulle sponde del Liri. Il timore dei leghisti strani è che pur di ottenere il via libera ad una candidatura a Sora, Fratelli d’Italia potrebbe decidere di appoggiare in maniera ufficiale la parlamentare qualora si candidasse a sindaco di Pontecorvo.

Il sindaco uscente Anselmo Rotondo con il vice coordinatore provinciale di Forza Italia

Uno scenario che al momento non ha riscontri. Perché Francesca Gerardi è disposta a candidarsi solo se non sarà possibile farlo all’ex sindaco Riccardo Roscia per via del suo contenzioso con il Comune. E Fratelli d’Italia sa che andrebbe incontro ad una antipatica lacerazione: il vicesindaco di Pontecorvo Nadia Belli (FdI) resterebbe al fianco del sindaco uscente Anselmo Rotondo. A prescindere dalle indicazioni di Partito. (Leggi qui Perché non candidiamo Francesca?).

Riscontri solidi o evanescenti, a Sora il candidato in pectore della Lega Luca Di Stefano ora pretende chiarezza. E punta i piedi, dopo l’incontro al vertice di giovedì scorso. Che ha già determinato una conseguenza: Filippo Porretta ha abbandonato. Il gruppo WhatsApp per ora. (Leggi qui Il centrodestra è in riunione, salta la seduta del Consiglio Comunale).

Puzza di bruciato

A Sora iniziano a sentire puzza di bruciato intorno al rinnovato “Patto di Amicizia” tra Lega e Fratelli d’Italia, maturato a Roma nelle scorse settimane fra l’onorevole Francesca Gerardi ed il senatore Massimo Ruspandini, rispettivamente coordinatrice della Lega e leader politico di Fratelli d’Italia in provincia di Frosinone. (Leggi qui Patto Lega – FdI: “Vogliamo cambiare questo territorio”).

Ora temono che sia un patto per sostenere la candidatura della parlamentare di Pontecorvo se decidesse di schierarsi. E che Sora a quel punto diventi una pedina di scambio. L’unità del centrodestra a Sora significherebbe rinunciare a candidare Luca Di Stefano.

Rapporti difficili

Lo scontro tra Luca Di Stefano e Massimiliano Bruni dopo lo scorso Consiglio

Un accordo tra Lega e FdI viene fortemente caldeggiato dal gruppo di Fratelli d’Italia e dal suo leader Massimiliano Bruni. È convinto ormai da mesi della teoria secondo cui il centrodestra unito andrebbe direttamente al ballottaggio.

A spianare la strada verso questo obiettivo ci dovrebbe pensare soprattutto l’onorevole Gerardi, a cui toccherebbe l’arduo compito di convincere Luca Di Stefano. Ma, per chiarezza: A) in questa fase Francesca Gerardi non ha alcun motivo per chiedere un sacrificio a Luca Di Stefano. B) La candidatura a Pontecorvo per la deputata è un’ipotesi e nulla di più. C) Nulla vieta che l’onorevole Gerardi si candidi a sindaco senza l’appoggio formale di Fratelli d’Italia: quell’appoggio ufficiale non sposterebbe granché, chi di FdI ha deciso di stare con il sindaco Anselmo Rotondo ci resterà comunque.

Anche perché il prezzo da pagare a Sora sarebbe altissimo. perché Luca Di Stefano si candiderebbe comunque. Mai porterebbe i suoi voti a Massimiliano Bruni. I rapporti fra loro non sono dei più rosei. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la conferma è arrivata dal duro scontro che i due hanno avuto a cominciare dai lavori consiliari di giovedì scorso, verso le 17. Fino al vero e proprio match che si è consumato al termine di un Consiglio lampo, sciolto per mancanza del numero legale. (leggi qui Il centrodestra è in riunione, salta la seduta del Consiglio Comunale).

Porretta abbandona

Il vertice che giovedì ha determinato l’assenza di bruni in Aula e la chiusura anticipata della seduta, ha generato le prime conseguenze. Nel direttivo del partito di Salvini si rischia qualche divorzio. Il commercialista Filippo Poretta, dirigente responsabile dei rapporti con l’Amministrazione comunale, nelle ultime quarantotto ore ha abbandonato il gruppo WhatsApp del Direttivo. Luca Di Stefano lo avrebbe di nuovo inserito ma lui sarebbe pronto a uscire di nuovo.

I dirigenti della Lega a Sora

Il gruppo dirigente della Lega a Sora, oltre che del coordinatore Luca Di Stefano (la vera potenza elettorale) vede anche la presenza di Gianni Iacobelli che i bookmakers della politica attestano sulle 50 preferenze circa e, secondo indiscrezioni, non sarebbe neanche intenzionato a candidarsi. Segue, non in ordine di voti, Elisa Castellucci, elettoralmente già testata nel 2016 quando, candidata con Ernesto Tersigni, prese oltre 200 preferenze in abbinamento con l’allora vicesindaco uscente Andrea Petricca. Poi ancora Francesco Abbate, originario di Sora che vive a Terni. È considerato l’anello di congiunzione della lega fra Roma e Sora, una sorta di “supervisore”. Finora non si è mai misurato politicamente. Quindi Filippo Porretta, responsabile dei rapporti con l’Amministrazione. Anche lui mai testato. Potrebbe contare circa 150 voti. E, per finire, il responsabile giovani Andrea Di Marco.

Per ora restano tutti nella Lega ma la voglia di aprire alla maggioranza, soprattutto da parte di Porretta, a Sora ormai non è più un mistero per nessuno. Come altrettanto chiara è la posizione di Luca Di Stefano, saldamente inchiodato sul suo scranno di opposizione.

Da qui non mi muovo

Luca Di Stefano

Del resto non aveva ceduto nemmeno nel 2019 allorquando nella Lega volevano entrare il presidente del Consiglio Antonio Lecce e la vice Simona Castagna di recente approdati in Fratelli d’Italia. Allora a Di Stefano furono offerti la presidenza del Consiglio e la facoltà di scegliere un assessore. In cambio del passaggio in maggioranza per permettere la nascita del gruppo consiliare della Lega.

Operazione, quella della nascita del gruppo, che fu prospettata anche ad Alessandro Mosticone. Se solo lui avesse accettato oggi il gruppo della Lega sarebbe in maggioranza, Luca Di Stefano all’opposizione con la lista civica con cui si era candidato nel 2016 e la riunificazione del centrodestra sarebbe già compiuta al 90 per cento.   

Peccato che a bloccare tutto sia stata proprio la Lega: segando Mosticone sulle scale del Palazzo della Provincia, stracciandogli in faccia la candidatura a consigliere provinciale ormai già sottoscritta.

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