Il rimpasto può attendere: a Sora la politica gioca la ‘singola’

Azzeramento e rimpasto in giunta? Non se ne parla. La riunione di maggioranza ha deciso che resta tutto com'è. E se qualche Gruppo vuole sostituire l'assessore, può concordarlo con il sindaco. La posizione di Natalino Coletta.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Nessun rimpasto d’ufficio nella Giunta del Comune di Sora, il Gruppo che volesse sostituire il proprio assessore dovrà trattare direttamente con il sindaco Roberto De Donatis ma non verranno rimesse in ballo tutte le deleghe. Non c’è tempo per le alchimie politiche: per il sindaco, un risultato raggiunto fra sei mesi o magari un anno, al termine di lunghe ed estenuanti trattative, non servirebbe a nulla. 

Fra i Gruppi consiliari è passata la linea di non disponibilità a rimettere in palio le singole posizioni assunte. Leggasi: chi vuole Cristo se lo deve pregare, chi vuole pane se lo deve guadagnare. Per dirla con un antico adagio popolare.

È questo in sintesi l’esito della riunione di maggioranza che si è tenuta nel Palazzo comunale. 

La linea del sindaco

Roberto De Donatis © Giornalisti Indipendenti

Alla fine, a quanto pare, il sindaco Roberto De Donatis è riuscito a far passare la propria linea. Con l’unico obiettivo di finire il mandato e mettere a frutto il lavoro fatto, realizzando le opere finanziate. E non sembra essere l’unico a volerlo.

Anche se l’esperimento “Piattaforma civica” sembra ormai avere fatto il suo tempo (ci sta riprovando sull’altro fronte il consigliere di minoranza Valter Tersigni) il primo cittadino ha trovato comunque l’equilibrio fra le varie anime della sua squadra. La maggioranza delle quali non è disposta a rimettere in discussione il proprio assessore. E quindi tutto rimane come sta. In teoria. Mentre in pratica il condizionale è d’obbligo. Perché la maggioranza si regge per un solo voto in più rispetto alla minoranza. E per stare proprio sicuri in questi casi più che “la maggioranza della maggioranza” sarebbe auspicabile l’unanimità.

Tutti presenti, tranne due

C’erano tutti alla riunione, eccezion fatta per Massimiliano Bruni di Fratelli D’Italia, fuori per lavoro, e Natalino Coletta, assente giustificato per impegni personali. 

Massimiliano Bruni (FdI)

Del resto Coletta era stato chiaro: aveva dato la propria disponibilità a entrare in Giunta, qualora gli fosse stato richiesto, solo nell’ottica di un rimpasto generale per rafforzare il legame fra organo esecutivo e cittadini. In realtà era circolata la voce, mai confermata, che il leader di Patto democratico ambisse in realtà a ricoprire il ruolo di vicesindaco (ora in capo a Fausto Baratta). Ambizione che ora sfumerebbe visto che la maggioranza della compagine non è disposta a ricontrattare. E chissà come potrebbe reagire. 

Altrettanto chiaro era stato Massimiliano Bruni. Era stato proprio lui a fare da apripista ventilando l’ipotesi di un rimpasto alla vigilia del Consiglio comunale del 18 giugno scorso, qualora per la nomina dell’amministratore delegato di Ambiente Surl da parte del Consiglio comunale non fosse passato il nome proposto da Fratelli d’Italia, come da accordi preelettorali. Tant’è che, all’indomani dell’elezione dell’Ad lo stesso Bruni aveva detto che era necessario rivedere l’assetto della pianta organica per far funzionare meglio gli uffici e mettere a frutto i finanziamenti ottenuti, realizzando le opere, ma non era assolutamente necessario rivedere l’assetto della squadra di governo della città. 

La cena da Peppe

Alessandro Mosticone

Proprio partendo da questa fase il sindaco De Donatis ha iniziato a mettere in atto una serie di strategie volte a compattare i suoi fedelissimi verso una linea comune. Era infatti seguita una riunione di maggioranza durante cui anche Floriana De Donatis aveva rivendicato un assessorato per la propria lista, alla luce dei mille e 200 voti presi. (leggi qui A.A.A. Cercasi lista che adotti assessore politicamente orfano).

Una situazione che Roberto De Donatis aveva gestito per poi passare a una seconda fase, dove si era registrata la svolta definitiva: la cena da Peppe Olé Se Magna durante cui il primo cittadino aveva ricompattato la maggior parte della sua squadra di governo. (leggi qui Una cena a La Torre per decidere chi buttare giù dalla giunta)

Erano seguite esternazioni di Alessandro Mosticone e Lino Caschera secondo cui non c’era bisogno di alcun rimpasto: insomma, ogni gruppo si tiene le proprie deleghe e se qualcuno sente il bisogni di cambiare assessore ne parli con il sindaco. Una procedura da Manuale Cencelli.

Finalmente l’altro giorno la riunione di settembre tanto attesa, quella in cui si sarebbero dovuti sciogliere i nodi. E sono stati sciolti. Tranne l’incognita Coletta. 

Cambiare nulla perché tutto cambi

«Nessuna novità, tutto resta come è. Il discorso delle deleghe e dello stato di avanzamento del programma non ha avuto alcuna evoluzione perché molti gruppi non sono d’accordo nel rivedere l’attuale assetto amministrativo» spiega una fonte interna.

Natalino Coletta

Anche se ufficialmente nessuno dalla maggioranza si sbottona. Anzi ognuno gentilmente invita a telefonare a qualcun altro. «Se qualcuno ha un’esigenza particolare ne parla direttamente con il sindaco, ma lo si farà singolarmente, senza rimettere in discussione la composizione complessiva. Cosa diversa sarebbe la necessità personale o amministrativa di qualcuno». 

Lo stesso Natalino Coletta a luglio, interpellato da Alessioporcu.it si era espresso in questa direzioneo: aveva parlato di una sua disponibilità in caso di rivisitazione generale delle deleghe e della Giunta; insomma, nessuna sostituzione singola fra lui e l’attuale assessore al Bilancio Gabriella Paolacci. (leggi qui L’antipasto del rimpasto: ecco le mosse che potrebbero scattare a settembre).

A questo punto quale potrebbe essere la reazione di Coletta che auspicava una svolta nell’azione amministrativa per riconquistare il consenso dei cittadini?  Quando ha parlato di disponibilità intendeva proprio dire  disponibilità? Oppure, da buon politico di lungo corso voleva far leggere altro fra le righe?

Si gioca la singola

Quella della sostituzione “singola” è la stessa impostazione auspicata da Mosticone, Caschera e altri “pezzi influenti” della maggioranza e fatta propria anche dal sindaco Roberto De Donatis. Secondo il quale «Bisogna ottimizzare le risorse, i tempi cominciano a essere stretti, partorire un diverso risultato fra sei mesi o un anno non servirebbe a nulla. Altro conto sarebbe un gruppo che propone un tecnico esperto al posto di un proprio assessore, in tal caso si potrebbe valutare. Ma dovrebbe trattarsi di soluzione immediata». 

L’assessore Silvia Ucciero con il sindaco Roberto De Donatis

In sostanza la maggior parte dei gruppi non vuole il rimpasto. Con il quadro della situazione che è il seguente: il consigliere Franco de Gasperis ritiene indispensabile la presenza in Giunta dell’attuale vicesindaco Fausto Baratta;

Alessandro Mosticone ha sempre sostenuto che ogni gruppo sceglie il proprio assessore di concerto con il sindaco e decide di tenersi l’attuale assessore al Commercio e alle Attività produttive Silvia Ucciero;

Lino Caschera è passato da Forza Italia a Cambiamo ma non cambia, si tiene l’assessore ai Servizi sociali Veronica Di Ruscio;

Gabriella Paolacci è assessore al Bilancio in quota Patto democratico e vi rimarrà, salvo appunto ripensamenti di Coletta rispetto alla posizione assunta prima della pausa estiva;

unica variazione, si fa per dire, riguarda la posizione di Floriana De Donatis che ha ritenuto di dover “adottare” l’assessore alla Cultura Sandro Gemmiti, orfano del dottor Augusto Vinciguerra passato all’opposizione dopo la batosta presa alle elezioni provinciali. Una scelta, quella di Floriana De Donatis,che sarebbe condivisa da tutta la maggioranza, anche alla luce dei risultati ottenuti nel campo della cultura e dello spettacolo durante gli ultimi eventi estivi. Ma soprattutto voluta fortemente dal sindaco.

Augusto Vinciguerra

Archiviata dunque la questione “rimpasto” durante la riunione dell’altro giorno si è parlato anche di pianta organica e riassetto delle posizioni organizzative. La maggioranza ha valutato la situazione, arrivando all determinazione che i criteri di scelta sostanzialmente li detta la legge lasciando poco spazio alla discrezionalità. 

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