Le tre mosse che rivoluzionano il centrodestra

Sono tre i passaggi che indicano una possibile rivoluzione all'orizzonte del centrodestra a Sora. Il ritorno di Di Carlo indica anche una rivoluzione sulla rotta provinciale di Forza Italia. Che Quadrini non gradisce. Perché Gerardi ha incontrato Di Stefano: dopo il caffè Moro ora il caffè Mirò. Il faccia a faccia di Caschera con Di Stefano dal notaio

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Rivoluzione in Forza Italia, incontri trasversali per costruire la nuova Lega e prove tecniche di riunificazione del centrodestra a Sora. Sono tre gli eventi che hanno caratterizzato la politica sorana nelle ultime ventiquattrore. E tutti sono capaci di condizionare le prossime elezioni comunali.

In Forza Italia l’ex vicesindaco Vittorio Di Carlo torna in pista con i gradi da commissario conferiti dal coordinatore regionale Claudio Fazzone e guarda già oltre l’attuale compagine di governo cittadino. Mentre il consigliere comunale Serena Petricca va nel direttorio provinciale.

Vittorio Di Carlo con Rossella Chiusaroli

Grossi movimenti anche nella Lega. Lino Caschera (fedelissimo del consigliere regionale neo leghista Pasquale Ciacciarelli) ha incontrato il leader del Carroccio cittadino Luca Di Stefano. Ha lasciato intendere che un accordo è possibile soltanto con un patto di fine consiliatura e con il sostegno all’Amministrazione De Donatis: tre consiglieri di maggioranza sono pronti a passare con il Partito di Salvini.

Il terzo segnale parte dal Rossella Chiusaroli: la sub commissario provinciale di Forza Italia con delega su Sora è pronta a sedersi per trattare la prossima candidatura a sindaco della città in un’ottica di centrodestra unito. Con lei il coordinatore provinciale della Lega Francesca Gerardi è pronta a ripetere l’esperimento di Alatri dei giorni scorsi: tutto il centrodestra seduto attorno a un tavolo. (leggi qui Tutti insieme per eleggere il sindaco: ma manca il candidato).

Per comprendere quanto siano rivoluzionarie le tre mosse avvenute nelle ore scorse è necessario tenere conto di un’anomalia tutta sorana. Che vede Lega e Forza Italia sedute fra i banchi dell’opposizione (Luca Di Stefano e Serena Petricca) mentre Fratelli d’Italia e Cambiamo seduti fra i banchi della maggioranza (Massimiliano Bruni, Simona Castagna, Antonio Lecce e Lino Caschera, con i rispettivi assessori di riferimento. A complicare la situazione ci si è messo anche il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli che da Cambiamo è passato con la Lega costringendo Caschera & Co. a fare una scelta, visto che a Sora la Lega ufficialmente è in minoranza. O magari quella scelta dovranno farla Gerardi e Di Stefano.

La resurrezione di Vittorio

Di Carlo all’epoca della carica da vicesindaco

Da pochi minuti sono passate le 13 di giovedì quando il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia, firma la lettera di nomina a commissario della città di Sora per Vittorio Di Carlo.

Negli ambienti politici la notizia circola in un battito di ciglia e cominciano immediate le reazioni. Ad imbastire l’operazione di recupero dell’ex vicesindaco ai tempi dell’amministrazione Tersigni è stata la sub commissaria provinciale Rossella Chiusaroli, in perfetta armonia con il gruppo di Sora. Che fino a pochi minuti prima dell’annuncio vedeva nel ruolo di coordinatrice la consigliera comunale di opposizione Serena Petricca.

E pensare che fino a prima di Natale il vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini aveva lavorato in tutt’altra direzione. Aveva provato a portare dentro Forza Italia il sindaco Roberto De Donatis e la consigliera comunale di maggioranza Floriana De Donatis. Una scelta che, qualora fatta, avrebbe rappresentato una sorta di “salvacondotto” alla ricandidatura dello stesso sindaco in carica. Operazione naufragata: i socialisti di oggi non sono più quelli degli anni Novanta che migrarono in massa dal Psi alla nuova formazione costituita da Berlusconi.

Totale inversione di rotta

Rossella Chiusaroli con Serena Petricca

La scelta di richiamare in servizio Vittorio Di Carlo ha un chiaro significato politico. Che va nella direzione diametralmente opposta ai tentativi di dialogo imbastiti fino a Natale da Gianluca Quadrini. La nuova linea individuata da Chiusaroli è: niente più trattative con l’Amministrazione. E’ infatti nota la posizione di Vittorio Di Carlo.

Chiara pure la linea dettata dalla commissaria provinciale Rossella Chiusaroli che sin dalle prime battute non nasconde la chiara volontà di ricompattare il centrodestra a Sora, in previsione delle elezioni comunali della primavera 2021.

A Sora abbiamo due persone validissime. Vittorio Di Carlo, che con mio grande onore ha accettato con entusiasmo l’incarico, affonda le proprie radici politiche in Alleanza Nazionale”.

Poi spiega come è nata la candidatura di Vittorio Di Carlo. “Serena Petricca ha accettato di far parte del coordinamento provinciale di Forza Italia, o meglio del direttorio, un nuovo organo che verrà costituito a breve e che concorrerà alle scelte fondamentali del Partito. Così a Sora si è liberata una casella. Ne ho parlato con il coordinatore regionale, che è Claudio Fazzone (rimarca Chiusaroli), il quale ha condiviso questa scelta e fatto la nomina, scaturita da una rosa di nomi”.

E aggiunge: “Ovviamente la scelta, condivisa con gli altri due commissari Natalìa e Piacentini, l’ho comunicata anche al vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini”.

Inversione provinciale?

Gianluca Quadrini con il sindaco De Donatis

L’impressione è che sia in atto un diverso calibramento delle politiche provinciali. Lo lascia intuire proprio quel “ l’ho comunicata anche al vice coordinatore“. Quasi a rimarcare che è stata un’operazione condotta in autonomia e concordata con il livello regionale.

Perché? Gianluca Quadrini in questi mesi ha difeso il ruolo e la posizione di Forza Italia nei confronti con gli altri alleati del Centrodestra. Spesso arrivando allo scontro proprio per non concedere spazi agli altri Partiti vicini ma concorrenti. Le scintille si sono viste su Sora così come su Pontecorvo, nel momento in cui si è parlato di candidature. A Ceccano Forza Italia è stata semplicemente ignorata dal momento che la fuoriuscita di Riccardo Del Brocco ha letteralmente svuotato il Partito.

L’approccio Chiusaroli tenta di cambiare lo spartito. Spiega poi quali sono gli obiettivi per Sora: “Riunificare il Centrodestra. Abbiamo una partita importante qui. Si andrà al voto per il rinnovo dell’Amministrazione comunale. E io sono a favore della coalizione di centrodestra. Voglio rapporti solidi con FdI e Lega. Sarò molto lieta di sedere al tavolo delle trattative perché la coalizione è fondamentale. Vado d’accordo con tutti e questo dovrebbe facilitare il compito”.

Una versione vuole che Gianluca Quadrini abbia fatto le sue rimostranze: evidenziando che in questo modo ci si sta consegnando alla Lega, perpetuando a Frosinone lo stesso errore che si sta commettendo a livello nazionale.

Chi è Vittorio

Vittorio Di Carlo

Indubbiamente non si tratta di un novello. Un’esperienza pluriennale alle spalle, la sua, che potrebbe rappresentare una marcia in più. Dal 2007 coordinatore comunale di Alleanza Nazionale a Sora. E dal 2008 coordinatore del PdL, poi diventato Forza Italia. Nel 2009, quando ancora a votare sono i cittadini, viene eletto consigliere provinciale con  2mila voti (veri). Dal 2011 al 2014 è vicesindaco e assessore all’Urbanistica dell’Amministrazione del sindaco Ernesto Tersigni. Nello stesso 2014, insieme ad altri di Forza Italia abbandona Tersigni e passa all’opposizione. –

Una curiosità: in quel 2014 a tenere politicamente in piedi il sindaco di centrodestra ci pensa il consigliere del Pd Enzo Petricca direttamente dall’opposizione: vedasi qualche similitudine con l’attuale ruolo di Maria Paola D’Orazio.

Circa un mese dopo l’abbandono della maggioranza Di Carlo si candida di nuovo alle elezioni provinciali. Questa volta Palazzo Iacobucci è un ente di secondo livello. Si procede a colpi di voti ponderati. Ma anche in questo caso Di Carlo viene eletto, con 4 mila voti a fronte dei 2 mila raccolti dal suo avversario diretto, che è lo stesso sindaco Tersigni. Viene nominato capogruppo consiliare di Forza Italia e sostiene la presidenza di Antonio Pompeo che si era candidato contro il Pd. “Segno evidente che la mia scelta fu condivisa” il commento di oggi da parte di Di Carlo.

Il 2016 lo vede candidato con la lista Forza Civica a sostegno di Roberto De Donatis. E’ il primo dei non eletti.

Ora Vittorio Di Carlo rompe il lungo silenzio, rispondendo a qualche domanda. Non senza prima ringraziare il coordinatore provinciale Claudio Fazzone, il commissario provinciale Rossella Chiusaroli e la coordinatrice comunale uscente Serena Petricca, a cui fa gli auguri per il nuovo incarico ringraziandola per il lavoro svolto e rimarcando che “si continuerà a lavorare a stretto contatto”.

Vittorio Di Carlo
Qual è il primo obiettivo?      

“Sicuramente quello di allargare la squadra e cominciare a ragionale su temi importanti per la città. Voglio portare avanti una politica propositiva”.

Ma non lascia adito a dubbi circa l’approccio con l’Amministrazione in carica. “Per me è già acqua passata. Lavoriamo per le elezioni”.

E’ d’accordo con la strategia di riunificazione del centrodestra a Sora?

“Stiamo andando troppo avanti. La vedo una cosa complicata. Perché di fatto la Lega e Forza Italia sono all’opposizione”.

La reazione di Serena

“Sono entusiasta di questa nomina nel direttivo provinciale, che mi permetterà di confrontarmi con tutte le altre realtà del nostro territorio e di crescere. Porterò il mio contributo e ringrazio per la stima il commissario area sud, dottoressa Chiusaroli, e il senatore Fazzone”.

Sicuramente dobbiamo lavorare con sinergia e coesione per il prossimo appuntamento elettorale nel comune di Sora, in vista delle amministrative del 2021. Sono fiduciosa che il nuovo commissario nominato, vista la sua esperienza, sarà in grado di aggregare e di essere inclusivo”.

Dopo il Caffè Moro c’è il Caffè Mirò

Luca Di Stefano e Serena Petricca

Due giorni dopo l’incontro del Caffè Moro a Frosinone dove, fra gli altri, anche Lino Caschera aveva espresso le proprie perplessità al tentativo di trovare una soluzione a Sora con il passaggio di Ciacciarelli nella Lega – qui la Lega siede all’opposizione con l’unico rappresentante che è Luca Di Stefano – la coordinatrice provinciale del partito di Salvini, l’onorevole Francesca Gerardi, si è incontrata a Sora, Caffè Mirò, con il suo consigliere Luca Di Stefano e con un altro non meglio identificato consigliere comunale di maggioranza. (leggi qui l’incontro al Caffè Moro: Il Big Bang di Ciacciarelli al Caffè Moro: i dubbi dei generali)

Si sono visti nel cuore del feudo elettorale di Lino Caschera, dunque. E a sua insaputa. Che la Gerardi stia marcando il territorio? Una spiegazione potrebbe esserci. Nelle ore scorse è stata depositata a Montecitorio la proposta di riforma elettorale che presto andrà in discussione in commissione. Il testo ha ricevuto l’ok di tutte le forze di maggioranza, ad eccezione di Liberi e Uguali, contraria all’inserimento della soglia di sbarramento al 5%.

La norma prevede: l’abolizione dei collegi uninominali, impianto proporzionale, soglia di sbarramento nazionale al 5%, previsione di un diritto di tribuna.

Se passa il testo servono i territori per essere eletti. E Francesca Gerardi ha iniziato a coltivarseli con molta cura.

Il dubbio Mosticone  

Passano altri tre giorni dall’incontro Gerardi – Di Stefano al caffè Mirò. Il consigliere comunale di maggioranza Lino Caschera, fedelissimo di Pasquale Ciacciarelli, si vede con la dirigenza della Lega. Deve decidere se passare anche lui nel Partito o rimanere dove sta.

L’incontro avviene il 7 gennaio verso le 19 nello studio del dottor Filippo Porretta. Ci sono lo stesso Porretta e il consigliere Luca Di Stefano.  L’obiettivo di Caschera è quello di studiare le varie posizioni e capire se ci sono margini per costituire un unico gruppo consiliare (in maggioranza ovviamente).

Alessandro Mosticone

 Già dopo la scelta fatta da Ciacciarelli aveva detto: “Ho preso atto che si è passati alla Lega ma a Sora si registra una condizione anomala perché ufficialmente la lega è in opposizione con un gruppo misto e un solo consigliere. E’ necessario quindi capire cosa vuole fare il partito, se costruire un percorso con la maggioranza o rimanere così com’è”.

Una posizione chiara, cristallina, quella di Caschera. Che non dà adito a dubbi interpretativi. Per lui Luca Di Stefano deve passare in maggioranza. Del resto Caschera era stato sibillino già il 30 dicembre 2019, nella stanza degli assessori del Palazzo comunale di Sora: AlessioPorcu.it aveva appena lanciato la notizia ufficiale dell’ingresso di Ciacciarelli alla Lega. Alla domanda “ora cosa succede a Sora?” Caschera aveva risposto con un calzante esempio del tiro alla fune. “Se da un parte c’è uno che tira e dall’altra a tirare sono in tre, cosa succede?”. Un esempio chiaro: Di Stefano è solo e deve cedere.

Significativa anche la citazione degli altri “tre” dall’altra parte della corda. Chi sono? Chi sono i consiglieri pronti a passare alla Lega: Lino Caschera? Molto probabile. Francesco De Gasperis? Molto probabile. E il terzo? Alessandro Mosticone? Non si sa. Difficile dopo che lo hanno solato sulle scale di Palazzo Iacobucci a Frosinone rifiutandogli all’ultimo momento la candidatura alle Provinciali.

Lui si dichiara “Reset per sempre”. Qualcuno tuttavia lo dà come presente all’incontro del 7 gennaio da Porretta. Lui dice di non esserci andato. Ovviamente su quell’incontro bocche cucite, nessuna dichiarazione. Ma il patto federativo nato in Consiglio fra lui, Caschera e De Gasperis si presta facilmente anche  a questa interpretazione.

L’obiettivo di Caschera sarebbe chiaro: risolvere il problema dell’anatra zoppa di De Donatis. Avrebbe proposto un discorso di aggregazione. Ma non nei banchi dell’opposizione. Caschera sosterrebbe la posizione di sempre: avanti con l’unità del centrodestra, ma si deve anche amministrare.

Lino Caschera © AG IchnusaPapers

Filippo Porretta, dirigente della Lega, avrebbe strizzato l’occhio. Luca di Stefano un po’ meno: a un anno dal voto passerebbe un cattivo messaggio. Caschera avrebbe ribadito che non si tratta di “poltrone” ma di progetti da portare a termine da oggi fino a fine mandato. Insomma: sostegno all’Amministrazione zoppa. Non  si sarebbe parlato invece di metodi con cui scegliere il candidato sindaco di coalizione.

Non sarebbe mancata, sempre da parte di Caschera, disapprovazione per i continui attacchi reciproci fra Lega e Fratelli d’Italia (più precisamente Di Stefano e Bruni), sia in Consiglio comunale sia sui social, che a suo modo di vedere non farebbero bene alla salute del centrodestra. “Come si fa a pensare di mandare avanti un centrodestra unito se a Sora ci si scanna?” avrebbe sbottato, preoccupandosi anche delle ripercussioni che potrebbero esserci a livello provinciale.

L’obiettivo prioritario, anche per lui, sarebbe quello di recuperare tutte le componenti del centrodestra: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. La strada appare lunga e tortuosa ma il tempo a disposizione c’è.