Sottosegretari, ricomincia la partita: la Lega alza il prezzo

Riparte il confronto tra Lega e M5S per la definizione dei nomi di viceministri e sottosegretari. Frusone ancora in corsa per la Difesa. Ma la Lega vuole rivedere al rialzo i numeri. Dopo i risultati delle Comunali di ieri.

Via alla stretta finale per la nomina dei nuovi viceministri e sottosegretari nel governo Conte.

Nelle ore scorse c’è stato un vertice a palazzo Chigi. Era stato convocato in un primo momento solo per completare la squadra dell’esecutivo ma poi è stato dedicato in larghissima parte all’emergenza immigrazione.

Il premier Giuseppe Conte, i suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbero definito solo la ‘griglia’ dei nomi. Secondo alcune anticipazioni, già nella sera, al rientro del Presidente del Consiglio dalla visita nelle zone terremotate, potrebbe riunirsi un nuovo summit a tre per la definizione dei nomi.

Spiegano da Lega e Movimento 5 Stelle che per ora i due sottoscrittori del ‘Contratto di Governo’ si sono limitati a suddividere le singole caselle che competono ad ognuno.  Nelle prossime ore saranno riempite. Ed i risultati delle Comunali serviranno anche per aiutare a limare le situazioni rimaste in sospeso.

Domani, raccontano, sarebbe previsto un Consiglio dei Ministri ad hoc per l’approvazione definitiva dei nomi e l’assegnazione anche delle deleghe, a cominciare da quella strategica sulle Telecomunicazioni, al centro di un vero e proprio braccio di ferro tra M5S e Lega.

Fino ad allora, continueranno le trattative per cercare di ‘distribuire’ al meglio i posti, tenendo conto dei nuovi equilibri interni dettati dal voto alle comunali.

A quanto si apprende, non è da escludere che le ‘quote’ fissate in precedenza possano essere ritoccate. Il numero iniziale era di 15 sottosegretari e 3 viceministri per i leghisti a fronte, rispettivamente dei 20 e 5 appannaggio dei grillini.

In questo caso, verrebbero rimodulate al rialzo, a favore della Lega dopo l’affermazione di ieri alle urne.

L’obiettivo, raccontano dalle parti di via Bellerio, sarebbe quello di ‘pareggiare il conto’ con il partner di maggioranza.

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