Sottosegretari, stretta finale sui nomi

Sottosegretari. Luigi Di Maio ha ordinato ai Gruppi di consegnargli entro mercoledì le rose di nomi tra i quali decidere. Il nodo dell'Editoria. Forse ad un fedelissimo di Conte. le manovre Dem

Rush finale per la composizione della squadra dei sottosegretari. La data cerchiata di rosso sul calendario è quella di mercoledì mattina, termine entro il quale Luigi Di Maio ha chiesto ai gruppi 5 Stelle di Camera e Senato di votare una rosa di nomi, dalla quale saranno scelti i futuri membri del sottogoverno in quota M5S. Ogni Commissione, stando alle in discrezioni, dovrà selezionare 5 figure, da sottoporre poi al capo politico per la scelta finale.

Chi sale, chi scende

Per quanto riguarda il toto-nomi, crescono di ora in ora le quotazioni di alcuni pentastellati come il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva (si parla di Cultura, Istruzione o Rapporti col Parlamento).

Azioni in salita anche per Manlio Di Stefano (verso la riconferma agli Esteri). Nell’elenco dei papabili rimangono anche Laura Castelli, Stefano Buffagni (Economia e Finanze), Lucia Azzolina (Istruzione) e Luca Carabetta (Innovazione).

Tra le new entry di queste ore per un posto nella squadra dei sottosegretari ci sono anche i nomi di Emanuela Corda, di Giuseppe Brescia e del senatore Mario Michele Giarrusso, così come quelli di Carla Ruocco e Luigi Gallo.

Bilanciamento

Per completare la squadra si dovrà invece attendere giovedì. Ne sono convinte le fonti parlamentari Dem. Il metodo con cui si sta lavorando, eccetto alcune deroghe, è quello di ‘bilanciare’ nelle nomine di sottogoverno l’assetto della squadra di palazzo Chigi. È lo stesso criterio usato nel precedente governo gialloverde: dove ci sono ministri di un colore politico si nomina sottosegretari o viceministri del colore opposto.

Per quanto riguarda il Pd, si guarda in particolare ai 9 ministeri guidati dai 5 Stelle. Sarebbero circa una ventina le caselle per la compagine di Nicola Zingaretti. Mentre altre due, tre postazioni andrebbero a Liberi e Uguali.

Per gli Esteri si fanno i nomi di Lia Quartapelle e Marina Sereni. All’Interno in pole c’è Emanuele Fiano. All’Istruzione la ‘renziana’ Anna Ascani. Per lo sviluppo economico resta in piedi l’ipotesi del passaggio dalla Regione Lazio dell’assessore Giampaolo Manzella, innescando un rimpasto in Giunta che darebbe il via all’ingresso in maggioranza per il Gruppo del Movimento 5 Stelle. (leggi qui Rimpasto delle deleghe, due nuovi in giunta: ma Buschini resta Presidente).

Il nodo Editoria

Per il Economia e Finanza il nome dei Dem è Antonio Misiani. Invece per la Giustizia si fanno i nomi di Gennaro Migliore e Walter Verini, in un primo momento dato all’Editoria. Tuttavia, a quanto si riferisce, il premier Giuseppe Conte sarebbe intenzionato ad affidare la delega a Roberto Chieppa. È il fedelissimo segretario generale del Presidente del Consiglio: del quale si fida al punto che in un primo momento era stata ipotizzata la delega ai Servizi Segreti. Ma l’Editoria è un dipartimento altrettanto strategico. Tanto che la questione resta aperta.

Per quanto riguarda l’area renziana, lunedì è stato fatto un punto sulla questione: potrebbero essere 5 i sottosegretari d’area. Uno dal Senato, forse Simona Malpezzi, e 4 alla Camera. Tra i nomi papabili per la promozione al governo anche Lucio D’Alfonso, Salvatore Margiotta, Francesco Verducci al Senato. Mentre si parla di Chiara Braga e Matteo Mauri alla Camera. Per Leu dovrebbe esserci quasi sicuramente un ruolo per Rossella Muroni.

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