Sottosegretari, il contrappeso di Frusone sarà Volpi

La partita per le nomine a vice ministro e sottosegretario. Frusone resiste nella casella della Difesa: la Lega potrebbe indicare Volpi come contrappeso. Il gioco delle marcature a vista. La protesta di Pd e Forza Italia per i ritardi

Il bollettino quotidiano delle trattative per costruire la rete dei sottosegretari, registra passi in avanti. E la presenza ancora di Luca Frusone nella casella della Difesa.

Nel fine settimana non si prevedono grosse novità. Perché il premier Giuseppe Conte è partito per Chalevoix dove parteciperà al G7. Ed i due soci firmatari del ‘contratto di governo’ Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono impegnati nella chiusura delle campagne elettorali per le Comunali.

Non si tocca pagina fino a lunedì mattina. Ma per giovedì tutto dovrà essere pronto. Al rientro del premier l’elenco andrà vistato e annunciato. Perché fino a quel momento non si possono formare le Commissioni. E senza di loro non è possibile lavorare.

L’opposizione scalpita, dal Pd e da Fi si grida allo scandalo per i ritardi. Che bloccano il lavoro delle commissioni parlamentari ed anche il presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico, e’ costretto alla sua prima “tirata d’orecchie” ai deputati. Inviera’ ai capigruppo di Montecitorio una lettera per sollecitare le designazione dei componenti delle permanenti.

Un dato deve essere chiaro. Fino a oggi, dal 4 marzo, zero sostanza. E le vacanze sono dietro l’angolo.

Gli aggiustamenti delle ultime ore dicono che a Palazzo Chigi andrà un grillino per bilanciare la presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega). Il nome pentastellato è quello Emilio Carelli. L’ex direttore di SkyTg24 potrebbe prendere in carico la delega all’Editoria: quella dalla quale passano le Provvidenze per i piccoli giornali e le tv locali (nessuno dei grandi ne usufruisce). Il senatore Primo di Nicola sul quale si puntava fino a ieri, potrebbe essere destinato al Ministero dei Beni Culturali dove è in pole anche la collega Michela Montevecchi.

All’Economia continuano a rimanere alte le quotazioni di della grillina Laura Castelli, per l’incarico di vice ministro. Con lei entrerebbe il leghista Alberto Bagnai.

Per gli Esteri il nome più quotato è ancora quello della grillina Manuela Del Re, come vice ministro.

Alla Difesa nessun graffio sulla carrozzeria del deputato pentastellato Luca Frusone di Frosinone. A portare altro peso specifico, nelle ultime ore sono state le sue posizioni critiche sul caccia F35. A fare da contrappeso al parlamentare ciociaro potrebbe essere il leghista Raffaele Volpi.

Al Viminale il vice si Matteo Salvini dovrebbe essere quello del senatore Stefano Candiani, attuale capogruppo a Palazzo Madama. Invece il ruolo di sottosegretario potrebbe andare al sindacalista Sap Gianni Tonelli. Il nome in quota Cinque Stelle è quello della ex capogruppo Fabiana Dadone.

Al superministero che accorpa Sviluppo Economico e Lavoro, il vice di Luigi Di Maio potrebbe essere Stefano Buffagni, mentre il sottosegretario potrebbe essere Lorenzo Fioramonti.

Le Telecomunicazioni, chiave di volta delle relazioni con Silvio Berlusconi devono andare al fedelissimo Armando Siri (Lega) che ha dato prova di competenza già nel passato. È stato uno dei pochi attenti alle esigenze della piccola editoria. Il sottosegretario potrebbe essere Alberto Brambilla, autore della parte di ‘contratto di governo’ relativa alle pensioni.

Alla Salute sono in campo il senatore e chirurgo Pierpaolo Sileri ed il senatore Matteo Mantero.

Alle Infrastrutture si parla del senatore Andrea Cioffi e del geologo Mauro Coltorti, che nella lista dei ministri proposti da Di Maio era destinato ad un ruolo di governo. La Lega invece indica Guido Bonomelli, direttore generale di Infrastrutture lombarde, o Christian Solinas.

A rendere ancora più complesso il gioco degli incastri è stata anche la necessità di procedere alla sostituzione dei questori di Montecitorio. Infatti Lorenzo Fontana e Riccardo Fraccaro si sono dimessi da vicepresidente e questore della Camera. Complicando ancora di più l’incrocio di incarichi tra ministri, viceministri e sottosegretari. Un gioco di incroci che vede M5s e Lega “marcarsi” a vicenda. Ad ogni incarico deve corrispondere un contrappeso.

Il Pd si indigna: «Non si può restare ancora fermi perché Lega e Cinquestelle si devono occupare delle poltrone: questo non è porre in cima gli interessi degli italiani ma quelli dei due partiti» attacca il capogruppo a Montecitorio, Graziano Delrio.

Anche Simone Baldelli, vice presidente del gruppo di Forza Italia si lamenta del fatto che a tre mesi dalle elezioni il Parlamento non sia ancora in condizione di lavorare: «Al di la’ degli impegni del presidente Conte, forse dietro al ritardo c’è un problema di natura politica. Il Governo si muova».

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