Bene o male: quel bivio che ogni giorno siamo chiamati a scegliere (di P. Alviti)

Bene o male: una scelta che facciamo sulla base della nostra coscienza. Ma cosa ci aiuta a capire qual è la strada da imboccare? Ed a non ripetere gli errori?

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Le decisioni, cos’è bene, cos’è male? 

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È quello che distingue il nostro essere umani: decidere se comportarci bene o male. Lo sperimentiamo tutti i giorni della nostra vita, ogni qual volta siamo chiamati a compiere scelte, dalle più banali a quelle che ci costringono a pensare a lungo, prima di decidere.

Ma proprio questa opera di discernimento impegna il profondo della nostra coscienza perché non si basa su regole astruse, basate su chissà quali principi generali, spesso stabilite di uomini piccini. 

Nel corso della storia tante volte, troppo volte, gli uomini hanno obbedito a leggi palesemente ingiuste, le hanno applicate, si sono sentiti buoni sudditi, financo buoni cittadini quando hanno permesso la schiavitù o costruito navi per trasportare schiavi, o comprato merci il cui prezzo basso dipendeva dalla manodopera schiavizzata.

Enormi fortune di intere nazioni si sono costruite sul palese sfruttamento di popolazioni che oggi si ritrovano in condizioni disastrose proprio in conseguenza alla mancata libertà di cui sono stati privati dalla colonizzazione occidentale: eppure erano cristiani i mercanti di schiavi, erano cristiani i costruttori delle navi negriere che  facevano percepire la loro presenza in mare dalla puzza immonda di corpi ristretti in cubicoli disumani.

Erano cristiani i padroni delle piantagioni che si arrogavano il diritto di decidere della vita di quei poveretti che avevano comprato al mercato degli schiavi, come altrettanto facevano i comandanti dei campi di sterminio o dei gulag tedeschi.

Dunque, sebbene l’uomo sia capace di discernere il bene dal male, troppo spesso il suo discernimento è falsato dalle convenzioni, dall’educazione, dalle ideologie, dall’interesse, dalle paure.

Ecco la provvidenza di Dio: egli ci parla proprio perché vuole aiutarci a discernere, a capire. La Parola nella tradizione ebraica è una strada, una lampada per i passi. Di questa lampada abbiamo bisogno per non ripetere gli errori tragici che costellano la storia dell’umanità. È un modo di confrontare le nostre idee, di verificarle con una luce più alta, capace di sollevarci dalle paure e dalle preoccupazioni. 

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