Spilabotte per direttissima (nell‘Assemblea Pd) (di C.Trento)

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi


CORRADO TRENTO
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Direttamente in assemblea nazionale. Senza passare attraverso il voto alle varie mozioni, senza entrare nella “guerra santa” tra le diverse correnti in provincia di Frosinone.

 

Spilabotte sugli scudi
La senatrice Maria Spilabotte farà parte del “parlamento” dei Democrat su indicazione del gruppo di Palazzo Madama. Proposta dal capogruppo Luigi Zanda e votata dai colleghi. In tutto saranno 24: ieri il voto dei senatori del Pd. Un messaggio forte e chiaro, riconducibile politicamente all’intero partito e naturalmente al segretario Matteo Renzi.

Un segnale inequivocabile che Maria Spilabotte fa parte ormai dei “fedelissimi” di Renzi e questa indicazione avrà una valenza enorme anche quando si tratterà di scegliere le candidature eleggibili per Camera e Senato. D’altronde la Spilabotte si è tenuta fuori dalle contrapposizioni che hanno caratterizzato (e continuano a farlo) il dibattito tra le varie “anime” provinciali. Un elemento che probabilmente si è rivelato decisivo.

Domenica ci sarà la prima riunione dell’assemblea nazionale, nel corso della quale si procederà alla formalizzazione dell’incarico di segretario nazionale a Matteo Renzi.

Dice Maria Spilabotte: «C’è grande soddisfazione. Sinceramente sono onorata di far parte del gruppo dei senatori che siederà in assemblea nazionale. Un segno di fiducia che mi riempie di orgoglio. Credo che l’elezione di Matteo Renzi rappresenti il giusto segnale che il Pd doveva mandare in vista di elezioni politiche cruciali per il futuro dell’Italia. Il nervosismo dei Cinque Stelle si spiega con il timore che hanno. Beppe Grillo è il primo a sapere che Renzi vincerà. Detto questo, per quanto riguarda le primarie, ho scelto di rimanere fuori dalla composizione della lista provinciale a sostegno della mozione Renzi. L’ho fatto per facilitare il raggiungimento degli equilibri. Adesso però la parola d’ordine per il Pd è una sola: unità».

 

La mossa di Scalia
Il primo a complimentarsi con Maria Spilabotte è stato il collega Francesco Scalia. Notando: «Sono davvero contento della nomina di Maria. Rappresenta un ulteriore segnale che la provincia di Frosinone conta nelle dinamiche nazionali del partito. Credo che alla fine sia proprio il gioco di squadra a poter fare la differenza in vista degli importanti appuntamenti che si profilano all’orizzonte».

Appare evidente che Scalia e Spilabotte ormai “fanno squadra” sul territorio e pure questo è un elemento da non sottovalutare sul tavolo delle candidature. Gli equilibri in assemblea

In assemblea nazionale i delegati della provincia di Frosinone sono otto. Dei sei della mozione Renzi, due (Francesco De Angelis e Sara Battisti) fanno parte della componente, orfiniana, dello stesso De Angelis. Mentre tre (il deputato Nazzareno Pilozzi, Barbara Caparrelli e Francesca Gatta) fanno riferimento all’area di Scalia e Pilozzi. Uno è espressione del gruppo Dem di Simone Costanzo (referente nazionale il ministro Dario Franceschini): Carmelo Messore. Per la mozione di Andrea Orlando il seggio è scattato per Alessandra Maggiani, per quella di Michele Emiliano è stato eletto Salvatore Fontana.

 

Le strategie impazzano
Per quanto riguarda le candidature a Camera e Senato, la partita è a quattro. Ci sono tre uscenti: Maria Spilabotte, Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi. La prima, con la nomina diretta in assemblea, ha battuto un colpo significativo. Il secondo, che gravita nell’area di Luca Lotti e Lorenzo Guerini, ha stretto un doppio asse: con la Spilabotte sul territorio, ma pure con i colleghi Bruno Astorre (Roma) e Claudio Moscardelli (Latina).

L’elemento territoriale potrebbe essere determinante al Senato. Nazzareno Pilozzi fa parte della componente di Gennaro Migliore e ha ottimi rapporti con Maria Elena Boschi.

Francesco De Angelis sa che dovrà vincere la concorrenza di tre uscenti per ottenere una candidatura eleggibile. Confida nel presidente nazionale del partito Matteo Orfini, alla componente del quale ha aderito con tutto il suo gruppo. Grazie anche a Sara Battisti, orfiniana della prima ora.

La “guerra” è iniziata.

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