Spreafico, un vescovo con due diocesi

La diocesi Anagni-Alatri unificata con quella di Frosinone 'in persona episcopi'. Entrambe affidate al vescovo Ambrogio Spreafico. È una fusione di fatto. Lorenzo Loppa amministratore fino a fine anno. Cosa c'è dietro. Il piano del Vaticano per ridurre le sedi vescovili. I precedenti. E le unioni recenti.

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Hanno rispettato il segreto pontificio, attendendo fino alle ore 12. Lo hanno fatto a Fiuggi nel centro pastorale, per la diocesi di Anagni. E nell’episcopio di via dei Volsci per quella di Frosinone. Solo dopo lo scoccare di mezzogiorno hanno dato l’annuncio ufficiale. Da oggi le diocesi di Frosinone Veroli Ferentino e quella di Anagni Alatri sono unite in persona Episcopi, nella figura di monsignor Ambrogio Spreafico che è stato nominato dal papa nuovo vescovo di Anagni Alatri.

Le due diocesi rimangono distinte in tutti i loro organismi, consigli, uffici di curia. Soltanto il ministero episcopale sarà esercitato dal vescovo che appunto unisce in sé le due diocesi.

Unite aeque principaliter

Ambrogio Spreafico (Foto © Stefano Strani)

La scelta è chiara: nel prossimo futuro, probabilmente nel momento in cui mons. Spreafico compirà l’età prescritta per la rinuncia al governo della diocesi, il 75° anno di età, le due diocesi saranno unite aeque principaliter, cioè nella forma piena ed affidate al nuovo vescovo che gli succederà.

La notizia era nota da tempo. Si attendeva soltanto il momento della comunicazione ufficiale che è avvenuta il 18 ottobre 2022 con la nomina di monsignor Spreafico a successore di monsignor Lorenzo Loppa, di cui il papa aveva accettato la rinuncia alla guida della diocesi.

La data per la comunicazione era stata fissata al 10 novembre, alle ore 12, contemporaneamente alla pubblicazione della nomina sul Bollettino della Santa Sede.

L’iter da Paolo VI

Lorenzo Loppa

L’unione fra le diocesi di Frosinone ed Anagni  prende le sue origini da una decisione di Paolo VI, che agli inizi degli anni 70 iniziò il processo di revisione delle sedi episcopali con l’intenzione di arrivare ad un solo vescovo per ogni provincia.

Il Lazio, per la sua vicinanza a Roma, e per la presenza delle diocesi suburbicarie, tradizionalmente assegnate ad un cardinale, ha avuto un processo molto lento, che ha portato ora ad avere due diocesi per ogni provincia, ad eccezione di Roma.

Nella provincia di Latina ci sono, ad esempio, le diocesi di Latina e l’arcidiocesi di Gaeta. Negli scorsi decenni, in provincia di Frosinone, furono unificate le diocesi di Veroli – Frosinone con Ferentino.

Sulla base di questa logica già nel 1972 si era proceduto alla fusione tra le diocesi di Anagni ed Alatri che fino al 30 novembre di quell’anno erano due unità distinte. Vennero unite  in persona episcopi sotto il vescovo di Alatri Vittorio Ottaviani che venne nominato da Papa Paolo VI anche vescovo di Anagni. La formale fusione avvenne solo nel 1986 in forza del decreto Instantibus votis.

Nel 2014 c’è stato l’accorpamento delle diocesi di Cassino e di Sora – Aquino – Pontecorvo, affidate alla guida del vescovo Gerardo Antonazzo; nel 2019 è stata la volta della diocesi di Tivoli e della sede suburbicaria di Palestrina, affidate al vescovo Mauro Parmeggiani. L’anno 2020 ha visto accorpare ben sei diocesi dando vita a tre diverse realtà: Carpi con Modena – Nonantola; Camerino – San Severino Marche con Fabriano – Matelica; in Sardegna si sono fuse le diocesi di Nuoro e di Lanusei.

Nel 2021 è stata la volta della Campania con l’accorpamento di quattro diocesi: si sono fuse Pozzuoli ed Ischia; nel Casertano hanno fatto altrettanto Teano-Calvi ed Alife-Caiazzo.

Monsignor Ambrogio Spreafico ora guiderà la transizione verso la nuova diocesi Frosinone-Ferentino-Veroli- Anagni-Alatri che stando alle indiscrezioni potrebbe avvenire nella metà di Gennaio 2023. Generando sulla provincia di Frosinone uno scenario con due diocesi: Frosinone e Cassino.

Tanto in comune

Un numero alto di diocesi corrispondeva ad una situazione territoriale molto complessa. E ad una difficoltà di raggiungere rapidamente i vari centri abitati. Molte di queste limitazioni sono oggi superate anche se è probabile prevedere che qualcuno si lamenterà della nuova situazione.

Papa Francesco © Stefano Spaziani / Imagoeconomica

Frosinone ed Anagni hanno però tante cose in comune. A partire dal Collegio Leoniano nel quale si sono formati tutti i preti impegnati nel ministero pastorale delle due diocesi. Ma anche l’Istituto di sostentamento del clero, già unito da anni. C’è poi il santuario di Vallepietra che unisce anche le tradizioni popolari delle due diocesi. 

La diocesi è il territorio in cui vivono i cristiani battezzati affidati alla cura di un vescovo. L’unione fra il popolo e il vescovo è simboleggiata dall’anello che il presule indossa ad indicare la sua fedeltà alla diocesi. Come uno sposo alla sua sposa.

Ora toccherà a monsignor Spreafico guidare le due diocesi per le quali è facile prevedere una collaborazione più stretta che le porterà ad unire le forze nelle diverse dimensioni che assume oggi la vita cristiana.

Hanno naturalmente tradizioni diverse che andranno rispettate e valorizzate. Ma hanno anche la necessità di collaborare per l’annuncio del vangelo.

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