Stati Generali: Ottaviani e Buschini dicono si dal Congresso Cisl

In ventiquattr’ore ha incassato altri tre si. Il progetto di riunire gli Stati Generali della provincia di Frosinone per definire insieme una strategia riceve il disco verde dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani (Forza Italia) e dall’assessore regionale all’Ambiente e Rapporti con il Consiglio Mauro Buschini (Partito Democratico). Nelle ore scorse, da sinistra aveva dato parere favorevole anche il presidente del Consiglio Provinciale Luigi Vacana.

L’appoggio al progetto lanciato nei giorni scorsi su Alessioporcu.it dal presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico (leggi qui) è arrivato durante il Congresso Provinciale del sindacato Cisl, in corso a Cassino.

Il segretario generale provinciale Cisl Enrico Coppotelli era stato il primo a benedire la proposta di D’Amico, poche ore dopo che era apparsa on line. (leggi qui) E lo ha ribadito oggi nel corso del suo intervento all’Edra di Cassino, dove ha sollecitato la sua organizzazione a guardare verso il futuro. A quel 4.0 che tra poco rivoluzionerà il mondo del lavoro, cancellando migliaia di qualifiche e generandone però di nuove. Per affrontare quella sfida – ha detto Coppotelli – occorrono però uno sforzo ed un impegno collettivo. Per questo dice si alla convocazione degli Stati Generali.

Il Partito Democratico finora era stato tiepido. Nessun cenno di risposta. Eppure il mondo politico ha mandato segnali. C’era stato l’immediato appoggio del leader di Forza Italia Mario Abbruzzese (leggi qui) che aveva sollecitato «Facciamolo a porte chiuse affinché non sia una passerella ma un incontro concreto». Il vice presidente della Provincia Andrea Amata (Alternativa Popolare – leggi qui) aveva subito aderito. preceduto dall’ex capogruppo azzurro Danilo Magliocchetti

Di fronte alle sollecitazioni arrivate dal segretario generale, Mauro Buschini ha rotto gli indugi. «Si agli Stati Generali, noi daremo il nostro contributo alla discussione». La benedizione è arrivata anche da Nicola Ottaviani che li ha giudicati «Opportuni e non rinviabili ulteriormente».

Ma a cosa servono questi Stati Generali? Non servono ad indicare una rotta. Quella c’è già.  L’ha tracciata il mercato con l’esplosione del segmento Premium di Alfa Romeo nello stabilimento Fca di Cassino. Al suo interno ci sono già le prime tracce del 4.0 con uomini e macchine sempre più interconnessi.

Allora, perché riunire di tutti coloro che hanno un ruolo nello sviluppo del territorio? Per sintonizzarli sullo stesso obiettivo, ciascuno per la propria competenza. Perché servono leggi che oggi non ci sono. Tanto per fare un esempio, la sperimentazione dell’auto senza conducente non è possibile sulle strade italiane. Serve chiarezza nelle autorizzazioni: dire cosa si vuole e non si vuole fare invece di tardare per non decidere. Perché nei Paesi dei nostri competitor la chiarezza fa in modo che le autorizzazioni vengano rilasciate in maniera veloce. Un esempio: Saxa Gres ad Anagni ancora non può partire con le produzioni green che invece nel resto d’Europa già si fanno. Servono stimoli all’innovazione ed alla ricerca: in Germania ogni ingegnere assunto per fare ricerca, genera uno sconto sulle tasse dell’azienda.

Ma serve anche un’università che formi la prossima generazione pensando già al 4.0. Serve un panorama sociale fatto di relazioni tra sindacato e associazioni datoriali per guidare insieme il passaggio al nuovo modo di produrre. Serve chi faccia la formazione per riconvertire a nuove mansioni quelli che tra poco non avranno più il lavoro.

Serve un sistema nel quale non sia necessario scomodare un prefetto per mettere d’accordo una decina di entri diversi al fine di compiere un’operazione banalissima qual è il nuovo manto d’asfalto sull’asse attrezzato Fca.

Chiarito chi ci sta e cosa si deve fare c’è ora un altro passo da compiere. Chi convoca il tavolo? Dall’elenco va tolta la Camera di Commercio: è sotto rinnovo di presidenza e qualsiasi iniziativa verrebbe interpretata come un pretesto elettorale.

Rimane la Provincia di Frosinone: ha il Comitato per lo Sviluppo che potrebbe essere l’organismo più adatto. E’ baricentrico e non è parte politica: ha la capacità di funzionare come hanno dimostrato i traguardi dell’Accordo di Programma e del’Area di Crisi.  Il presidente Antonio Pompeo era presente ai lavori della Cisl.

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