Stefanelli e le ordinanze anti siccità. Ma quanto costa riempire una piscina

Via alle ordinanze per limitare il consumo dell'acqua anche in provincia di Latina. Il presidente della Provincia Stefanelli sollecita i sindaci

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

L’ordinanza arriverà. Entro la fine della settimana. Il Comune di Latina sarà uno dei primi, ma non esattamente il primo, ad aderire all’invito del presidente della Provincia pontina, Gerardo Stefanelli. La sollecitazione è ad emettere ordinanze per vietare un uso “improprio” dell’acqua potabile.

Perché è ancora necessario far capire alla cittadinanza che non si possono riempire piscine, innaffiare giardini, lavare le auto, quando comunque ci si rende conto che non piove da mesi, che i fiumi sono in secca, che quest’inverno non ha neanche nevicato più di tanto e quindi neve da sciogliere sui monti che poi andava ad alimentare le sorgenti non ce n’è stata.

Ma quanto vi costa?

Foto di Jamicc / Pixabay

La gente ha caldo e chi ha la piscina la riempie (ma perché, la piscina la riempite con l’acqua potabile? Con quella di Acqualatina? Con le tariffe che ora sono pure aumentate dell’8,45%? Scusate, non ho la piscina: ma quanto costa riempirla?).

E l’auto sporca, no, non si può tenere, perché stasera c’è lo spritz con il gruppo e poi l’apericena con la bella di turno.

Così, un presidente della Provincia invita i suoi colleghi sindaci (lo è anche lui, di Minturno), a far capire ai propri cittadini che l’acqua ora c’è, domani forse, dopodomani chissà, magari no. È una lettera aperta, quella di Stefanelli, che nasce da riunioni su riunioni con i tecnici di Acqualatina per capire la situazione e con i colleghi primi cittadini per concordare le azioni da mettere in campo.

La grande sete in arrivo

A pochi passi da Latina si sta tenendo l’assemblea nazionale dei consorzi di Bonifica. I dibattiti rivelano una situazione drammatica. L’orlo del precipizio è vicino. (Leggi qui: La risposta alla siccità: c’è ma è ferma)

Stefanelli nella missiva chiarisce che ad oggi le sorgenti non sono ancora in sofferenza e che quindi non si sono ancora manifestate problematiche legate alla carenza idrica per la scarsità della pioggia; ma invita comunque i sindaci a «emettere ordinanze per l’utilizzo corretto della risorsa idrica, al fine di tutelare la stessa risorsa e consentire di preservarla qualora continuassero tali situazioni atmosferiche. L’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto ad altri usi che sono ammessi solo quando la risorsa è sufficiente – spiega citando le norme in materia ambientale – e per questa ragione gli utenti del servizio idrico sono invitati ad un utilizzo responsabile della risorsa».

Diversi quindi gli usi vietati, che Stefanelli suggerisce di inserire nelle ordinanze: si va dalle piscine a orti e giardini, al lavaggio di strade e viottoli, fino al prelievo di acqua da fontane pubbliche per riempire cisterne e botti o rifornire locali privati mediante tubi di gomma.

Se il sindaco del capoluogo Damiano Coletta intende emetterla entro la fine della settimana, c’è chi già l’ha pubblicata due settimane fa: è Domenico Guidi (Bassiano), che ha fissato anche sanzioni salate: da 200 a 2mila euro. 

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