Stellantis, Asi e Camera apparecchiano il Tavolo

Camera di Commercio e Consorzio Industriale istituiscono il Tavolo Permanente su Stellantis. Le reazioni alla Consulta riunita a Cassino. Ed al progetto di rivoluzione annunciato da Borgomeo. Coppotelli (Cisl): «Stellantis deve continuare a "vivere" sul territorio ciociaro».

Giovanni Giuliani

Giornalista malato di calcio e di storie

Il territorio della provincia di Frosinone non può pensare ad un futuro senza Stellantis. Per il Segretario generale della Cisl Lazio Enrico Coppotelli «le forze politiche e sociali si debbono intestare pezzi di responsabilità. Solo cosi si può rilanciare il territorio ciociaro e attrarre altri grandi investitori».  Ma non basta. Per Coppotelli «serve anche uno scatto culturale per renderlo davvero attrattivo questo territorio».

I cento milioni per l’area Stellantis messi sul piatto dagli industriali «sono un segnale molto forte. Significa che le imprese vogliono assumere un ruolo concreto e per nulla passivo». A parlare di quella cifra è stato giovedì il presidente di Unindustria Cassino Francesco Borgomeo, nel corso della Consulta dei Sindaci sulla crisi dello stabilimento di Piedimonte San Germano. (Leggi qui La sfida degli industriali: 100 milioni sull’area Stellantis).

Enrico Coppotelli

Coppotelli ribadisce anche un concetto: il settore dell’automotive non è decotto. Su questo punto condivide in pieno l’analisi di Borgomeo, che ieri aveva detto: «Non dobbiamo parlare di Automotive ma di Mobilità Sostenibile: è una delle più grandi aree di sviluppo per i prossimi 30 anni, porterà tutti a ripensare come ci spostiamo. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo giocare in difesa, c’è un tale potenzialità di crescita che non vediamo dagli anni Cinquanta».

Anche per il Segretario Generale Cisl del Lazio rappresenta una grande opportunità da sfruttare. Così come «si deve sfruttare la fusione con Psa». Per questo «l’annuncio di queste ore della Camera di Commercio del Basso Lazio e del Consorzio Unico Industriale di istituire un tavolo strutturale, permanente, su Stellantis vede la Cisl pronta a fare la propria parte. Stellantis deve continuare a “vivere” sul territorio ciociaro perché lo stabilimento trascina tutta la filiera produttiva».

Il tavolo di Asi e Camera di Commercio

L’annuncio lo hanno fatto nel pomeriggio il presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina Giovanni Acampora ed il presidente del Consorzio Asi di Frosinone e commissario per il Consorzio Industriale del Lazio Francesco De Angelis.

Lo hanno fatto dicendo «Le istituzioni, la politica e l’imprenditoria fanno quadrato sulla questione ‘Stellantis’. La Camera di Commercio del Basso Lazio e il nascente Consorzio Unico Industriale del Lazio faranno la loro parte, in sinergia con le organizzazioni sindacali». La decisione è stata ufficializzata a poche ore dalla Consulta dei sindaci riunita a Cassino. «Abbiamo appreso con piacere le risultanze della Consulta dei sindaci del Lazio».

Cosa faranno Asi e Camera di Commercio? «In rappresentanza del tessuto produttivo del territorio, dall’industria al commercio passando per il terziario ed il turismo, saremo in prima linea istituendo un tavolo permanente sulla questione Stellantis».

Del tavolo, che sarà istituito presso la sede dell’Ente camerale a Frosinone, faranno parte le organizzazioni sindacali e tutti gli attori principali del panorama produttivo e del lavoro del territorio.

«L’Automotive rappresenta per la provincia di Frosinone un settore strategico e di vitale importanza per l’economia, non soltanto per la presenza dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Anche per l’indotto che vi ruota attorno. Un indotto industriale, commerciale e di servizi. Per queste ragioni, la partita per salvare Stellantis e difendere i lavoratori e il tessuto imprenditoriale locale – concludono i presidenti di Asi e Camera di Commercio – va giocata facendo squadra».

I dubbi sull’indotto

Sul punto, Enrico Coppotelli non ha dubbi. «Non esistono subordinate. Non possono esistere. Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano deve rimanere esattamente dove sta. Il che vuol dire che la struttura deve diventare operativa e i posti di lavoro vanno salvaguardati. Tutti. Non solo. Il discorso va esteso alle fabbriche dell’indotto. Chiaro che il territorio deve essere attrattivo e tutti devono fare la loro parte. L’automotive – evidenzia Coppotelli – rimane il settore fulcro di questo territorio del basso Lazio. Un tavolo di confronto è un ottimo punto di partenza. Occorre un’azione sinergica e rapida al tempo stesso Ripeto: non possono esserci subordinate. Lavoro, sviluppo e investimenti: è così che si costruisce il futuro».

Il Maserati Grecale in prova nel circuito di Cassino Plant

Su un punto, sono evidenti le distanze tra la posizione tracciata da Unindustria e quella del Segretario Generale Cisl del Lazio. Il punto è il ruolo dell’indotto. Per Francesco Borgomeo, quello di Cassino ha già assunto una dimensione ed uno spessore tali da poter trainare la rivoluzione della Mobilità Sostenibile. Facendo addirittura da attrattore per possibili alternative a Stellantis. Invece per Coppotelli non è ancora arrivato il tempo per realizzare una visone diversa in prospettiva dell’indotto. 

La distanza però raggiunge il punto massimo su una visione: per Unindustria bisogna avviare la trasformazione dell’area per renderla competitiva; per il sindacato si deve puntare sui modelli. Cioè lo stabilimento cassinate deve produrre e non deve farlo in maniera passiva. Su questo stabilimento «l’ultima grande iniziativa – dice Coppotelli –  è stata quella riguardanti le linee di Giulia e Stelvio. Investimenti che hanno portato un benessere complessivo». Ora serve altro: «l’allocazione di nuovi modelli – dice il segretario – rimane tema fondamentale e non può bastare certo Maserati».

L’occasione del Pnrr

Invece il punto di contatto è massimo nel punto in cui sia Cisl che Unindustria chiedono un salto di mentalità per agganciare le opportunità del Pnrr. Per troppi anni, sostiene Coppotelli «ci sono state logiche imprenditoriali che non hanno fatto bene al territorio ciociaro: o ci sono stati imprenditori che sono andati via per la troppa burocrazia oltre che per il costo del lavoro. L’esempio di Francesco Borgomeo con i suoi due stabilimenti (Saxa Gres ad Anagni e Grestone a Roccasecca) è stato uno splendido unicum in anni di buio assoluto. Ora bisogna attirare anche altri player ad investire sul territorio».

Enrico Coppotelli

Per questo motivo quel salto culturale di cui si diceva prima è fondamentale. Il concetto è: attirare i big significa uscire da logiche provinciali. La leva sono i fondi del Pnrr, il nuovo modello di sviluppo che punta sulla mobilità sostenibile. «E nel Pnrrrimarca il segretario generale della Cisl lazio –  per il  Lazio ci sono investimenti importanti: per la sola cantierizzazione ci profilano 125mila posti di lavoro. Un’opera infrastrutturale, oltretutto, quando è conclusa ha  un suo decorso che porta  benessere e che si ricollega – dice Coppotelli  –  anche al  concetto di mobilità sostenibile».

  E allora le direttive su cui muoversi sono  quelle della coesione e del salto culturale per rilanciare  e rendere attrattivo un territorio in cui la sua parte, importante, deve continuare a farla Stellantis.

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