Stellantis, il futuro per i sindacati è già oggi

Le reazioni dei sindacati all'orizzonte tracciato da Unindustria per l'area Stellantis. Per Fim, Fiom e Uilm il futuro è già oggi. "Prima tappiamo le falle, poi si potrà discutere della rotta”. La soluzione immediata? "Sgravi fiscali per tutta l'area”

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Sono rimasti spiazzati. Quasi increduli. La settimana scorsa quando Unindustria ha annunciato la disponibilità ad un maxi investimento da cento milioni di euro per guardare anche oltre Stellantis, i leader sindacali hanno avuto un sussulto. Perché nel 2022 Cassino celebra le “nozze d’oro” con l’insediamento produttivo Fiat (poi Fca ed oggi Stellantis). I fatti dicono che l’Automotive è destinato a cedere il testimone alla Mobilità Sostenibile, sul tappeto però resta un questito: il presente come si affronta? (Leggi qui La sfida degli industriali: 100 milioni sull’area Stellantis).

La gallina domani, ma oggi?

La riunione della Consulta

I leader Fiom, Fim e Uilm rispondono presente. Ma non nascondono la preoccupazione. Non si fidano di Unindustria? Non credono alle possibilità di sviluppo che sono state delineate? No: il problema è un altro. E’ il presente.

Più o meno all’unisono, seppur con accenti e sfumature diverse, Mirko Marsella della Fim-Cisl, Donato Gatti della Fiom-Cgil e Francesco Giangrade della Uilm evidenziano che l’operazione a lungo termine non può non vedere il favore del sindacato. Ma la situazione è divenuta ormai talmente grave che bisogna tamponare le continue emergenze.

Lo spiega bene il segretario della federazione della Fiom-Cgil Frosinone e Latina Donato Gatti. “Purtroppo – dice – abbiamo perso dieci anni. Era il 2011 quando iniziammo ad elencare le criticità del settore automotive e del sito pedemontano. Nessuno ci ha dato ascolto. Quando parlavamo della necessità di avviare il processo dell’elettrificazione, tra il 2013 e il 2015, eravamo presi quasi per pazzi. Eravamo gli unici a parlare di auto elettriche. Sul territorio solo l’ex rettore dell’Unicas Ciro Attaianese sosteneva le nostre tesi”.

Lo stabilimento si sta svuotando

Lavoratori di Cassino Plant

Questo per dire cosa? “Che la politica non ha quasi mai ascoltato il sindacato. Quando i 532 ex interinali sono stati mandati a casa non c’è stata alcuna mobilitazione. Da anni diciamo che lo stabilimento si sta svuotando: in pochi anni siamo passati da oltre 5.000 agli attuali 3.200 operai. Le ripercussioni sull’indotto sono catastrofiche”.

Cosa c’entra con lo scenario delineato dal presidente di Unindustria? “Immagino che se Francesco Borgomeo ha annunciato la disponibilità ad un investimento così importante sa che possono esserci imprenditori interessati, ma in ogni caso – spiega Gatti – sono dinamiche che hanno bisogno di tempo. Io mi preoccupo del presente. Perchè gli ammortizzatori sociali sono ormai ultimati e rischiamo di perdere centinaia e centinaia di posti di lavoro. Per questo motivo credo che adesso bisogna intervenire sulle emergenze del presente, temponare subito le falle. Poi si potrà discutere della rotta per il futuro. Ma prima dobbiamo salvare il presente. Ora attendiamo fiduciosi l’incontro dell’11 ottobre al Mise”.

Ben vengano tutti i tavoli

La prima reazione alla riunione della Consulta tenuta a Cassino la settimana scorsa è stata la creazione del tavolo Stellantis voluto dalla Camera di Commercio di Frosinone e dal Consorzio Industriale. (Leggi qui Stellantis, Asi e Camera apparecchiano il Tavolo).

De Angelis e Acampora

Ben venga – spiega dalla Fim-Cisl Mirko Marsella – . È un tavolo che si aggiunge a quelli già in essere. Come sindacato siamo soddisfatti del fatto che c’è stata finalmente una piena presa di consapevolezza da parte delle istituzioni di quella che è la crisi di Fca Cassino Plant. E di come coinvolga tutto l’indotto. Cosa che noi spieghiamo da tempo. È giusto che la politica se ne faccia finalmente carico cercando di rendere il territorio più attrattivo”.

In merito all’annuncio fatto dal presidente di Unindustria Francesco Borgomeo siamo ovviamente speranzosi che realmente possano esserci altre realtà interessate ad investire su questo territorio. Magari Borgomeo sa cose che noi non sappiamo. Per quel che ci compete, adesso, il nostro ruolo di rappresentanti dei lavoratori ci impone di far sì che Stellantis resti a Cassino e continui ad investire sul territorio. Bisogna poi partire con una riconversione delle aziende dell’indotto evitando che vadano persi posti di lavoro”.

Innanzitutto Stellantis

Francesco Giangrande, segretario della Uilm provinciale e sindacalista di lungo corso, sembra allo stesso modo non vedere un futuro possibile senza Stellantis. “L’attuale situazione – dice – sta ‘crepando’ l’economia territoriale, ci sono interventi immediati da fare per rendere appetibile questo territorio. Interventi – dice – che debbono fare le istituzioni, senza lasciare il cerino nelle mani dei sindacati come poi spesso accade”.

L’annuncio di Unindustria? Questi interventi a lungo percorso delineati dal presidente di Unindustria Cassino, magari, nel tempo, se si concretizzeranno potranno dare dei risultati. Ma le istituzioni possono agire da subito per rendere più competitivo il territorio. In che modo? Con gli sgravi fiscali, ad esempio. Hanno mai pensato, i sindaci, di ridurre il costo della Tari alle aziende? Non è vero che i sindaci non possono fare nulla. Nel nostro piccolo, ognuno può fare qualcosa. Subito, prima che sia troppo tardi”.

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